| La Cei per le vittime del disastro Stanziati due milioni di euro. La
Presidenza della Cei, raccogliendo l’appello lanciato domenica all’Angelus da Papa
Benedetto XVI, ha stanziato due milioni di euro, dai fondi derivanti dall’otto per
mille, per le popolazioni del Bangladesh fortemente colpite dalle recenti alluvioni
provocate dal ciclone Sidr. La Presidenza della Conferenza Episcopale Italiana ha invitato
le comunità ecclesiali a pregare per le vittime e a sostenere le iniziative di
solidarietà attuate con l’obiettivo di alleviare le sofferenze di quelle popolazioni. L’apposito
Comitato per gli interventi caritativi nei Paesi in via di sviluppo provvederà
tempestivamente all’erogazione della somma stanziata, accogliendo le richieste che gli
stanno pervenendo o gli perverranno, direttamente sostenendo progetti di enti ecclesiali
locali, come le Caritas, che operano in collegamento con le istituzioni caritative della
Diocesi del luogo. Immediata anche la risposta della rete Caritas che ha messo a
disposizione per gli aiuti un milione di euro. |
| IL PAPA: «METTERE IN ATTO OGNI POSSIBILE SFORZO»
Benedetto XVI ha rivolto domenica un forte appello alla comunità internazionale
perché venga in aiuto alle popolazioni del sud del Bangladesh colpite dal ciclone Sidr.
Si teme che il ciclone abbia già fatto 15mila morti, lasciando milioni di persone senza
tetto e senza cibo. «Nei giorni scorsi un tremendo ciclone ha colpito il sud del
Bangladesh, causando numerosissime vittime e gravi distruzioni. Nel rinnovare l’espressione
del mio profondo cordoglio alle famiglie e all’intera nazione, a me tanto cara, faccio
appello alla solidarietà internazionale, che già si è mossa per far fronte alle
immediate necessità». Queste le parole di Benedetto XVI, dopo la recita dell’Angelus,
domenica mattina, da piazza S. Pietro. «Incoraggio a porre in atto ogni possibile sforzo
– ha aggiunto il Pontefice – per soccorrere questi fratelli così duramente provati».
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Ciclone Sidr: bilanci catastrofici.
- http://www.asianews.it/index.php?l=it&art=10833&size=A
Caritas e PIME lanciano campagna aiuti
Le vittime accertate sono 2750, ma la Mezzaluna Rossa avverte che
potrebbero salire anche a 10mila. Perso il 95 per cento del raccolto di riso, la gente
vaga elemosinando un bicchiere di acqua potabile, mentre sale il rischio epidemie.
Dhaka (AsiaNews) – A quattro giorni dal passaggio del ciclone Sidr, nel Bangladesh
meridionale, il bilancio delle perdite umane e dei danni economici assume proporzioni
catastrofiche, mentre alcune delle zone colpite risultano ancora inaccessibili ai
soccorsi. Le vittime del ciclone, il peggiore degli ultimi 10 anni, potrebbero attestarsi
tra le 5mila e le 10mila, come ha annunciato ieri la Mezzaluna rossa. In molte aree
colpite si stima che il 95 per cento dei campi di riso sia andato distrutto, con fattorie
e allevamenti letteralmente spazzati via.
Le perdite in vite umane Per ora i morti accertati sono circa 2750; sono almeno in
sei-sette milioni a esser stati colpiti dalla furia del ciclone, e di questi un quarto
risultano sfollati. I feriti sono almeno 1500, i dispersi un migliaio, ma sono tutte cifre
provvisorie. Il presidente della Mezzaluna rossa del Bangladesh, Abdur Rab, ha spiegato
che il numero complessivo dei morti “potrebbe superare 5mila, anche se non andrà oltre
i 10mila”. Da Dhaka, la capitale, i missionari del Pontificio Istituto Missioni Estere
(PIME) riferiscono di alcuni villaggi nel distretto di Golachipa del tutto rasi al suolo:
“Alcune zone, inoltre, sono ancora isolate e si vedono scene di elicotteri che gettano
sacchi di riso e di gente a terra che si affolla per assicurarsi gli aiuti”. La Caritas
con i partner locali ha già avviato la macchina dei soccorsi, come pure la comunità
internazionale. Ogni Ong lavora sul territorio assegnatole dallo Stato ed è vietato
allargare gli interveneti ad aree non di competenza. “Il problema – sottolineano
alcuni operatori umanitari – è che alcune zone non risultano coperte da nessuna Ong e
dipendono totalmente dalle iniziative statali, che a volte sono troppo lente”. Al
momento si è ancora in una fase di emergenza: mancano cibo, tende, acqua potabile e
medicine. E il rischio epidemie è altissimo: le carcasse degli animali morti stanno
contaminando le acque, il governo ha dato ordine di cremare tutti i cadaveri per evitare
contagi. Ma nella zona di Dublarchar si sono già verificati primi casi di dissenteria.
Danni economici Anche per le perdite economiche il bilancio è ancora provvisorio. Il
ciclone, ha fatto sapere il ministero dell'Agricoltura, ha distrutto 600mila tonnellate di
riso rendendo un miraggio l'obiettivo di 1,6 milioni di tonnellate fissato per la
stagione. Il governo ad interim renderà pubblica una stima ufficiale dei danni materiali
alla fine della settimana. Serve tempo – dicono - per riuscire ad avere maggiori dati
anche dalle aree più remote e spesso inaccessibili a causa dell'interruzione delle linee
di comunicazioni. Dhaka conta di fare rapporto a riguardo la prossima settimana durante la
conferenza con i donatori, che hanno già promesso aiuti per 25 milioni di dollari. |