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22/09/2008  INDIA 

Due cristiani uccisi in Orissa; chiese distrutte in Madya Pradesh e Kerala; caccia ai missionari
di Nirmala Carvalho

I corpi delle vittime sono stati tagliati a pezzi e gettati in uno stagno. Colpite alcune chiese del ‘600 e del medioevo. Suore e preti costretti a nascondere la loro identità per sfuggire alle persecuzioni e alla riconversione all’induismo. Al raduno a Vijayawada (Andhra Pradesh) si chiede al governo di mettere fuorilegge i gruppi radicali indù.

Mumbai (AsiaNews) – Non si fermano gli attacchi e le violenze contro i cristiani. In Orissa, dove da oltre 3 settimane è in atto un pogrom contro cattolici e protestanti, si registrano altre due uccisioni. Iswar Digal e Purinder Pradhan sono stati uccisi e tagliati a pezzi. Iswar Digal, del distretto di Kandhamal era del villaggio di Gatringia; è stato fermato il 20 settembre da un gruppo di estremisti indù mentre con la moglie cercava di scappare verso un campo di rifugio. La sua casa è stata incendiata. L’altra vittima era di Nilungia. Il suo corpo è stato tagliato a pezzi, messo in un sacco di juta e gettato in uno stagno.

Dall’Orissa il pogrom si è diffuso in altri stati: Chhattisghar, Madhya Pradesh, Karnataka e Kerala.
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 04/09/2008  INDIA - ITALIA

La vergogna dell’India e quella dell’Europa e del mondo
di Bernardo Cervellera

La "vergogna" è che i cristiani dell'India, una forza importante per lo sviluppo sociale ed economico del Paese, vengono massacrati, mentre governi mondiali e associazioni umanitarie tacciono.

L’accanirsi contro persone e strutture serve ad eliminare la missione dei cristiani. Tribali - spesso utilizzati come schiavi per i lavori agricoli – e Dalit, gli emarginati dalle caste, vedono nel cristianesimo una strada per migliorare la loro situazione, vedere affermati i loro diritti, trovare finalmente una dignità al loro essere uomini. In un certo senso, la persecuzione è la misura dell’efficacia della missione cristiana.

Nell’opporsi all’impegno dei cristiani, i fondamentalisti indù si oppongono anche all’induismo di Gandhi, che voleva per l’India un Paese laico, aperto a tutte le religioni, l’eliminazione delle caste e la dignità dei Dalit, da lui definiti “figli di Dio” (harijian).

Oltre alla “vergogna” dell’India, vi è anche una “vergogna” per l’Europa e per il mondo. Al di là di qualche sparuta voce – come quella del ministro italiano Frattini -  nessun governo ha osato dire qualcosa sui massacri dell’Orissa, domandandone la fine.