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31/05/2008 10:07 CINA
Per 15 milioni di sfollati c’è anche il rischio di inquinamento nucleare

Pechino (AsiaNews/Agenzie) – Le autorità stanno spostando “con urgenza” 99 fonti radioattive esistenti a valle del lago Tangjiashan, che rischia di far crollare gli argini e allagare tutta la valle sottostante, secondo quanto dichiara Ma Ning, capo regionale dell’Ufficio per la protezione ambientale. Il lago è stato creato dal movimento tellurico che ha sbarrato il corso di un fiume. Le acque salgono e potrebbero far crollare la diga e inondare la zona a valle, dove vivono 1,3 milioni di persone; già 197mila sono state evacuate con ogni mezzo. Da giorni l’esercito scava un canale per far defluire le acque, sufficienti per riempire 50mila piscine olimpiche, ma si prevede di finirlo non prima del 5 giugno.

Il sisma ha creato altri 33 laghi, 28 dei quali rischiano di crollare tra qualche giorno causando inondazioni.

E’ la prima volta che Pechino ammette il rischio nucleare per il terremoto. La settimana scorsa Zhou Shengxian, ministro per la Protezione ambientale, ha detto che le 32 “fonti radioattive” sepolte dal terremoto erano già state tutte recuperate tranne due.

I 15 milioni di sfollati per il terremoto affrontano anche altri rischi inaspettati. Da un impianto chimico di Leigu, vicino all’epicentro, è fuoriuscito gas che ha avvelenato 4 persone e costretto oltre 800 a fuggire altrove. Nella zona terremotata ci sono 14.357 ditte, tra cui 2.900 chimiche, e Zhou assicura che “migliaia” di persone stanno monitorando ogni possibile rischio.

25/05/2008 11:32  http://www.asianews.it/index.php?l=it&art=12343&size=A
vaticano
Papa: solidarietà per le vittime del terremoto e per i cristiani di Cina
Benedetto XVI salutando alcuni dei cinesi che a Roma hanno partecipato alla Giornata di preghiera per la Chiesa in Cina li esorta a saper essere testimoni credibili dell’amore fìdi Gesù ed a restare fedeli alla “roccia di Pietro”. L’auspicio che le popolazioni colpite dal sisma possano presto tornare alla normalità, anche grazie alla solidarietà internazionale.

Città del Vaticano (AsiaNews) - Solidarietà per le vittime del terremoto in Cina è stata espresso oggi nuovamente dal Papa che ha ricordato la Giornata di preghiera per la Chiesa in Cina, celebrata ieri, ed ha chiesto alla Vegine di Sheshan di sostenere l’impegno dei cristiani cinesi e la loro fedeltà a Pietro.

Rivolegendosi a loro subito dopo la recita della preghiera mariana, Benedetto XVI per la secondo volta, dopo il 14 maggio, ha rivolto un pubblico pensiero alle vittime del terremoto. “Affido all’amore misericordioso di Dio – ha detto rivolgendosi direttamente al grupo cinese - tutti quei vostri concittadini che in questi giorni sono morti in conseguenza del terremoto, che ha colpito una vasta aerea del vostro Paese. Rinnovo la mia vicinanza personale – ha aggiunto - a quanti stanno vivendo ore di angoscia e di tribolazione. Grazie alla fraterna solidarietà di tutti, possano le popolazioni di quelle zone tornare presto alla normalità della vita quotidiana. Insieme con voi chiedo a Maria, Aiuto dei Cristiani, Nostra Signora di Sheshan, di sostenere – ha detto ancora, ripetendo le parole della preghiera che egli stesso ha composto per la Giornata – ‘l’impegno di quanti in Cina, tra le quotidiane fatiche, continuano a credere, a sperare, ad amare, affinché mai temano di parlare di Gesù al mondo e del mondo a Gesù’, rimanendo ‘sempre testimoni credibili’ del suo amore e ‘mantenendosi uniti alla roccia di Pietro su cui è costruita la Chiesa’”.

Il governo ha ancora aggiornato il bilancio: 41.353 morti; 274.683 feriti; 32.666  mila dispersi. Il Ministero ella Sanità ha dichiarato che oltre 3 mila feriti sono morti in ospedale.

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21/05/2008 13:52
CINA
Decine di chiese distrutte o in rovina per il terremoto nel Sichuan
Mentre i cattolici partecipano al lutto nazionale, si tenta di stilare un quadro dei danni riportati dalle chiese: molte di esse sono distrutte, altre con danni irreparabili.

Chengdu (AsiaNews/Ccccn) – I tre giorni di lutto nazionale voluti dal governo cinese per onorare le vittime del terremoto, segnano anche la vita della Chiesa in Cina. Le diocesi vicine all’epicentro cominciano anche a fare un bilancio delle distruzioni delle chiese ed edifici religiosi.

In questi giorni in tutte le parrocchie del Paese si stano celebrando messe per i defunti  e si raccolgono fondi e donazioni per la ricostruzione. Tanti gruppi di volontari cattolici sono già partiti per il Sichuan per offrire il loro lavoro nelle cure infermieristiche e nella distribuzione di cibo ed acqua.

Intanto, secondo la Xinhua, l’esercito e i volontari sono riusciti a riportare l’energia elettrica in quasi tutta la zona del sisma, meno che a Beichuan, vicinissima all’epicentro. Dei 28.829 km di strade danneggiate, almeno 19.645 sono stati riparati e riaperti al traffico.

