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23/10/2008 ASIA
http://www.asianews.it/index.php?l=it&art=13565&size=A
ASIA Libertà religiosa: difesa dalla società civile;
dimenticata dagli Stati
di Bernardo Cervellera
Il Rapporto di Aiuto alla Chiesa che soffre mostra che le violazioni a questo
diritto avvengono per puri motivi di potere e per bloccare lo sviluppo sociale
ed economico delle società. Le società civili del mondo sono sempre più
consapevoli della sua importanza; i governi la considerano molto secondaria. Ma
la costruzione della pace del benessere passa per la libertà religiosa.
AsiaNews ha contribuito a documentare le violazioni a questo diritto
fondamentale che Benedetto XVI ha definito “pietra angolare” dei diritti
umani.
Scorrendo le pagine e seguendo ogni giorno gli avvenimenti dell’Asia
attraverso la nostra agenzia ci accorgiamo di alcune elementi importanti:
1) le violazioni alla libertà religiosa avvengono sempre più per motivi di
potere e in disprezzo allo sviluppo umano e sociale dell’uomo. In passato
erano molto più frequenti le motivazioni del fondamentalismo fanatico che vuole
annientare le altre comunità confessionali; il rifiuto di religioni (come il
cristianesimo), legate a un passato coloniale; le motivazioni ideologiche
marxiste, che volevano distruggere le religioni come “oppio del popolo”. Ora
invece è chiaro che perfino in Cina o in Vietnam, la lotta contro le religioni
è una lotta contro la libertà dell’uomo, la possibilità di esprimere il
proprio pensiero e costruire ambiti di dialogo e di giustizia nella società. In
Cina come in Vietnam, il Partito comunista ha perso ogni verve ideologica e
cerca soltanto di salvarsi dal crollo imminente a causa dalla corruzione dei
membri e dalle richieste di giustizia da parte di contadini espulsi dalle
proprie terre, cittadini stanchi dell’inquinamento, testimoni di soprusi senza
freno. Perfino le persecuzioni in India, pur con una forte dose di integralismo
religioso indù, sono motivate dall’interesse di partiti politici e
proprietari terrieri a mantenere come schiavi i tribali e i dalit che
convertendosi al cristianesimo, si aprono a una nuova emancipazione sociale ed
economica della loro vita. Da questo punto di vista ci si accorge che
imbavagliare le religiosi significa imbavagliare le voci che parlano di libertà
di espressione, di giustizia contro la corruzione; di sviluppo e di dignità. Le
forze di potere che lottano contro la libertà religiosa vogliono Paesi chiusi,
bloccati, senza sviluppo economico, per conservare i loro monopoli e interessi
2) Va registrato nel mondo islamico un accento sempre più forte di
distacco dal terrorismo fondamentalista. Ne è prova l’apertura di diverse
chiese negli emirati arabi e in Kuwait; il dialogo fra Arabia saudita e
Vaticano; la difesa dei cristiani da parte delle organizzazioni musulmane
moderate in Indonesia. Perfino la sorte dei cristiani irakeni è divenuta tema
di dibattito nei giornali del Medio Oriente: questi cristiani sono una fonte di
cultura, di sviluppo, di internazionalità, capaci di dialogare con oriente ed
occidente ed è un peccato perderli.
3) C’è un interesse crescente della società civile mondiale verso la
libertà religiosa come base per costruire la pace.
4) C’è sempre meno interesse dei governi mondiali verso questo tema. La
globalizzazione ha reso la società civile mondiale più solidale; la stessa ha
reso i governi più succubi dell’economia. E noi temiamo che con la
recessione planetaria a cui stiamo per assistere, il divario fra opinione
pubblica e governi si allargherà di più.