ph_benedettoxvi.jpg (13245 byte)

 

 

 

 

 

 

image004.jpg (34527 byte)
 
http://www.asianews.it/index.php?l=it&art=13862

Mumbai, 160 morti, continuano gli scontri fra esercito e terroristi

Emerge più forte la pista islamica, legata ad Al Qaeda.

Mumbai (AsiaNews/Agenzie) – Scontri a fuoco fra truppe di sicurezza e terroristi sono continuate nei due alberghi di lusso – il Taj Mahal e l’Oberoi – dopo una notte in cui almeno 10 punti della metropoli hanno subito violenti attacchi con armi automatiche e granate. Gruppi armati hanno anche assaltato case private, prendendo in ostaggio un rabbino e la sua famiglia.

Fra gli obbiettivi degli attacchi coordinati lanciati ieri sera, vi  sono la maggiore stazione ferroviaria, l’aeroporto locale, ospedali e alcuni ristoranti frequentati da turisti.

Testimoni oculari dicono che i terroristi, persone sui 20-25 anni, hanno cercato persone con passaporto britannico e statunitense. Questo potrebbe aprire all’ipotesi che i gruppi siano legati ad Al Qaeda.

Il presidente della Federazione ebraica dell’India, Jonathan Salomon, ha dichiarato che un rabbino con la sua famiglia è stato preso ostaggio da un gruppo armato che ha assalito la Chabad house nella zona sud della città.

Un gruppo sconosciuto, i Mujaheddin del Deccan, ha rivendicato tutti gli attacchi. Finora gli esperti di terrorismo conoscevano i Mujhaeddin dell’India, che in passato hanno già rivendicato altri attacchi nel Paese.

Il governo – sotto pressioni e critiche per la mancanza di sicurezza – ha definito gli attacchi “una guerra contro la nazione”. Almeno 11 poliziotti sono sttai uccisi negli scontri di stanotte. Fra essi anche il capo dei gruppi speciali anti-terrorismo, Hemant Karkare.

Panico e paura sono diffusi nella metropoli. Il governo ha consigliato agli abitanti di stare in casa. Scuole, università e uffici del governo sono chiusi, come anche la Borsa. I mezzi di trasporto pubblici sono regolari, ma non vi sono le folle come al solito. Solo 3 voli internazionali sono stati cancellati, mentre continuano tutti i voli interni.

http://www.asianews.it/index.php?l=it&art=13882&size=A
Mumbai: si spara ancora, cinque ostaggi uccisi al Centro ebraico
Mumbai (AsiaNews) – Si combatte ancora a Mumbai, anche se sembra stia finalmente arrivando a conclusione il sanguinoso attacco terroristico che, finora, presenta un bilancio arrivato a 149 morti e 288 feriti. Sono 11, invece, i terroristi che, a questo momento, risultano uccisi. Gli altri ostaggi sarebbero “quasi tutti” liberati. L’assalto delle forze di sicurezza indiane ha “ripulito” in mattinata il Trident-Oberoi Hotel, ma nel pomeriggio si continuava a sparare intorno alla principale stazione ferroviaria, il Chhatrapati Shivaji Terminus, circondata dalle forze speciali antiterrorismo e al Taj Mahal, l’albergo dove l’attacco ha avuto inizio e dove, a quanto riferito dalla polizia, sono circa 50 i corpi trovati. Qui ci sarebbe ancora un terrorista “operativo” e le forze speciali, che hanno perso almeno due uomini, avanzano lentamente, di stanza in stanza.
 
“Non è ancora finito” anche l’assalto alla Nariman House, il centro ebraico. Quest’ultima operazione, iniziata in mattinata con la spettacolare discesa sul tetto della costruzione degli uomini della forze speciali, trasportati da elicotteri, (nella foto) ha portato finora all’uccisione di due terroristi. Ma il capo delle Forze di sicurezza dello Stato, J.K. Dutt, ha reso noto che all’interno dell’edificio sono stati ritrovati i corpi di cinque uccisi, “probabilmente ostaggi” e che si sta avanzando nel terzo piano dell’edificio, che è stato danneggiato da esplosioni e dal quale esce fumo. In precedenza, l’ambasciata israeliana aveva fatto sapere che all’interno del Centro c’erano “almeno sei israeliani”.
 
Missionario del Pime a Mumbai: il governo dovrà pagare le conseguenze degli attacchi

Mumbai (AsiaNews) - “Chi ha orchestrato gli attacchi, cosa hanno di mira? Si possono fare delle ipotesi, ma ancora non si capisce…”. Padre Carlo Torriani, missionario del Pime a Mumbai, racconta ad AsiaNews di aver avuto la notizia alle prima luci dell’alba.