 

Quasi 7 miliardi di euro i danni alle imprese per il terremoto del Sichuan

Nel Sichuan “davvero molti impianti idroelettrici sono stati danneggiati dal terremoto e stiamo deviando elettricità da altre province per supplire la carenza energetica”, spiega Lu Jian, portavoce della State Grid Corp. of China, primo distributore d’elettricità del Paese.

Aiuti per il terremoto: i ricchi cinesi danno meno dei poveri

 

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15/05/2008 13:08
CINA
Sichuan: oltre 20mila morti, crollato il seminario di Chengdu
Nell’edificio erano presenti tre laici, sopravvissuti al crollo. Polemiche per la decisione di proseguire con i preparativi olimpici: per Wei Jingsheng, si tratta di un’offesa ai morti ed ai sopravvissuti. A rischio le dighe provinciali, anche se resiste quella delle Tre gole.

Pechino (AsiaNews) – Continua a salire il numero delle vittime causate dallo spaventoso terremoto che ha colpito lo scorso 12 maggio la Cina sudoccidentale. La Xinhua, agenzia governativa cinese, conferma le quasi 20mila vittime accertate e parla di almeno altri 60mila dispersi e di altrettanti feriti.

I soccorritori, circa 100mila uomini, scavano a mani nude fra le macerie della contea di Wenchan, l’epicentro del sisma, totalmente raso al suolo.

Creano preoccupazione le dighe della zona, duramente colpite dal sisma. Nonostante la grande diga delle Tre gole (uno dei progetti più ambiziosi e contestati del governo) abbia resistito all’urto, altri 19 bacini della zona presentano crepe. Secondo il ministro per le Risorse idriche, Chen Lei, “i danni sono estesi, ed i rischi ancora non chiari. Bisogna procedere con molta cautela, per evitare un nuovo disastro”.  

Tuttavia, la distruzione non ferma la preparazione per i Giochi olimpici. Wang Hui, direttore dell’ufficio comunicazioni del Comitato organizzatore delle Olimpiadi, ha rassicurato i parenti delle vittime del Sichuan: i loro cari “non saranno dimenticati durante le manifestazioni sportive”. I Giochi, ha aggiunto la Wang con gli occhi pieni di lacrime, “hanno il sostegno di milioni di persone, fra cui le vittime del terremoto. Il loro aiuto non sarà dimenticato dalla Cina: li ricorderemo durante tutte le Olimpiadi”.

Il lutto è stato osservato anche durante il passaggio della torcia olimpica. A Ruijin – punto di partenza della Lunga marcia - centinaia di spettatori hanno assistito al passaggio del simbolo olimpico vestiti di nero e bianco (i colori funebri nella tradizione cinese) e si sono inchinati durante il minuto di silenzio dedicato alle vittime del terremoto.

 

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13/05/2008 14:47
CINA
Continua a salire il numero delle vittime del terremoto: oltre 12mila
Secondo dati ufficiali, i morti superano le 12mila unità, mentre vi sarebbero 18mila persone sepolte vive nella sola Mianyang. Sacerdoti locali ad AsiaNews confermano: persone per strada, comunicazioni interrotte, paura ovunque. La diocesi di Hong Kong lancia una raccolta fondi per i sopravvissuti.

Pechino (AsiaNews) – Oltre 12mila vittime accertate. Continua dunque a salire in maniera inesorabile il numero dei decessi dopo il disastroso terremoto – di magnitudo pari a 7.9 gradi della scala Richter – che ha colpito ieri la Cina sudoccidentale. Secondo la Cctv 4 – televisione nazionale – ci sarebbero inoltre almeno altre 18mila persone sepolte vive sotto le macerie di Mianyang, a pochi chilometri dall’epicentro del sisma.

Dalla cattedrale di Chengdu - la capitale della provincia del Sichuan, una delle più colpite dalla scossa - il vice parroco p. Ren Shaoqian dice ad AsiaNews: “In città non si sono verificati moltissimi danni. Da Wenchuan (l’epicentro del terremoto, dove vivono pochissimi cattolici) non arrivano notizie: le linee telefoniche sono interrotte e non c’è modo di comunicare. Prendiamo le notizie dai telegiornali”.

A venti chilometri da qui, aggiunge, “c’è una scuola molto frequentata. Non so di preciso cosa sia successo, ma sappiamo che sono morti molti studenti”. Nessuna notizia invece da Beichuan, dove sarebbero morte oltre settemila persone. Lo stesso sacerdote dice di non avere alcuna informazione dal luogo, uno dei più colpiti dal disastro di ieri.

La diocesi di Hong Kong ha chiesto ai fedeli di pregare per le vittime e fare offerte per i programmi di emergenza e ricostruzione. Durante la prossima domenica – dedicata alla Trinità – in tutte le parrocchie del Territorio verranno raccolti fondi da inviare nelle zone colpite dal terremoto.

Il primo ministro Wen Jiabao, parlando ai superstiti della città di Dujiangyan, ha detto in lacrime: “Finché vi sarà una minuscola speranza, continueremo a raddoppiare i nostri sforzi cento volte. Non fermeremo, né rallenteremo le operazioni di recupero. È un disastro”.