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FINE VITA. I LIMITI PER UNA BUONA LEGGE Conferenza stampa di Casini (Mpv) e Di Pietro (Scienza&vita) con la partecipazione di Roccella e numerosi parlamentari Presentando oggi a Roma il libro “Eluana è tutti noi. Perché una legge e perché no al testamento biologico” alla presenza del sottosegretario Roccella e di numerosi deputati e senatori, Carlo Casini, presidente del Movimento per la vita, e Maria Luisa Di Pietro, presidente di Scienza&vita, sono intervenuti sul tema della legge sul Fine vita in discussione al Senato e sui limiti considerati irrinunciabili per rendere accettabile l’ipotesi normativa. «Una legge è resa necessaria dagli interventi della Cassazione che di fatto hanno mutato il quadro normativo, definito non solo dalle leggi scritte ma soprattutto dalla loro applicazione giurisprudenziale» ha spiegato Casini. «Peraltro la legge è necessaria non per introdurre il testamento biologico, ma anzi per impedirlo ed evitare derive eutanasiche. Perciò una legge complessiva sul Fine vita dovrà ammettere che nutrizione ed idratazione, come del resto l’utilizzo di vari ausili, non sono interventi sanitari o artificiali ma semplici forme di assistenza e come tali vanno esclusi dai casi previsti dall’eventuale rifiuto delle terapie». «Sarebbe inoltre estremamente pericoloso e contrastante con la libertà del paziente introdurre la cosiddetta “dichiarazione anticipata” rilasciata prima ed al di fuori di un concreto progetto terapeutico. «Il terzo punto irrinunciabile» conclude Casini «è che, in nome della cosiddetta alleanza terapeutica e dell’efficacia delle cure, il medico pur dovendo tener conto dei desideri del paziente, non dovrà sentirsi vincolato ad essi ma dovrà poter decidere in scienza e coscienza». «La legge non dovrà dire solo dei ‘no’» ha aggiunto la Di Pietro «ma in positivo dovrà rilanciare l’attenzione dell’intera società ai pazienti terminali e alle loro famiglie: assistenza domiciliare, hospice, cure palliative… sono tutti campi in cui finora si è fatto ben poco. Ed invece è questo di cui c’è realmente bisogno e che la gente chiede»
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