26/06/2009 16:20
IRAN
Consiglio dei Guardiani:
L’elezione di Ahmadinejad la più “pulita” dell’Iran
- http://www.asianews.it/index.php?l=it&art=15629&size=A
Teheran (AsiaNews/Agenzie) – La vittoria di Ahmadinejad
alle elezioni del 12 giugno scorso è “la più pulita”
nella storia del regime islamico. Lo ha dichiarato il
Comnsiglio dei Guardiani, l’organismo che doveva verificare
l’esistenza di brogli, la cui denuncia ha generato
manifestazioni imponenti della popolazione, mai viste in 30
anni di Repubblica islamica.
Abbasali Kadkhodai, portavoce del Consiglio, ha dichiarato
che “Possiamo dire con certezza che non vi è stata alcuna
frode”. Il principale rivale di Ahmadinejad, Mir Hossein
Moussavi e l’altro candidato Mhedi Kharroubi chiedono invece
l’annullamento delle elezioni e avevano già presentato
oltre 600 casi di brogli.
Con la dichiarazione di oggi si chiude in apparenza la
crisi apertasi all’indomani delle votazioni, quando, ancora
prima del ministero degli interni e prima che terminasse lo
scrutinio, lo stesso grande ayatollah Khamenei aveva
dichiarato vincitore Mahmoud Ahmadinejad con il 63 % dei voti.
Per oltre una settimana vi sono state manifestazioni di
centinaia di migliaia di persone che domandavano “Dov’è
il mio voto?”, suggerendo che vi sono stati brogli e
chiedevano maggiore libertà e modernità.
La repressione è stata violentissima. Le cifre ufficiali
parlano di 17 morti e centinaia di feriti, ma tutti temono che
le vittime siano molto di più. I media stranieri sono
controllati, molti giornalisti iraniani sono stati arrestati
ed è in atto una serie di violenze ed arresti a politici,
attivisti e accademici per annientare l’opposizione.
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15/06/2009 16:27
IRAN
Khamenei ordina la verifica
delle elezioni. Ma molti parlano di “colpo di stato”
Teheran (AsiaNews/Agenzie) – Il leader supremo dell’Iran,
il grande ayatollah Khamenei ha ordinato un’inchiesta
per verificare se vi sono state frodi nelle elezioni tenutesi
lo scorso 12 giugno. La decisione di Khamenei resa pubblica
oggi, segue la richiesta pressante del candidato Hossein
Moussavi che rivendica la vittoria contro il presidente Mahmud
Ahmadinejad.
Intanto, sebbene proibita dal ministero degli
interni, per le strade di Teheran decine di migliaia di
sostenitori di Moussavi con bandane e bandiere verdi si sono
riversati nelle strade all’invito del loro candidato, che ha
chiesto una manifestazione “pacifica”.
La decisione di Khamenei ha stupito molti perché egli è
stato il primo – prima ancora del Ministero degli interni
– a proclamare vincitore Ahmadinejad, definendo la vittoria
una “decisione divina”.
Dalla proclamazione della vittoria di Ahmadinejad a Teheran
e altre città del paese sono emerse manifestazioni di giovani
e vecchi sostenitori di Moussavi che hanno subito sporadici
scontri con la polizia. La notte scorsa polizia anti-sommossa
e miliziani di Ahmadinejad hanno assaltato i dormitori
dell’università di Teheran usando gas lacrimogeni e
proiettili di gomma. Gli studenti hanno risposto con slogan e
lanciando pietre e bottiglie molotov. Decine di studenti sono
stati arrestati e la polizia ha sequestrato computer e altro
materiale elettronico.
Il pugno duro del regime ha colpito molti manifestanti
pro-Moussavi, arrestandone almeno 100, fra cui il fratello
dell’ex presidente moderato Khatami. La morsa si è stretta
anche alle comunicazioni: divieto ai giornalisti stranieri di
filmare le manifestazioni; arresti di alcuni di loro; disturbi
alle trasmissioni televisive e radio; blocco delle
comunicazioni satellitari; siti web oscurati.
In un’intervista al regista Mohsen Makhmalbaf,
riportata sul sito Rooz, si afferma che la precedente
decisione di Khamenei di attribuire la vittoria ad Ahmadinejad
è “un colpo di Stato”. Makhmalbaf, che il giorno delle
elezioni era in contatto con il comitato elettorale di
Moussavi, afferma che al ministero degli interni avevano
comunicato che il vincitore era Moussavi e che egli avrebbe
dovuto preparare un discorso “non trionfalistico”. Il
ministero assicurava pure di aver informato Khamenei. Ma dopo
poche ore i Pasdaran sono andati a distruggere la sede del
comitato elettorale di Moussavi e hanno mostrato una nota del
grande ayatollah che affermava di non accettare la vittoria
dei “verdi” perché “la sconfitta di Ahmadinejad era la
sua sconfitta”.
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