- http://www.asianews.it/index.php?l=it&art=13862
Mumbai, 160 morti, continuano gli
scontri fra esercito e terroristi
Emerge più forte la pista islamica, legata ad Al Qaeda.
Mumbai (AsiaNews/Agenzie) – Scontri a fuoco fra truppe di
sicurezza e terroristi sono continuate nei due alberghi di lusso –
il Taj Mahal e l’Oberoi – dopo una notte in cui almeno 10 punti
della metropoli hanno subito violenti attacchi con armi automatiche
e granate. Gruppi armati hanno anche assaltato case private,
prendendo in ostaggio un rabbino e la sua famiglia.
- Fra gli obbiettivi degli attacchi coordinati lanciati ieri
sera, vi sono la maggiore stazione
ferroviaria, l’aeroporto locale, ospedali e alcuni ristoranti
frequentati da turisti.
Testimoni oculari dicono che i terroristi, persone sui 20-25 anni,
hanno cercato persone con passaporto britannico e statunitense. Questo
potrebbe aprire all’ipotesi che i gruppi siano legati ad Al Qaeda.
Il presidente della Federazione ebraica dell’India, Jonathan
Salomon, ha dichiarato che un rabbino con la sua famiglia è stato
preso ostaggio da un gruppo armato che ha assalito la Chabad house
nella zona sud della città.
Un gruppo sconosciuto, i Mujaheddin del Deccan, ha rivendicato
tutti gli attacchi. Finora gli esperti di terrorismo conoscevano i
Mujhaeddin dell’India, che in passato hanno già rivendicato altri
attacchi nel Paese.
Il governo – sotto pressioni e critiche per la mancanza di
sicurezza – ha definito gli attacchi “una guerra contro la
nazione”. Almeno 11 poliziotti sono sttai uccisi negli scontri di
stanotte. Fra essi anche il capo dei gruppi speciali
anti-terrorismo, Hemant Karkare.
Panico e paura sono diffusi nella metropoli. Il governo ha
consigliato agli abitanti di stare in casa. Scuole, università e
uffici del governo sono chiusi, come anche la Borsa. I mezzi di
trasporto pubblici sono regolari, ma non vi sono le folle come al
solito. Solo 3 voli internazionali sono stati cancellati, mentre
continuano tutti i voli interni.
- http://www.asianews.it/index.php?l=it&art=13882&size=A
- Mumbai: si spara ancora, cinque
ostaggi uccisi al Centro ebraico
Mumbai (AsiaNews) – Si combatte ancora a Mumbai, anche se
sembra stia finalmente arrivando a conclusione il sanguinoso
attacco terroristico che, finora, presenta un bilancio arrivato
a 149 morti e 288 feriti. Sono 11, invece, i terroristi che, a
questo momento, risultano uccisi. Gli altri ostaggi sarebbero
“quasi tutti” liberati. L’assalto delle forze di sicurezza
indiane ha “ripulito” in mattinata il Trident-Oberoi Hotel,
ma nel pomeriggio si continuava a sparare intorno alla
principale stazione ferroviaria, il Chhatrapati Shivaji Terminus,
circondata dalle forze speciali antiterrorismo e al Taj Mahal,
l’albergo dove l’attacco ha avuto inizio e dove, a quanto
riferito dalla polizia, sono circa 50 i corpi trovati. Qui ci
sarebbe ancora un terrorista “operativo” e le forze
speciali, che hanno perso almeno due uomini, avanzano
lentamente, di stanza in stanza.
“Non è ancora finito” anche l’assalto alla Nariman House,
il centro ebraico. Quest’ultima operazione, iniziata in
mattinata con la spettacolare discesa sul tetto della
costruzione degli uomini della forze speciali, trasportati da
elicotteri, (nella foto) ha portato finora all’uccisione di
due terroristi. Ma il capo delle Forze di sicurezza dello Stato,
J.K. Dutt, ha reso noto che all’interno dell’edificio sono
stati ritrovati i corpi di cinque uccisi, “probabilmente
ostaggi” e che si sta avanzando nel terzo piano
dell’edificio, che è stato danneggiato da esplosioni e dal
quale esce fumo. In precedenza, l’ambasciata israeliana aveva
fatto sapere che all’interno del Centro c’erano “almeno
sei israeliani”.
-
- Missionario del Pime a Mumbai: il
governo dovrà pagare le conseguenze degli attacchi
Mumbai (AsiaNews) - “Chi ha orchestrato gli attacchi, cosa hanno
di mira? Si possono fare delle ipotesi, ma ancora non si
capisce…”. Padre Carlo Torriani, missionario del Pime a Mumbai,
racconta ad AsiaNews di aver avuto la notizia alle prima luci
dell’alba.
