ZI10110209 - 02/11/2010
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Dopo l'attentato a Baghdad, il Papa chiede pace per il Medio
Oriente
Muoiono almeno 42 ostaggi, tra cui 5 donne, 7
bambini e 2 sacerdoti
di Jesús Colina
CITTA' DEL VATICANO, martedì, 2 novembre 2010 (ZENIT.org).- Di
fronte al sanguinoso attacco avvenuto questa domenica pomeriggio
nella Cattedrale siro-cattolica di Baghdad, Benedetto XVI ha
lanciato un accorato appello alla pace in Medio Oriente e ha chiesto
il coinvolgimento delle istituzioni nazionali e internazionali.
Nel primo incontro pubblico con i fedeli, il Papa ha levato la
propria voce per chiedere che “tutti uniscano le loro forze
affinché termini ogni violenza”.
Secondo un responsabile del Ministero dell'Interno iracheno, che ha
voluto mantenere l'anonimato, il bilancio dell'attentato contro la
Cattedrale è di “42 ostaggi assassinati, tra cui 5 donne e 7
bambini, e 56 feriti, di cui 10 donne e 8 bambini”.
Nell'assalto delle forze di sicurezza per liberare gli ostaggi, ha
precisato la stessa fonte, “7 membri dei servizi di sicurezza sono
morti, e altri 15 sono rimasti feriti”.
L'attacco è stato rivendicato su Internet dal gruppo terroristico
“Stato islamico in Iraq”, che fa parte della rete di Al Qaeda.
Secondo alcune fonti, 5 terroristi sono morti nell'assalto, e 8
sospetti sono stati arrestati.
Rivolgendosi a mezzogiorno ai fedeli riuniti in Piazza San Pietro
nella solennità di Tutti i Santi, Benedetto XVI ha detto di pregare
“per le vittime di questa assurda violenza, tanto più feroce in
quanto ha colpito persone inermi, raccolte nella casa di Dio, che è
casa di amore e di riconciliazione”.
Il Pontefice ha anche espresso la sua “affettuosa vicinanza alla
comunità cristiana, nuovamente colpita”, e ha incoraggiato
“pastori e fedeli tutti ad essere forti e saldi nella speranza”.
“Davanti agli efferati episodi di violenza, che continuano a
dilaniare le popolazioni del Medio Oriente, vorrei infine rinnovare
il mio accorato appello per la pace: essa è dono di Dio, ma è
anche il risultato degli sforzi degli uomini di buona volontà,
delle istituzioni nazionali e internazionali”, ha sottolineato.
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02/11/2010
Diocesi
di San Marino-Montefeltro
MESSAGGIO
DI MONS. LUIGI NEGRI PER L’ECCIDIO DI 37 CRISTIANI MASSACRATI
ALL’INTERNO DI UNA CHIESA DI BAGHDAD
“Senza nessuna esitazione ed incertezza, fruendo
dell’autorevolezza che viene ad un Vescovo della Chiesa particolare
ma che vive il sentimento profondo della Chiesa universale, io mi
sento di ascrivere alla moltitudine dei Santi questi 37
nostri fratelli, fra i quali due sacerdoti, che sono stati massacrati
all'interno di una chiesa cattolica in Iraq per un atto di terrorismo
il cui bilancio provvisorio però, secondo una prima stima, fa
salire a 50 il numero complessivo delle vittime e ad oltre 80 quello
dei feriti.
Si vede chiaro ogni giorno che passa, in barba a tutti
gli irenismi e a tutte le ricerche delle moderazioni, che il
terrorismo internazionale ha un obiettivo esplicito: la conquista
islamica del mondo e, all'interno di questo obiettivo che certamente
sarà a più lunga scadenza, un obiettivo più immediato cioè la
distruzione del cristianesimo in Terra Santa, nel Medio Oriente e poi,
più o meno, in tutti i paesi anche di antica tradizione cristiana.
Sono martiri, noi li pensiamo così; sono martiri che
hanno offerto la loro vita quasi senza saperlo, senza aspettarselo,
senza deciderlo, una sorta di nuovi santi innocenti che erano in
Chiesa per pregare e non sono più tornati a casa. Io mi auguro che la
Santa Chiesa Cattolica non abbia tergiversazioni o incertezze, che
abbia il coraggio di indicare in questo un evento assolutamente
straordinario di martirio ricevuto da coloro che, ripeto, hanno nel
fondo del cuore l’ intendimento di eliminare la vita cristiana, la
presenza di Cristo e della Chiesa nel mondo.
Non è perché è successo in Iran che noi possiamo
stare tranquilli; la teoria che ogni tanto mi viene proposta che il
Montefeltro è un’isola beata, non sta più in piedi. In
questa isola beata è arrivato l'edonismo che distrugge le nostre
famiglie, è arrivata la droga, è arrivato tutto un modo di sentire e
di vivere la vita che ha scosso profondamente le radici
della nostra cultura di popolo cristiano. Per questo io mi aspetto che
l'insperato e realissimo incontro con il Papa Benedetto XVI conforti
questo nostro cammino per recuperare le radici della nostra tradizione
cristiana.
Non pensiate che non possa succedere anche qui;
non pensiate che nel corso magari di una generazione, o anche
meno, non possa accadere che dei cristiani del Montefeltro,
che vanno in Chiesa per pregare, non tornino più a casa. Questo non
per alimentare allarmismi ma per la consapevolezza del livello a cui
è arrivato questo scontro epocale fra Cristo, fra il cristianesimo e
coloro che vogliono distruggerlo. Noi abbiamo questa coscienza e per
questo chiediamo al Signore che ci dia la forza; Don Abbondio ha
detto al suo Cardinale “ il coraggio uno non se lo può
dare”, il suo grande Cardinale gli ha risposto “uno non se lo può
dare ma lo può chiedere” .
Cominciamo a chiedere al Signore Iddio, per
intercessione della Madonna delle Grazie, il dono di un coraggio che
ci faccia essere testimoni limpidi della fede in Cristo di fronte a
questo mondo che è lontano ovunque; che anche quando sembra
vicino sostanzialmente è lontano dal Signore. Ci dia questa forza, ci
riduca se è possibile le fatiche, ma soprattutto ci faccia radicare
nella sua presenza piena di letizia e di sacrificio”.
+Luigi
Negri
Vescovo di San Marino-Montefeltro
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