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Il Papa rivolge gli auguri per il nuovo anno al Corpo
Diplomatico accreditato presso la Santa Sede.
La
crisi, ha
osservato, “può
e deve essere
uno sprone a
riflettere
sull’esistenza
umana e
sull’importanza
della sua
dimensione
etica, prima
ancora che sui
meccanismi che
governano la
vita economica. Con
riferimento alle
profonde
trasformazioni
dei paesi arabi
e nordafricani
in atto da un
anno a questa
parte, il
Pontefice ha
preso atto che
l’ottimismo
iniziale ha
“ceduto il passo
al
riconoscimento
delle difficoltà
di questo
momento di
transizione e di
cambiamento, e
mi sembra
evidente che la
via adeguata per
continuare il
cammino
intrapreso passa
attraverso il
riconoscimento
della dignità
inalienabile di
ogni persona
umana e dei suoi
diritti
fondamentali”.
La famiglia e
l’apertura alla
vita, come
valori
non-negoziabili,
sono mezzi
educativi
fondamentali e,
in tal senso, il
Papa ha accolto
con
soddisfazione
“la recente
sentenza della
Corte di
Giustizia
dell’Unione
Europea, che
vieta di
brevettare i
processi
relativi alle
cellule
staminali
embrionali
umane, come pure
la Risoluzione
dell’Assemblea
Parlamentare del
Consiglio
d’Europa, che
condanna la
selezione
prenatale in
funzione del
sesso”.
Importante
oggetto di
educazione è
anche il
“rispetto della
libertà
religiosa”,
così tanto
minacciato nei
paesi a
maggioranza
islamica (il
Papa ha citato
ad esempio il
sacrificio del
ministro
pakistano
Shahbaz Bhatti).
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