03/01/2012
CINA
Due vescovi cinesi,
martiri e “illustri sconosciuti”
http://www.asianews.it/notizie-it/Il-premio-2011-a-due-vescovi-cinesi,-martiri-e-“illustri-sconosciuti”-23568.html
Due grandi sconosciuti: due vescovi cinesi della comunità
sotterranea che da decenni sono stati rapiti dalla polizia e dei
quali nessuno sa più nulla.
Il primo è mons. Giacomo Su Zhimin (a ds nella foto), quasi 80 anni,
vescovo di Baoding (Hebei), arrestato dalla polizia l’8 ottobre
1997. Da allora nessuno conosce né l’accusa che ha causato
l’arresto, né se vi sia stato un processo, né il suo luogo di
detenzione. Nel novembre 2003 è stato per caso scoperto in cura in
un ospedale di Baoding, circondato da poliziotti della pubblica
sicurezza. Dopo una breve e frettolosa visita dei parenti, la
polizia lo ha fatto scomparire ancora fino ad oggi.
Il secondo è mons. Cosma Shi Enxiang (a sin. nella foto), di 90
anni, vescovo di Yixian (Hebei), arrestato il 13 aprile 2001. Di lui
non si sa davvero nulla, anche se i suoi parenti e fedeli continuano
a domandare alla polizia almeno qualche notizia.
Essi meritano di essere ricordati accanto a famosi personaggi della
dissidenza come il premio Nobel Liu Xiaobo o il grande Bao Tong
perché come loro – e da molto più tempo – combattono per la libertà
dell’individuo e per la loro fede. In qualche modo essi sono i
profeti della dissidenza: primi a subire persecuzione; primi a
subire arresti e condanne; primi a lanciare appelli alla comunità
internazionale; i primi ad essere dimenticati.
Prima dell’ultimo arresto, mons. Su Zhimin ha passato a fasi alterne
almeno 26 anni in carcere o ai lavori forzati, bollato come
“controrivoluzionario” solo perché , fin dagli anni ’50, si è sempre
rifiutato di aderire all’Associazione patriottica, che vuole
edificare una chiesa nazionale staccata dal papa. Nel ’96 – da un
luogo nascosto perché ricercato – era riuscito a diffondere una
lettera aperta al governo cinese perché rispettasse i diritti umani
e la libertà religiosa del popolo. In tutto ha già speso 40 anni in
cattività.
Mons. Shi Enxiang è stato incarcerato ancora più a lungo: dal 1957
fino al 1980, costretto ai lavori forzati agricoli nell’Heilongjiang,
fino a fare il minatore nelle miniere di carbone dello Shanxi. È
arrestato ancora per tre anni nel 1983, poi subisce tre anni di
arresti domiciliari. Nell’89 – alla costituzione della Conferenza
episcopale dei vescovi sotterranei – viene ancora arrestato e
rilasciato solo nel ’93, fino al suo ultimo arresto nel 2001. In
tutto egli ha passato già 51 anni in prigione.
Mentre in Cina crescono le rivolte sociali per la giustizia e la
dignità degli operai e dei contadini, vale la pena ricordare questi
campioni perché essi hanno lottato come loro e prima di loro per la
verità, senza mai imbracciare le armi, spesso da soli, senza il
conforto dei network di Facebook o di Twitter.
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03/01/2012
CINA
Hu Jintao: Guerra
culturale contro l’occidente (e il cristianesimo)
http://www.asianews.it/notizie-it/Hu-Jintao:-Guerra-culturale-contro-l’occidente-(e-il-cristianesimo)-23588.html
Pechino (AsiaNews) – “Poteri ostili” cercano di “occidentalizzare” la
Cina; il Paese, pur avendo uno status internazionale importante, ha una
cultura internazionale “debole”, incapace di influenzare il mondo; è
urgente “prendere forti misure” per frenare la colonizzazione culturale.
Sono questi alcuni dei contenuti presenti in un articolo a firma del
presidente Hu Jintao, pubblicato ieri sulla rivista Qiu Shi (Cercare la
verità) del Partito comunista cinese (Pcc).
Secondo alcuni analisti, Hu sta ritornando agli slogan maoisti. Altri
mettono in luce che questa lotta contro i “poteri ostili” comprenda
anche il cristianesimo e il cattolicesimo.
La “guerra culturale” del Pcc, per nazionalizzare in modo patriottico la
culture prevede un incremento del controllo sui siti internet, sui blog,
sui giornali e sulle televisioni.
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