“La
persecuzione dei cristiani oggi nel mondo"
Il 22
Ottobre 2009 il Centro Culturale Cattolico San Benedetto ha
organizzato un incontro sul tema delle persecuzione dei cristiani
nel mondo a conclusione
della mostra sui martiri cristiani. Abbiamo incontrato e ascoltato
Piergiorgio Bernardelli giornalista del PIME e Emilio Maiandi che
è stato responsabile dell'AVSI per il Medioriente . Bernardelli
ha introdotto la serata ricordando che sono molti i paesi dove i
cristiani sono perseguitati e dove i missionari sono uccisi. Dove
i missionari e la Chiesa difendono gli ultimi, i più deboli, lì
maggiormente c'è la persecuzione, per esempio il Sud America
continua ad avere sacerdoti martiri perché difendono la gente
più povera dai soprusi o si impegnano per sanare le situazioni di
degrado sociale. Bernardelli si è soffermato in particolare sulla
situazione dell'India dov'è stato dopo le violenze contro i
cristiani del Natale 2007 nella regione dell'Orissa. Qui ha visto
nei villaggi le case e le chiese distrutte dai fondamentalisti
indù nella notte di Natale. I capi religiosi e politici indù, in
quella regione in modo particolare, predicano infatti l'odio
contro i cristiani e anche i giornali sostengo l'ideologia
dell'India agli indù che porta alla persecuzione e alla violenza
contro i cristiani soprattutto ma anche contro i musulmani. Le
ragioni di questa persecuzione sono riconducibili secondo
Bernardelli ad un esasperato nazionalismo fondato sull'induismo e
sostenuto anche da forze politiche e dalla non accettazione del
cambio sociale introdotto dall'educazione scolastica cattolica che
permette anche a chi appartiene alle caste più umili, che sono
segregate dalla religione indù, di avere possibilità di
istruzione e quindi di successo e crescita economica e sociale ed
umana. Bernardelli ha raccontato che durante il suo viaggio in
Orissa ha visto la paura dei cattolici che sono dovuti scappare
dalle loro case non avendo altra alternativa di fronte alla scelta
tra la morte e la conversione forzata all'induismo. Le autorità
politiche della regione dell'Orissa non hanno fatto giustizia, gli
autori delle violenze non sono stati processati e sono ancora
liberi. E' stato impedito inoltre di utilizzare gli aiuti
economici arrivati dall'estero come quelli inviati per la
ricostruzione delle case e delle chiese dalla Caritas Tedesca.
Purtroppo le premesse per nuove violenze erano più che reali ed
infatti nell'agosto del 2008 prendendo come pretesto l'uccisione
di un leader religioso indù da parte dei maoisti gli estremisti
hanno invece incolpato i cristiani scatenando una caccia all'uomo
che ha portato a molte distruzioni e vittime e ad efferati omicidi
tra i quali quello del sacerdote che aveva guidato nel suo viaggio
Bernardelli che lo ricorda come un uomo mite non particolarmente
carismatico ma che svolgeva il suo compito in semplicità e che è
stato un ucciso solo perché cristiano e sacerdote.
Maiandi ha invece raccontato la realtà dei cristiani in
Medioriente e in particolare in Libano dove ha vissuto per sette
anni, qui i cristiani pur essendo divisi politicamente sono molto
presenti e addirittura la costituzione prevede che il presidente
sia un cristiano e il peso politico dei cristiani è determinante.
Anche dal punto di vista sociale i cristiani sono molto presenti
soprattutto nel campo dell'educazione scolastica. Nel 2006 dopo la
scoppio della guerra con Israele, motivo per il quale Maiandi ha
lasciato con la sua famiglia il Libano, i cristiani hanno aperto
le porte dei loro istituti e delle loro parrocchie a tutti i
profughi senza alcuna distinzione e quindi anche a quelli legati
ad Hezbollah, questo gli è stato riconosciuto come merito da
tutti. Il problema principale dei cristiani in Medioriente non
riguarda le necessità economiche ma l'emigrazione continua dovuta
in parte alle violenze ad esempio in Iraq ma anche a causa di una
discriminazione sociale e lavorativa o legislativa come in alcuni
stati Arabi, dove, chi non è musulmano non ha accesso a ruoli di
responsabilità o possibilità di carriera. Un'altra situazione
critica è quella in Terra Santa nella quale i cristiani si
trovano in mezzo ai due contendenti e nello stesso tempo fanno
parte di entrambe le realtà. Un altro impedimento sempre più
grave sono le leggi contro la libertà di religione e in
particolare quelle che vietano la conversione dall'islam al
cristianesimo. Queste leggi spesso sono il pretesto per accusare
di proselitismo i cristiani e quindi perseguitarli. Le difficoltà
riguardano tutte le realtà cristiane che sono presenti in questi
paesi, ortodossi, protestanti, cattolici, armeni. Un aspetto
importante per la Chiesa in questi paesi è quello della presenza
di importanti scuole che accolgono tutti come studenti e
rappresenta quindi una possibilità di crescita sociale per tutti
proprio per questo a volte non è visto positivamente.
Ma ciò che più colpisce è la sensazione di sentirsi
abbandanoti da parte delle chiese dei paesi occidentali, una sorta
di dimenticanza collettiva. Questa senso di isolamento e la
sfiducia che ne consegue non contribuiscono certo ad arrestare la
diaspora dei cristiani, sempre maggiore è la perdita numerica
delle comunità cristiano-cattoliche in particolare, ad esempio a
Betlemme fino a qualche anno fa i cattolici erano l'80% della
popolazioni oggi sono il 20-30% e questo porta anche ad un
indebolimento delle comunità cristiane. Ma la presenza dei
cristiani in Medioriente è fondamentale perché come hanno
sottolineato entrambi i relatori, nella lotta tra ebrei e
musulmani gli unici che possono insegnare il perdono sono i
cristiani perché per ebrei e musulmani non esiste neanche la
parola. Le comunità cattoliche con lo stile di vita evangelico
rappresentano una risorsa insostituibile nel cammino della pace e
della convivenza. Inoltre come ha detto Maiandi c'è un aspetto
storico da considerare: in queste regioni è nato il cristianesimo
e questi sono gli stati che fin dall'inizio del cristianesimo
hanno visto la presenza di numerose comunità cristiane anche
molto importanti. Maiandi ha citato citato la Siria e la Turchia
come casi emblematici. In Siria, dove è stato e ha potuto vedere
ancora oggi antiche comunità cristiane presenti fin prima della
nascita dell'Islam ed ora rischiano invece di sparire, bisogna
impedire che succeda pregando e aiutando queste comunità.
Bernardelli e Maiandi hanno evidenziato come il caso dell'India
abbia mostrato l' importanza della mobilitazione dell'opinione
pubblica occidentale di fronte alla persecuzione dei cristiani,
questo ha sicuramente contribuito a fare in modo che i governi
occidentali siano intervenuti per esercitare pressione sui governi
locali per porre freno alle violenze e cercare di ricomporre una
situazione di sicurezza. Infatti i legami tra i vari stati sono
tali che per esempio quando l'Italia ha spinto l'Unione Europea a
chiedere l'intervento del governo dell'India nell'Orissa questo si
è dovuto impegnare a risolvere la situazione.Anche per il
Medioriente è necessaria la stessa mobilitazione e
sensibilizzazione. Serate come queste sono utili soprattutto,
hanno detto ringraziando il centro culturale san benedettoo, per
mantenere viva l'attenzione sulla situazione dei cristiani nel
mondo.
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