- di Stefania Bertora
Giovedì
13 gennaio il Centro Culturale Cattolico San Benedetto in
collaborazione col Centro Culturale La Cittadella ha invitato
presso lo Spazio ScopriCoop di Baggio il giornalista e
vaticanista de “Il Giornale” Andrea Tornielli per la
presentazione del suo libro “Attacco a Ratzinger”.
Tornelli
significativamente ricorda come il pontificato di Benedetto
XVI inizi con l’enciclica Deus Carites Est e
sia caratterizzato dalle parole Amore-Gioia-Bellezza più
volte presenti nei messaggi del Papa.
Il libro -
scritto assieme al vaticanista de “Il Foglio” Paolo Rodari
– ripercorre e analizza le dinamiche degli attacchi condotti
nei confronti di Papa Benedetto XVI dall'inizio del suo
pontificato fino ad oggi. Chiedendosi in principio se dietro a
tali offensive ci fosse una sorta di “regia”, i due
giornalisti hanno ipotizzato che l'insieme dei nemici del Papa
si schiera schematicamente
su tre “fronti”.
Il primo,
esterno al mondo cattolico, comprende partiti, lobbies, media
laicisti e persone che attaccano direttamente il Papa e la
Chiesa, nel nome del relativismo e dei propri interessi. Ad
esempio - racconta Tornielli -
negli Stati Uniti esistono centinaia di avvocati che,
d'accordo con le famiglie, richiedono risarcimenti alle
diocesi per false denunce di pedofilia. Questi nemici del mondo
cattolico spesso conducono vere e proprie campagne mediatiche
contro il Papa, scatenando casi internazionali. Fra i casi più
clamorosi Tornielli ricorda le aggressioni a Benedetto XVI
sorte in seguito al discorso di Ratisbona nel 2006 e alle
dichiarazioni sul preservativo durante il viaggio in Camerun
nel 2009. In entrambi i casi le parole del Pontefice sono
state estrapolate dal contesto e poste in prima pagina,
travisando i reali contenuti dei suoi discorsi.
Il secondo
“fronte” di oppositori del Pontefice - secondo i due
giornalisti - è
rappresentato da quei teologi e cattolici “progressisti”
che supportano le critiche a Benedetto XVI provenienti
dall'esterno del mondo cattolico e ne approfittano per
contestarne l'autorità. Essi dipingono il Papa come un
tradizionalista, eccessivamente legato al passato, per poter
difendere la propria interpretazione del Concilio Vaticano II
in termini di discontinuità rispetto alla tradizione. Un
primo caso è apparso evidente in corrispondenza della
pubblicazione del motu proprio Summorum Pontificum con cui il
Papa “liberalizza” l’uso del messale tridentino
nell’ultima edizione del 1962. Un chiaro esempio è stata
poi l'enorme ondata di dissenso, proveniente dall'interno
della Chiesa verso successiva alla revoca della scomunica dei
vescovi “Lefebvriani” del 2009: un gesto di apertura e
misericordia da parte del Pontefice che è stato ingiustamente
ritenuto un rinnegamento dei valori del Concilio.
Tornielli
prosegue dicendo che a queste due primi “fronti” di
attacco se ne aggiunge un terzo, ancora più vicino al Papa,
ovvero debolezza e lentezza di comunicazione da parte di
alcuni funzionari della curia Vaticana che si contrappongono
alla velocità di diffusione delle offensive, che avviene
soprattutto attraverso Internet. A questo proposito, il
giornalista cita lo scandalo sollevato in seguito ad alcune
affermazioni di uno dei quattro vescovi Lefebvriani, mons.
Richard Williamson, il quale ha messo in discussione
l'esistenza e l’utilizzo delle camere a gas per l'Olocausto.
Sebbene tali dichiarazioni siano avvenute prima della revoca
della scomunica, a causa di errori di comunicazione la
condanna di tale tesi da parte della Santa Sede è giunta in
ritardo rispetto alla pubblicazione della revoca e ciò ha
favorito il diffondersi delle accuse di antisemitismo e
filo-nazismo. Un secono caso è avvenuto quando avviene il
tentativo di coinvolgere e associare il nome del fratello del
Papa Georg Ratzinger, direttore del coro di Ratisbona” a
gravi casi di violenza e abusi. Agenzie di stampa e giornali
tedeschi sono molto cauti e riferiscono correttamente i fatti
che escludono ogni coinvolgimento del fratello del Papa,
purtroppo lo stesso non avviene negli altri paesi. La diocesi di Ratisbona ricostruisce e rende disponibile in tedesco e on-line l’esatto svolgersi
dei fatti, ma nessuno si preoccupa di tradurli in altre lingue
e pubblicarli sul sito del Vaticano per farli conoscere
correttamente.
Di fronte
alla durezza di tutti questi attacchi - conclude Tornielli -
Benedetto XVI appare sereno. Infatti, come osserva Monsignor
Giovanni D’Ercole, vescovo ausiliare dell'Aquila e
collaboratore del Papa, «La Chiesa è sotto attacco perché
è rimasta l’unica forza salda in un mondo che ha eletto
come suo sistema di riferimento il relativismo... Ma noi oggi
celebriamo la vittoria di Gesù sulla morte, sul peccato, sul
nostro limite. E dunque [...] abbiamo il cuore pieno di
speranza e siamo certi che anche da questa prova la Chiesa
uscirà più forte, più salda, più pura».
