http://www.asianews.it/index.php?l=it&art=12398&size=A
31/05/2008 12:17
IRAQ - ITALIA
Mons. Louis Sako: Non abbandonate i cristiani irakeni
L’arcivescovo caldeo di Kirkuk, a Milano per ricevere il
Premio Defensor Fidei, domanda un impegno maggiore per aiutare le comunità cristiane a
non fuggire dall’Iraq. Occorrono pressioni politiche e diplomatiche verso Stati Uniti e
Paesi che favoriscono l’islamizzazione. Ma sono necessari anche “segni di speranza”:
scuole, progetti agricoli e commerciali per aumentare l’occupazione.
Milano (AsiaNews) - “Non lasciateci soli. Non lasciateci isolati e abbandonati”: è
l’appello a tutti i cristiani del mondo lanciato da mons. Louis Sako, arcivescovo caldeo
di Kirkuk, che stamane a Oreno di Vimercate (Milano), ha ricevuto il premio “Defensor
Fidei” dalla Fondazione “Fides et Ratio” e dalla rivista “Il Timone”. Il premio
consiste nel dono di 10 mila euro.
Nel suo appassionato discorso egli ha ricordato “il mortale esodo” dei cristiani
irakeni, che fuggono il Paese, costretti da insicurezza, miseria e “pulizia
etnico-religiosa” svolta da gruppi fondamentalisti.
“Ci sono 100mila rifugiati in Siria – ha detto l’arcivescovo -
30mila in Giordania, molte migliaia in Libano, Egitto e Turchia. Sanno
che il loro soggiorno non può essere che provvisorio e la prospettiva del ritorno a casa
sembra un sogno. Sono disperati. Molti altri, soprattutto i più poveri, si rifugiano
nella regione curda, a nord, che erano stati costretti ad abbandonare dal regime di
Saddam. Il governo curdo, grazie alla preoccupazione del ministro delle Finanza, che è un
cristiano, ha ricostruito le loro case nei loro villaggi, ma mancano di strutture
sanitarie, scuole e lavoro. Nei villaggi della piana di Ninive vivono 7mila famiglie
emigrate da Mosul, Baghdad, Bassora. L’affitto è caro, molti giovani non possono
frequentare le scuole o l’università”.
Ha ricordato il sacrificio di mons. Paul Faraj Rahho, morto dopo essere stato rapito lo
scorso febbraio, e di tanti sacerdoti e fedeli irakeni.
L’arcivescovo ha ribadito che i cristiani irakeni “sono una delle componenti più
antiche della popolazione irachena. Fin dall’inizio si sono fusi con altre realtà come
gli arabi, i curdi, i turcomanni e gli yezidi; hanno fatto da pionieri nella
civilizzazione dell’Iraq. Inoltre hanno sempre difeso l’integrità del Paese in modo
coraggioso insieme ai loro fratelli musulmani”.