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24/07/2009 
COREA
Pyongyang, bambini disabili cavie per testare armi chimiche e biologiche


http://www.asianews.it/index.php?l=it&art=15871&geo=6&size=A

Seoul (AsiaNews) – Pyongyang sperimenta “armi chimiche e biologiche su esseri umani”, con una speciale “predilezione” per “bambini disabili fisici e mentali”. Lo riferisce il sito Al Jazeera, in un’intervista ad un ex esponente di prima fila dell’esercito nord-coreano fuggito in Corea del Sud. Egli aggiunge che il regime comunista ha accumulato più di 5mila tonnellate di armi biochimiche, tra cui gas nervino, iprite, antrace e colera.

Im Chun-yong è un ex capitano dell’esercito nord-coreano, fuggito nel 1999 con un manipolo di uomini. Egli ha attraversato a nuoto le acque gelate del fiume Tumen, entrando in Cina; durante la fuga è riuscito a evitare la cattura ingaggiando uno scontro a fuoco con decine di soldati di un’unità speciale che lo inseguivano. “Ho ucciso tre uomini” racconta ad Al Jazeera l’ufficiale, che oggi vive in Corea del Sud e ha deciso di mettere al servizio dell’intelligence le sue informazioni sul potenziale bellico nord-coreano.

“Se alla nascita il neonato mostra handicap fisici o mentali – racconta Im Chun-yong – il governo pensa che il miglior contributo che puoi dare alla società… è quello di fare da cavia per le armi chimiche o biologiche”. Egli spiega di aver conservato il segreto per anni perché “troppo terribile da raccontare”, ma le ultime notizie sulla salute di Kim Jong-il e i possibili conflitti in seno al regime per il passaggio di potere, lo hanno convinto a parlare.

L’ex capitano riferisce che agli inizi degli anni ’90 ha visto un suo superiore lottare con altri gerarchi dell’esercito, che volevano portargli via la figlia disabile mentale di 12 anni. Inizialmente l’ufficiale ha resistito, poi ha ceduto alle pressioni. “Ho visto la bambina – racconta Im – che veniva portata via. Non l’ho più rivista”.

Uno degli uomini fedeli a Im ha assistito in prima persona agli esperimenti sugli esseri umani, in un complesso militare sulla costa occidentale nord-coreana. Secondo il militare, diverse persone venivano spinte a forza in una camera di vetro. “La stanza veniva riempita con gas velenoso – continua l’ex ufficiale nord-coreano – e il soldato osservava i dottori che calcolavano il tempo che occorreva perché le persone morissero”.

In passato diversi disertori hanno denunciato l’uso di detenuti politici per questo tipo di esperimenti. Alcuni prigionieri venivano prelevati dal carcere e condotti in “fabbriche”, che in realtà sono siti per sperimentare le armi chimiche e batteriologiche. Una di queste, secondo un funzionario Onu in pensione, esperto di questioni nord-coreane, si trova a pochi chilometri da Pyongyang. “I test sugli esseri umani – afferma Kim Sang-hun – sono una pratica diffusa nel Paese”.

Dalle parole di Im emerge, per la prima volta, che i test vengono condotti anche su bambini disabili. L’ex ufficiale conferma di aver ricevuto un addestramento specifico per l’utilizzo di armi chimiche contro il “nemico”. La comunità internazionale è preoccupata del programma nucleare di Pyongyang, conclude l’ex capitano, ma “la minaccia delle armi batteriologice e chimiche è molto più concreta e reale”.

24/07/2009 
COREA
Pyongyang: esecuzione pubblica per una cristiana, distribuiva Bibbie
http://www.asianews.it/index.php?l=it&art=15880&geo=6&size=A
Seoul (AsiaNews/Agenzie) – Il regime nord-coreano ha giustiziato in pubblico una donna cristiana, accusata di “distribuire copie della Bibbia” e “attività di spionaggio” per gli Stati Unti e la Corea del Sud. Lo denuncia arriva da un gruppo di attivisti della Commissione investigativa sui crimini contro l’umanità, in un rapporto pubblicato ieri.
 
La sentenza di condanna a morte per Ri Hyon-ok, 33 anni, è stata eseguita il 16 giugno scorso a Ryongchon, città del nord-ovest poco distante dal confine con la Cina. Il giorno seguente, i genitori di Ri, il marito e i tre figli sono stati rinchiusi in un campo per prigionieri politici nella cittadina nord-orientale di Hoeryong.
 
Il documento riporta la foto del documento di identità rilasciato dal governo nord-coreano alla donna, a testimonianza dell’avvenuta esecuzione. Gli attivisti chiedono che Kim Jong-il venga processato per crimini contro l’umanità e confermano la crescita dei fedeli cristiani “sotterranei” nel Paese. Per questo Pyongyang – che a livello teorico ammette la pratica di culto – ha lanciato una vera e propria “guerra contro le religioni” con arresti, esecuzioni pubbliche e altri misure deterrenti. Fonti non ufficiali rivelano che in Corea del Nord vi sono più di 30mila fedeli cristiani.
 
Nei giorni scorsi un comitato indipendente sud-coreano ha diffuso un documento sui diritti umani in Corea del Nord: esso spiega che, pur diminuendo di numero, le condanne a morte sono tuttora applicate per una serie di reati che variano dall’omicidio alla distribuzione di film stranieri.