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"La spazzatura, sfacelo che mortifica la dignità della nostra gente, influisce
negativamente sulla vita, fisica e morale, della popolazione; spero che dopo tanto tempo
si possa trovare una soluzione con la collaborazione di tutti, anche con la Chiesa".
Così l'arcivescovo di Napoli, cardinale Crescenzio Sepe sull’emergenza rifiuti in
Campania. Il porporato ha anche ribadito che è necessario superare gli egoismi quando
presenti.
La situazione è piuttosto grave, in modo particolare nella provincia di Napoli. I
cittadini si ritrovano ad avere cumuli di immondizia fin sotto ai balconi delle case.
Capita che al primo piano ci si affacci e si vedano cumuli di spazzatura. Questo poi
determina il noto grave problema, cioè quello di incendiare i cumuli di spazzatura,
sprigionando poi la diossina, che non fa altro che aumentare i problemi poi legati alla
spazzatura. Credo che per risolvere questa questione sia necessaria una sola cosa in
questo momento: mettere da parte i localismi. C’è un problema molto grosso in Campania,
ma nessun comune, nessuna comunità locale desidera avere uno stoccaggio per la
spazzatura. Credo, però, che così facendo sia impossibile risolvere la questione.
- Il tentativo che deve fare la Chiesa è quello di far comprendere ai cittadini il senso
del bene comune e il bisogno di mettersi insieme per risolvere appunto questo problema.
Non ci si può chiudere a riccio, cercando di proteggere la propria comunità locale senza
tener conto che invece c’è una situazione generale che va risolta nel suo insieme.
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