18/01/2012
EGITTO
Egitto, finiscono le
scorte di benzina. Si temono scontri in vista dell’anniversario
delle rivolte
http://www.asianews.it/notizie-it/Egitto,-finiscono-le-scorte-di-benzina.-Si-temono-scontri-in-vista-dell'anniversario-delle-rivolte-23722.html
Il Cairo (AsiaNews) – Benzina e gasolio a rischio esaurimento,
calo del turismo del 90%, continui scioperi e manifestazioni,
disoccupazione giovanile superiore al 40% e livelli di inflazione
cresciuti dal 9,1% al 9,5% in meno di un mese. È questo il quadro
economico e sociale dell’Egitto a pochi giorni dal 25 gennaio,
anniversario della rivoluzione dei Gelsomini, per il quale si
prevedono nuove manifestazioni della popolazione egiziana contro i
militari saliti al potere dopo la caduta di Mubarak.
Ieri, al Cairo, Giza e altre città egiziane, la popolazione ha preso
d’assalto i distributori di benzina e gasolio, dopo l’annuncio di un
esaurimento delle scorte e aumento del prezzo lanciato dagli
operatori del settore. Per evitare disordini, le autorità hanno
imposto l’apertura delle stazioni solo in orario notturno. Abdullah
Ghorab, ministro del petrolio, ha affermato che “il carburante non
finirà, non vi sono motivi per scatenare il panico, lo Stato sta
erogando 15mila tonnellate di gasolio al giorno, circa 2mila in più
rispetto al normale consumo giornaliero”. La popolazione però non
crede alle dichiarazioni del ministro ed è convinta che la penuria
di carburante sia un preludio a un aumento del prezzo di benzina e
gasolio e al fiorire del mercato nero.
A tutt’oggi, grazie ai sussidi statali alle compagnie petrolifere,
un litro di benzina costa 1 sterlina egiziana (circa 17 centesimi di
dollaro), ma con il taglio dei fondi esteri da 36 miliardi di
dollari a 16, il governo non sarà più in grado di mantenere
l’attuale valore. Secondo gli economisti un aumento dei prezzi del
carburante porterebbe a livelli di inflazione superiori al 10% e a
nuove rivolte sociali. La crescita del costo del gasolio metterebbe
in ginocchio anche i trasporti ferroviari già sull’orlo del
fallimento. In questi mesi le rivolte hanno più volte bloccato il
sistema, soprattutto nell’Alto Egitto. In un anno la Egypitian
Railways Authority ha perso circa 9 milioni di euro.
Fonti di AsiaNews, sottolineano che la crisi economica è aggravata
dal crollo del turismo, importante risorsa economica e di impiego
del Paese. “La vittoria dei partiti islamici alle elezioni –
affermano le fonti – ha causato un clima di intolleranza che
spaventa i turisti stranieri. I salafiti, ma anche molti membri dei
Fratelli Musulmani, vogliono chiudere spiagge, ristoranti, bar e
alberghi, perché contrari ai principi islamici. A Luxor e in altre
città, famose per edifici e siti archeologici dell’antico Egitto, i
candidati del partito Nour (salafiti) hanno proposto la chiusura
totale dei monumenti”. “Essi – continua – non hanno idea di ciò che
fanno e condanneranno l’Egitto alla chiusura culturale e alla
povertà”.
In questi giorni gli operatori del settore hanno calcolato un calo
delle prenotazioni del 90% fra il 2011 e il 2010. Il governo nega
però il problema e ha dichiarato che il numero dei turisti è sceso
solo del 33%. Secondo alcune agenzie, le autorità avrebbero falsato
i dati, calcolando come turisti stranieri migliaia di rifugiati
politici libici. (S.C.)
|
Copti e musulmani d’Egitto:
come si è arrivati all’emergenza di oggi
Tewfik Aclimandos
Egitto:
un vescovo parla a cuore aperto
Lettera
di monsignor Joannes Zakaria, vescovo dei Copti Cattolici di Luxor
|