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GIUGNO 2008
Da il Timone Giugno 2008, pagine 16-17
Un club poco raccomandabile
A 40 anni dalla fondazione si rilancia alla grande il Club di Roma, che chiama a
raccolta tutto il movimento antinatalista mondiale. Con il pretesto dei cambiamenti
climatici, in arrivo una nuova offensiva per il controllo delle nascite. Un promemoria per
i docenti cattolici chiamati a collaborare.
Di Antonio Gaspari
Due convegni in Italia, la pubblicazione di libri in varie lingue e la mobilitazione
dei propri seguaci, anche all'interno del mondo cattolico, per rilanciare politiche di
riduzioni delle nascite e dei consumi. Così il Club di Roma, il partito Radicale e la
lobby dei malthusiani cercano di tornare alla ribalta.
Nel 1968 la grande paura era la crescita della popolazione, oggi la minaccia è il
cambiamento climatico. Secondo il Club di Roma i nemici rimangono gli stessi:
"l'umanità che cresce e consuma troppo, la Chiesa cattolica che si oppone ai piani
di riduzioni della nascite e quella parte del mondo economico che nutre fiducia nel
capitale umano e nel capitale sociale". Così si è svolto il 28 e 29 marzo a Torino
alla Fondazione CRT (Cassa di Risparmio Torino) il convegno internazionale "Da
allarme globale a politica globale" organizzato dal World Political Forum e dal Club
di Roma. Al congresso del partito Radicale svolto a Cianciano dal 2 al 4 maggio, grande
rilevanza ha avuto la prima commissione che ha discusso ambiente e demografia, che ha
riproposto il programma radicale del 1968 e cioè aborto, eutanasia, utilizzo di pillole
abortive e riduzione dei consumi.
Inoltre il 16 e 17 giugno si terrà a Roma un convegno internazionale per il 100°
anniversario della nascita di Aurelio Peccei e sul 40° anniversario della fondazione del
Club di Roma.
Era il 1968 infatti quando il Club di Roma diretto da Aurelio Peccei raccolse intorno a
sé una potente e internazionale lobby maltusiana, con l'intento di convincere l'umanità
a sacrificare i propri figli sull'altare della divinità pagana Gaia, la dea Terra.
Il tema forte per spaventare la gente fu quello della "Bomba demografica". La
nascita dei bambini e delle bambine, soprattutto nei paesi sottosviluppati, fu indicato
come una catastrofe peggiore di una esplosione termonucleare.
Per decenni Peccei ed i suoi potenti amici hanno suggestionato e convinto la burocrazia
delle Nazioni Unite a praticare politiche di riduzione e selezione delle nascite, hanno
chiesto la disintegrazione del matrimonio e dei nuclei familiari, hanno sostenuto la
diffusione massiccia di legislazioni e tecniche per aborti e sterilizzazioni, hanno
promosso campagne per la legalizzazione dell'eutanasia.
Il tutto giustificato dalla minaccia che il Pianeta non avrebbe resistito alla crescita
della popolazione e ai consumi delle risorse. Grazie all'aiuto del WWF Italia, di cui fu
Presidente del Comitato d'Onore, Peccei disegnò scenari catastrofici e diffuse una
ideologia nichilista e antiumana. Fu lui a coniare il termine "uomo cancro del
pianeta" e per questo venne spesso indicato come "profeta di sventure".
Nel suo libro "Cento pagine per l'avvenire" Peccei ha scritto dell'umanità
che "Si tratta di una proliferazione esponenziale che non si può definire che
cancerosa...." e in un intervista a la Repubblica del 31 dicembre 1980, il fondatore
del Club di Roma sentenzia "Gli uomini continuano a vivere sul pianeta come i vermi
sulla carogna: divorandola. Sanno che alla fine moriranno, ma continuano a
divorarla." Senza pudore, nel report "The First Global Revolution" del 1991
il club di Roma racconta: "Cercando un nuovo nemico contro cui unirci, pensammo che
l'inquinamento, la minaccia dell'effetto serra, della scarsità d'acqua, delle carestie
potessero bastare... Ma nel definirli i nostri nemici cademmo nella trappola di scambiare
i sintomi per il male. Sono tutti pericoli causati dall'intervento umano... Il vero
nemico, allora, è l'umanità stessa".
Nella conferenza di Roma è previsto l'intervento di Lester Brown, fondatore del
Worldwatch Institute e presidente dell'Earth Policy Institute, autore nel 1974 di una
sorta di manifesto del Club di Roma, presentato nel libro "I limiti alla popolazione
mondiale".
Il titolo intero del libro recita "Nell'interesse dell'umanità i Limiti alla
Popolazione Mondiale, una strategia per contenere la crescita demografica". Dopo aver
descritto tutte le catastrofi che la crescita della popolazione comporterebbe, Brown
propone diverse soluzioni per limitare le nascite. Tra queste Brown indica il programma
"libretti di risparmio per la pianificazione famigliare" ideato da Ronald
Rickter e realizzato nelle piantagioni da tè in India. Un programma crudele in cui le
donne non possono utilizzare i fondi accumulati finchè non oltrepassano l'età fertile.
Se la donna resta incinta, l'impresa smette di fare i versamenti e ne reclama una
parte. Le deduzioni retroattive vengono calcolate in base alle maternità precedenti.
Praticamente una grave violazione del diritto alla vita e di tutti i diritti della donne
in maternità.
Tra i relatori del convegno di Roma c'è anche Gianfranco Bologna, già vicepresidente
del World Wide Fund for Nature (WWF Italia) e General Secretary della Fondazione Peccei.
Circa la posizione della Chiesa cattolica sulla crescita demografica in un documento
dal titolo "Le posizioni del WWF Italia, La popolazione" approvato dal Consiglio
Nazionale del WWF Italia del 26 novembre 1991 e pubblicato dal WWF Italia nel Dicembre
1991, Gianfranco Bologna ha scritto: "É necessario fare il possibile per ridurre
ovunque il tasso di fertilità totale, cioè la media di figli per donna, in particolare
nei paesi poveri. (...) La pianificazione demografica dovrebbe essere inclusa in tutti gli
altri settori della pianificazione dello sviluppo, con la presenza di un servizio ad hoc
specializzato in queste tematiche, presso i ministeri ed i servizi che si occupano di
aiuti allo sviluppo. Tali aiuti dovrebbero essere sistematicamente abbinati a programmi di
assistenza denatalista. (...) É indispensabile che le grandi fedi religiose - in
particolare quella cattolica e quella islamica, che hanno ampia diffusione nei paesi
poveri dove la crescita demografica è particolarmente sostenuta - riconsiderino con
urgenza le loro posizioni contrarie all'utilizzo di sistemi di pianificazione
familiare".
Visto che al convegno commemorativo del Club di Roma, è prevista la presenza anche di
esponenti e collaboratori di Università pontificie e della Chiesa cattolica, sarebbe
opportuno che si levi qualche voce critica nei confronti di un istituzione che ha già
fatto tanto male all'umanità.