“Per quello che sappiamo - continua il missionario - viene da
pensare che si tratti di un attacco che viene dell’esterno del
Paese. Sono stati colpiti l’ospedale, la stazione centrale, una
centro israeliano, l’Oberoi, il Taj Mahal…..”. Giornali e
governo parlano di sette località sotto attacco nella notte, ma
testimoni oculari raccontano di aver assistito a spari e
esplosioni anche in altri luoghi della capitale.
Il fatto che a rivendicare gli attacchi sia una sigla fino ad oggi
sconosciuta, i Mujaheddin del Deccan, lascia spazio a diverse
interpretazioni su moventi e ispiratori. Alcuni commentatori
vedono negli atti terroristici un attacco al Congress party
(Cp) attualmente al governo. Padre Torriani commenta dicendo che
“se sono mujahideen, come dicono, non si capisce perché
dovrebbero avere come scopo quello di minare l’autorità del Congress
e favorire così il Bharatiya Janata Party, il partito
che sostiene il nazionalismo estremista indù. È vero però che
la gente ha una grande insicurezza e questi attacchi senz’altro
giocheranno contro il governo. Perché il Congress è accusato di
essere troppo debole e non prendersi cura
dell’antiterrorismo”.
-
|
ZI08112705 - 27/11/2008
Permalink: http://www.zenit.org/article-16300?l=italian
Il Papa e i Vescovi indiani contro il terrorismo e
accanto alle vittime
Condannano energicamente gli attacchi a Mumbai
CITTA' DEL VATICANO, giovedì, 27 novembre 2008 (ZENIT.org).-
Benedetto XVI e i Vescovi indiani hanno levato la propria voce in un
energico appello di condanna della violenza terroristica dopo gli
attentati di questo mercoledì a Mumbai, in cui hanno perso la vita
più di 100 persone e oltre 300 sono rimaste ferite.
In un telegramma inviato dal Cardinale Tarcisio Bertone,
Segretario di Stato, al Cardinale Oswald Gracias, Arcivescovo di
Mumbai, il Papa si dice "costernato" per gli attentati e
chiede al porporato "di far giungere le sue più sentite
condoglianze alle famiglie di quanti hanno perso la vita in questi
brutali attacchi e di assicurare alle autorità pubbliche, alla
cittadinanza e a tutte le vittime la sua vicinanza spirituale".
Benedetto XVI "rivolge un appello urgente perché abbiano
fine tutte le azioni terroristiche che offendono gravemente la
famiglia umana e destabilizzano la pace e la solidarietà necessarie
per costruire una civiltà degna della nobile vocazione umana di
amare Dio e il prossimo".
"Il Santo Padre prega per l'eterno riposo delle anime delle
vittime e implora la forza e la consolazione divine per i feriti e
le persone che piangono i loro cari", conclude il telegramma.
Da parte sua, la Conferenza dei Vescovi Cattolici dell'India (CBCI)
ha condannato inequivocabilmente gli attacchi terroristici.
A nome del Cardinale Varkey Vithayathil, presidente della CBCI, e
di altri membri della Conferenza Episcopale, l'Arcivescovo
Stanislaus Fernandes, segretario generale dell'organizzazione, ha
espresso la sua profonda preoccupazione per questa tragedia,
osservando che "gli attacchi terroristici in varie zone di
Mumbai in cui sono rimaste uccise persone innocenti, stranieri e
poliziotti sono uno degli atti più barbari e devono essere
condannati con le parole più forti da ciascuno e da tutti".
"Il terrorismo è male, e tutti coloro che sono coinvolti in
ogni attività terroristica sono persone che lavorano contro la base
della vita umana, che è sacra agli occhi di Dio".
I Vescovi dell'India si sono rivolti al popolo di Mumbai
chiedendo di mantenere la pace e l'armonia in questo momento di
dolore. Hanno anche esortato il Governo a compiere passi forti e
concreti per verificare la minaccia del terrorismo nel Paese.
I presuli affermano che la violenza non è in alcun modo un mezzo
accettabile per raggiungere un fine, per quanto questo possa essere
nobile e auspicabile.
"Dobbiamo adottare mezzi pacifici per risolvere le
questioni, e solo questo ci può portare a un modo più civile di
vivere nella società", osservano.
Al termine di questa edizione non si sa ancora con certezza chi
ci sia dietro gli attentati, anche se un gruppo sconosciuto che si
definisce Deccan Mujahideen ha rivendicato i fatti di sangue di
Mumbai.
|