image004.jpg (34527 byte)
ZI10110209 - 02/11/2010
Permalink: http://www.zenit.org/article-24357?l=italian

Dopo l'attentato a Baghdad, il Papa chiede pace per il Medio Oriente


Muoiono almeno 42 ostaggi, tra cui 5 donne, 7 bambini e 2 sacerdoti

di Jesús Colina


CITTA' DEL VATICANO, martedì, 2 novembre 2010 (ZENIT.org).- Di fronte al sanguinoso attacco avvenuto questa domenica pomeriggio nella Cattedrale siro-cattolica di Baghdad, Benedetto XVI ha lanciato un accorato appello alla pace in Medio Oriente e ha chiesto il coinvolgimento delle istituzioni nazionali e internazionali.

Nel primo incontro pubblico con i fedeli, il Papa ha levato la propria voce per chiedere che “tutti uniscano le loro forze affinché termini ogni violenza”.

Secondo un responsabile del Ministero dell'Interno iracheno, che ha voluto mantenere l'anonimato, il bilancio dell'attentato contro la Cattedrale è di “42 ostaggi assassinati, tra cui 5 donne e 7 bambini, e 56 feriti, di cui 10 donne e 8 bambini”.

Nell'assalto delle forze di sicurezza per liberare gli ostaggi, ha precisato la stessa fonte, “7 membri dei servizi di sicurezza sono morti, e altri 15 sono rimasti feriti”.

L'attacco è stato rivendicato su Internet dal gruppo terroristico “Stato islamico in Iraq”, che fa parte della rete di Al Qaeda. Secondo alcune fonti, 5 terroristi sono morti nell'assalto, e 8 sospetti sono stati arrestati.

Rivolgendosi a mezzogiorno ai fedeli riuniti in Piazza San Pietro nella solennità di Tutti i Santi, Benedetto XVI ha detto di pregare “per le vittime di questa assurda violenza, tanto più feroce in quanto ha colpito persone inermi, raccolte nella casa di Dio, che è casa di amore e di riconciliazione”.

Il Pontefice ha anche espresso la sua “affettuosa vicinanza alla comunità cristiana, nuovamente colpita”, e ha incoraggiato “pastori e fedeli tutti ad essere forti e saldi nella speranza”.

“Davanti agli efferati episodi di violenza, che continuano a dilaniare le popolazioni del Medio Oriente, vorrei infine rinnovare il mio accorato appello per la pace: essa è dono di Dio, ma è anche il risultato degli sforzi degli uomini di buona volontà, delle istituzioni nazionali e internazionali”, ha sottolineato.

02/11/2010 

Diocesi di San Marino-Montefeltro

MESSAGGIO DI MONS. LUIGI NEGRI PER L’ECCIDIO DI 37 CRISTIANI MASSACRATI ALL’INTERNO DI UNA CHIESA DI BAGHDAD

“Senza nessuna esitazione ed incertezza, fruendo dell’autorevolezza che viene ad un Vescovo della Chiesa particolare ma che vive il sentimento profondo della Chiesa universale, io mi sento di ascrivere  alla moltitudine dei Santi questi  37 nostri fratelli, fra i quali due sacerdoti, che sono stati massacrati all'interno di una chiesa cattolica in Iraq per un atto di terrorismo  il cui bilancio provvisorio però, secondo una prima stima, fa salire a 50 il numero complessivo delle vittime e ad oltre 80 quello dei feriti.

Si vede chiaro ogni giorno che passa, in barba a tutti gli irenismi e a tutte le ricerche delle moderazioni, che il terrorismo internazionale ha un obiettivo esplicito: la conquista islamica del mondo e, all'interno di questo obiettivo che certamente sarà a più lunga scadenza, un obiettivo più immediato cioè la distruzione del cristianesimo in Terra Santa, nel Medio Oriente e poi, più o meno, in tutti i paesi anche di antica tradizione cristiana.

Sono martiri, noi li pensiamo così; sono martiri che hanno offerto la loro vita quasi senza saperlo, senza aspettarselo, senza deciderlo,  una sorta di nuovi santi innocenti che erano in Chiesa per pregare e non sono più tornati a casa. Io mi auguro che la Santa Chiesa Cattolica non abbia tergiversazioni o incertezze, che abbia il coraggio di indicare in questo un evento assolutamente straordinario di martirio ricevuto da coloro che, ripeto, hanno nel fondo del cuore l’ intendimento di eliminare la vita cristiana, la presenza di Cristo e della Chiesa nel mondo.

Non è perché è successo in Iran che noi possiamo stare tranquilli; la teoria che ogni tanto mi viene proposta che il Montefeltro è un’isola beata, non sta più in piedi.  In questa isola beata è arrivato l'edonismo che distrugge le nostre famiglie, è arrivata la droga, è arrivato tutto un modo di sentire e di vivere la  vita che ha scosso profondamente  le radici della nostra cultura di popolo cristiano. Per questo io mi aspetto che l'insperato e realissimo incontro con il Papa Benedetto XVI conforti  questo nostro cammino per recuperare le radici della nostra tradizione cristiana.

Non pensiate che non possa  succedere anche qui;  non pensiate che nel corso magari di una generazione, o anche meno, non possa  accadere  che dei cristiani del Montefeltro, che vanno in Chiesa per pregare, non tornino più a casa. Questo non per alimentare allarmismi ma per la consapevolezza del livello a cui è arrivato questo scontro epocale fra Cristo, fra il cristianesimo e coloro che vogliono distruggerlo. Noi abbiamo questa coscienza e per questo chiediamo al Signore che ci dia la forza;  Don Abbondio ha detto al suo Cardinale “ il coraggio uno non  se lo  può dare”, il suo grande Cardinale gli ha risposto “uno non se lo può dare ma lo può chiedere” .

Cominciamo a chiedere   al Signore Iddio, per intercessione della Madonna delle Grazie, il dono di un coraggio che ci faccia essere testimoni limpidi della fede in Cristo di fronte a questo mondo che è lontano ovunque; che  anche quando sembra vicino sostanzialmente è lontano dal Signore. Ci dia questa forza, ci riduca se è possibile le fatiche, ma soprattutto ci faccia radicare nella sua presenza piena di letizia e di sacrificio”.                                                              +Luigi Negri

                                 Vescovo di San Marino-Montefeltro