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02/11/2007 RIMINI

Nel momento in cui chiuderò gli occhi a questa terra...
Il commento al brano biblico di Giobbe (19,1.23-27) scritto da don Benzi per venerdì 2 novembre, Commemorazione di tutti i fedeli defunti, e giorno in cui lui è tornato al Padre

Nel momento in cui chiuderò gli occhi a questa terra, la gente che sarà vicino dirà: è morto. In realtà è una bugia.
Sono morto per chi mi vede, per chi sta lì. Le mie mani saranno fredde, il mio occhio non potrà più vedere, ma in realtà la morte non esiste perché appena chiudo gli occhi a questa terra mi apro all'infinito di Dio.
Noi lo vedremo, come ci dice Paolo, faccia a faccia, così come Egli è (1Cor 13,12). E si attuerà quella parola che la Sapienza dice al capitolo 3: Dio ha creato l'uomo immortale, per l'immortalità, secondo la sua natura l'ha creato.
Dentro di noi, quindi, c'è già l'immortalità, per cui la morte non è altro che lo sbocciare per sempre della mia identità, del mio essere con Dio. La morte è il momento dell'abbraccio col Padre, atteso intensamente nel cuore di ogni uomo, nel cuore di ogni creatura.

Rimini - Don Oreste Benzi, presidente e fondatore della Comunità Papa Giovanni XXIII, è morto la scorsa notte nella sua abitazione a Rimini. Il decesso è avvenuto per un attacco cardiaco. Lo ha reso noto la segreteria generale della sua comunità. Aveva 82 anni. La camera ardente verrà allestita oggi a partire da mezzogiorno nella parrocchia La Resurrezione, in via della Gazzella. Il funerale si svolgerà lunedì alle 10.30 nel Duomo di Rimini.

Don Benzi,  viveva nella parrocchia della Resurrezione, da alcune settimane si recava a dormire alla Capanna di Betlemme, sulle vicine colline di Covignano, dove l’associazione Papa Giovanni XXIII gestisce una struttura di accoglienza per persone senza fissa dimora. Ma ieri sera, per problemi di salute, gli era stato consigliato di riposare in parrocchia. Proprio a causa di questi malesseri, ieri don Oreste non aveva potuto partecipare personalmente alla "preghiera per i bambini mai nati" che la comunità propone da nove anni per la ricorrenza di Ognissanti; sono stati i suoi ragazzi a recarsi ieri pomeriggio all’ingresso del cimitero di Rimini per la recita del Rosario e per deporre una corona di fiori.

Città del Vaticano - Il Papa esprime «vive condoglianze» per la morta di don Oreste Benzi, «umile e povero sacerdote di Cristo, benemerito fondatore e presidente della comunità Papa Giovanni XXIII» e, in un telegramma inviato dal segretario di Stato vaticano al vescovo di Rimini, ne ricorda «l’intensa vita pastorale come parroco e in seguito come infaticabile apostolo della carità a favore degli ultimi e degli indifesi, facendosi carico di tanti gravi problemi sociali che affliggono il mondo contemporaneo».

Il Papa, scrive il cardinale Tarcisio Bertone a monsignor Francesco Lambiasi, «invoca dalla bontà divina sostegno e speranza cristiana per l’intera sua famiglia spirituale e per codesta diocesi colpite da così grave perdita e con affetto invia a tutti la confortatrice benedizione apostolica nella fede della resurrezione in Cristo".

 

Don Benzi e l'associazione Giovanni XXII

Nel corso degli anni don Benzi ha aperto 200 case famiglia, 6 Case di preghiera, 7 Case di fraternità, 15 Cooperative sociali, 6 Centri diurni per persone con gravi handicap. 32 Comunità terapeutiche per il recupero dei tossicodiependenti, una "Capanna di Betlemme" per i barboni, salvato migliaia di persone, sole, disperate, schiave di droghe e racket della prostituzione.

Per tutti ha cercato di ricreare il clima di famiglie vere per chi una famiglia non l'aveva mai avuta o l’aveva persa.

La Comunità Papa Giovanni XXIII è presente con progetti e opere di carità in Albania, Australia, Bangladesh, Bolivia, Brasile, Cile, Cina, Croazia, India, Italia, Kenya, Romania, Russia, Tanzania, Venezuela e Zambia.

Meno note, ma molto efficaci, sono state le sue battaglie per la difesa della vita dal concepimento alla morte naturale.

Sul caso Welby e l'eutanasia ha raccontato una volta: "Ho mandato un messaggio a Piergiorgio in cui gli ho detto: vedrai quanto è bella la vita. Chiunque soffre dà la possibilità all'uomo di ritrovare se stesso, di non ignorare l'altro, di ricomporre un'unità profonda. Non è la malattia che fa star male ma è l'abbandono che viene fatto della persona malata che lo fa soffrire".

Sulla difesa dei non nati don Oreste è stato uno dei più fieri oppositori dell’aborto. Da almeno un decennio il servizio “Maternità Difficile” dell'Associazione Comunità Papa Giovanni XXIII promuove in diverse città d'Italia un momento di preghiera con la recita del Rosario in favore della vita nascente davanti agli ospedali in cui si praticano gli aborti.

In una conferenza svoltasi a Bologna, il 4 settembre, don Oreste Benzi aveva proposto di destinare a progetti pro-life parte dei fondi utilizzati per le interruzioni di gravidanza.

Più volte ha levato la propria voce per denunciare la legge 194 che “autorizza e finanzia ogni giorno la soppressione di quasi 400 bambini innocenti”. “Non ci mettiamo contro le donne – disse una volta – ma al loro fianco, per difendere il diritto a non abortire”.