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NOVEMBRE 2007 AVVENIRE/ASIANEWS
Bangladesh,
una tragedia senza fine

 «Forse 15mila i morti per il ciclone».

Incubo carestia per sette milioni
 
La Cei per le vittime del disastro Stanziati due milioni di euro.

La Presidenza della Cei, raccogliendo l’appello lanciato domenica all’Angelus da Papa Benedetto XVI, ha stanziato due milioni di euro, dai fondi derivanti dall’otto per mille, per le popolazioni del Bangladesh fortemente colpite dalle recenti alluvioni provocate dal ciclone Sidr. La Presidenza della Conferenza Episcopale Italiana ha invitato le comunità ecclesiali a pregare per le vittime e a sostenere le iniziative di solidarietà attuate con l’obiettivo di alleviare le sofferenze di quelle popolazioni. L’apposito Comitato per gli interventi caritativi nei Paesi in via di sviluppo provvederà tempestivamente all’erogazione della somma stanziata, accogliendo le richieste che gli stanno pervenendo o gli perverranno, direttamente sostenendo progetti di enti ecclesiali locali, come le Caritas, che operano in collegamento con le istituzioni caritative della Diocesi del luogo. Immediata anche la risposta della rete Caritas che ha messo a disposizione per gli aiuti un milione di euro.

 

IL PAPA: «METTERE IN ATTO OGNI POSSIBILE SFORZO»

Benedetto XVI ha rivolto domenica un forte appello alla comunità internazionale perché venga in aiuto alle popolazioni del sud del Bangladesh colpite dal ciclone Sidr. Si teme che il ciclone abbia già fatto 15mila morti, lasciando milioni di persone senza tetto e senza cibo. «Nei giorni scorsi un tremendo ciclone ha colpito il sud del Bangladesh, causando numerosissime vittime e gravi distruzioni. Nel rinnovare l’espressione del mio profondo cordoglio alle famiglie e all’intera nazione, a me tanto cara, faccio appello alla solidarietà internazionale, che già si è mossa per far fronte alle immediate necessità». Queste le parole di Benedetto XVI, dopo la recita dell’Angelus, domenica mattina, da piazza S. Pietro. «Incoraggio a porre in atto ogni possibile sforzo – ha aggiunto il Pontefice – per soccorrere questi fratelli così duramente provati».

 

Ciclone Sidr: bilanci catastrofici.

http://www.asianews.it/index.php?l=it&art=10833&size=A

Caritas e PIME lanciano campagna aiuti

Le vittime accertate sono 2750, ma la Mezzaluna Rossa avverte che potrebbero salire anche a 10mila. Perso il 95 per cento del raccolto di riso, la gente vaga elemosinando un bicchiere di acqua potabile, mentre sale il rischio epidemie.

Dhaka (AsiaNews) – A quattro giorni dal passaggio del ciclone Sidr, nel Bangladesh meridionale, il bilancio delle perdite umane e dei danni economici assume proporzioni catastrofiche, mentre alcune delle zone colpite risultano ancora inaccessibili ai soccorsi. Le vittime del ciclone, il peggiore degli ultimi 10 anni, potrebbero attestarsi tra le 5mila e le 10mila, come ha annunciato ieri la Mezzaluna rossa. In molte aree colpite si stima che il 95 per cento dei campi di riso sia andato distrutto, con fattorie e allevamenti letteralmente spazzati via.

Le perdite in vite umane Per ora i morti accertati sono circa 2750; sono almeno in sei-sette milioni a esser stati colpiti dalla furia del ciclone, e di questi un quarto risultano sfollati. I feriti sono almeno 1500, i dispersi un migliaio, ma sono tutte cifre provvisorie. Il presidente della Mezzaluna rossa del Bangladesh, Abdur Rab, ha spiegato che il numero complessivo dei morti “potrebbe superare 5mila, anche se non andrà oltre i 10mila”. Da Dhaka, la capitale, i missionari del Pontificio Istituto Missioni Estere (PIME) riferiscono di alcuni villaggi nel distretto di Golachipa del tutto rasi al suolo: “Alcune zone, inoltre, sono ancora isolate e si vedono scene di elicotteri che gettano sacchi di riso e di gente a terra che si affolla per assicurarsi gli aiuti”. La Caritas con i partner locali ha già avviato la macchina dei soccorsi, come pure la comunità internazionale. Ogni Ong lavora sul territorio assegnatole dallo Stato ed è vietato allargare gli interveneti ad aree non di competenza. “Il problema – sottolineano alcuni operatori umanitari – è che alcune zone non risultano coperte da nessuna Ong e dipendono totalmente dalle iniziative statali, che a volte sono troppo lente”. Al momento si è ancora in una fase di emergenza: mancano cibo, tende, acqua potabile e medicine. E il rischio epidemie è altissimo: le carcasse degli animali morti stanno contaminando le acque, il governo ha dato ordine di cremare tutti i cadaveri per evitare contagi. Ma nella zona di Dublarchar si sono già verificati primi casi di dissenteria.

Danni economici Anche per le perdite economiche il bilancio è ancora provvisorio. Il ciclone, ha fatto sapere il ministero dell'Agricoltura, ha distrutto 600mila tonnellate di riso rendendo un miraggio l'obiettivo di 1,6 milioni di tonnellate fissato per la stagione. Il governo ad interim renderà pubblica una stima ufficiale dei danni materiali alla fine della settimana. Serve tempo – dicono - per riuscire ad avere maggiori dati anche dalle aree più remote e spesso inaccessibili a causa dell'interruzione delle linee di comunicazioni. Dhaka conta di fare rapporto a riguardo la prossima settimana durante la conferenza con i donatori, che hanno già promesso aiuti per 25 milioni di dollari.