“Per quello che sappiamo - continua il missionario - viene da pensare che si tratti di un attacco che viene dell’esterno del Paese. Sono stati colpiti l’ospedale, la stazione centrale, una centro israeliano, l’Oberoi, il Taj Mahal…..”. Giornali e governo parlano di sette località sotto attacco nella notte, ma testimoni oculari raccontano di aver assistito a spari e esplosioni anche in altri luoghi della capitale.
 
Il fatto che a rivendicare gli attacchi sia una sigla fino ad oggi sconosciuta, i Mujaheddin del Deccan, lascia spazio a diverse interpretazioni su moventi e ispiratori. Alcuni commentatori vedono negli atti terroristici un attacco al Congress party (Cp) attualmente al governo. Padre Torriani commenta dicendo che “se sono mujahideen, come dicono, non si capisce perché dovrebbero avere come scopo quello di minare l’autorità del Congress e favorire così il Bharatiya Janata Party, il partito che sostiene il nazionalismo estremista indù. È vero però che la gente ha una grande insicurezza e questi attacchi senz’altro giocheranno contro il governo. Perché il Congress è accusato di essere troppo debole e non prendersi cura dell’antiterrorismo”.
 


 

ZI08112705 - 27/11/2008
Permalink: http://www.zenit.org/article-16300?l=italian

Il Papa e i Vescovi indiani contro il terrorismo e accanto alle vittime

Condannano energicamente gli attacchi a Mumbai

CITTA' DEL VATICANO, giovedì, 27 novembre 2008 (ZENIT.org).- Benedetto XVI e i Vescovi indiani hanno levato la propria voce in un energico appello di condanna della violenza terroristica dopo gli attentati di questo mercoledì a Mumbai, in cui hanno perso la vita più di 100 persone e oltre 300 sono rimaste ferite.

In un telegramma inviato dal Cardinale Tarcisio Bertone, Segretario di Stato, al Cardinale Oswald Gracias, Arcivescovo di Mumbai, il Papa si dice "costernato" per gli attentati e chiede al porporato "di far giungere le sue più sentite condoglianze alle famiglie di quanti hanno perso la vita in questi brutali attacchi e di assicurare alle autorità pubbliche, alla cittadinanza e a tutte le vittime la sua vicinanza spirituale".

Benedetto XVI "rivolge un appello urgente perché abbiano fine tutte le azioni terroristiche che offendono gravemente la famiglia umana e destabilizzano la pace e la solidarietà necessarie per costruire una civiltà degna della nobile vocazione umana di amare Dio e il prossimo".

"Il Santo Padre prega per l'eterno riposo delle anime delle vittime e implora la forza e la consolazione divine per i feriti e le persone che piangono i loro cari", conclude il telegramma.

Da parte sua, la Conferenza dei Vescovi Cattolici dell'India (CBCI) ha condannato inequivocabilmente gli attacchi terroristici.

A nome del Cardinale Varkey Vithayathil, presidente della CBCI, e di altri membri della Conferenza Episcopale, l'Arcivescovo Stanislaus Fernandes, segretario generale dell'organizzazione, ha espresso la sua profonda preoccupazione per questa tragedia, osservando che "gli attacchi terroristici in varie zone di Mumbai in cui sono rimaste uccise persone innocenti, stranieri e poliziotti sono uno degli atti più barbari e devono essere condannati con le parole più forti da ciascuno e da tutti".

"Il terrorismo è male, e tutti coloro che sono coinvolti in ogni attività terroristica sono persone che lavorano contro la base della vita umana, che è sacra agli occhi di Dio".

I Vescovi dell'India si sono rivolti al popolo di Mumbai chiedendo di mantenere la pace e l'armonia in questo momento di dolore. Hanno anche esortato il Governo a compiere passi forti e concreti per verificare la minaccia del terrorismo nel Paese.

I presuli affermano che la violenza non è in alcun modo un mezzo accettabile per raggiungere un fine, per quanto questo possa essere nobile e auspicabile.

"Dobbiamo adottare mezzi pacifici per risolvere le questioni, e solo questo ci può portare a un modo più civile di vivere nella società", osservano.

Al termine di questa edizione non si sa ancora con certezza chi ci sia dietro gli attentati, anche se un gruppo sconosciuto che si definisce Deccan Mujahideen ha rivendicato i fatti di sangue di Mumbai.