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13/11/2010 

MYANMAR 

Aung San Suu Kyi Libera

http://www.asianews.it/ung-San-Suu-Kyi-è-stata-liberata.html

Yangon (AsiaNews) – Aung San Suu Kyi, la leader democratica divenuta un’icona della libertà e della brutalità della giunta birmana, è stata liberata dagli arresti domiciliari verso le 18 (ora locale).

 
Secondo testimoni la Signora, che ha salutato la folla radunatasi da ieri fuori della sua casa, appare molto magra, ma determinata. Fra l’altro ha affermato: “Dobbiamo lavorare insieme per raggiungere il nostro scopo”.
 
Migliaia di suoi sostenitori, rimasti ieri fino all’una di notte davanti al portone della sua villa, sono ritornati ancora stamane alle 4 per attendere questo momento scandendo slogan, indossando magliette con la sua foto, esponendo grandi cartelli.
 
Aung San Suu Kyi, 65enne, ha trascorso 15 degli ultimi 21 anni agli arresti. L'ultimo provvedimento restrittivo della giunta risale all'agosto del 2009, con la condanna ai domiciliari per 18 mesi, con l'accusa di aver ospitato un cittadino americano nella sua abitazione. La vicenda è apparsa da subito un pretesto per mantenere la leader dell'opposizione in stato di fermo e impedirle di partecipare alle elezioni generali - le prime in 20 anni - che si sono tenute lo scorso fine settimana. Sul voto pesano le accuse di brogli e la Nobel per la pace ha già promesso che, una volta libera, collaborerà nelle inchieste sul regolare svolgimento delle elezioni. Ha inoltre chiarito che non accetterà "condizioni" alla sua liberazione, fra cui l'ipotesi di rinunciare alla lotta politica a fianco dell'opposizione birmana.
 
Aung San Suu Kyi ha chiesto alla folla radunata davanti alla sua abitazione di tornare domani, dove alle 12 terrà un discorso.
13/10/2010 MYANMAR

http://www.asianews.it/notizie-it/Aung-San-Suu-Kyi-non-voterà-alle-elezioni-“farsa”.html
Aung San Suu Kyi non voterà alle elezioni “farsa” indette dai militari

di Weena Kowitwanij


La Nobel per la pace non si esprimerà perché non ha “alcun partito da votare”, dopo lo scioglimento della Nld. E aggiunge: il mio voto “violerebbe” le leggi dei militari, che impediscono ai condannati di partecipare alle elezioni. Il premier thai Abhisit ha incontrato i leader della giunta. Al centro dei colloqui commercio e controllo delle frontiere.

Bangkok (AsiaNews) – Aung San Suu Kyi, leader dell’opposizione birmana, non voterà alle elezioni generali indette dalla giunta militare per il 7 novembre prossimo. Lo ha annunciato il suo legale Nyan Win, che conferma la presenza dell’assistita nelle liste elettorali, ma aggiunge che la Nobel per la pace non intende partecipare al voto. Intanto emergono i primi bilanci del viaggio ufficiale compiuto dal premier thai Abhisit Vejjajiva in Myanmar, lo scorso 11 ottobre, in cui si è discusso – fra gli altri – di economia, cooperazione e controllo dei confini, con un accenno alla questione dei diritti umani.
 
Il 7 novembre prossimo in Myanmar si terranno le prime elezioni, indette dalla giunta militare al potere dopo 20 anni di regime. Un “cammino verso la democrazia” per la leadership del Paese; un voto “farsa”, rispondono gli oppositori, che serve solo a “ripulire” la faccia della dittatura militare, perché il 25% dei seggi del nuovo Parlamento è già assegnato per legge ai membri dell’esercito. Aung San Suu Kyi, leader del disciolto partito di opposizione Lega nazionale per la democrazia (Nld), tramite il legale spiega che “la Nld non parteciperà, per questo lei [Suu Kyi] ha detto di non aver alcun partito da votare, anche se le fosse concesso”. Una secca smentita, rispetto agli annunci dei giorni scorsi della giunta secondo cui la donna avrebbe partecipato al voto.