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In Belgio: eccesso di zelo o vergognosa arroganza del potere? di Salina collaboratore della Nunziatura Apostolica presso l’UE con sede a Bruxelles

ZI10062712 - 27/06/2010
Permalink: http://www.zenit.org/article-23005?l=italian

Solidarietà del Papa dopo le perquisizioni della polizia belga

Durante le indagini su presunti abusi sessuali commessi da membri della Chiesa

ROMA, domenica, 27 giugno 2010 (ZENIT.org).- Benedetto XVI ha inviato questa domenica un messaggio di solidarietà a mons. André-Joseph Léonard, Arcivescovo di Malines-Bruxelles e Presidente della Conferenza Episcopale del Belgio, in seguito alle perquisizioni compiute il 24 giugno nella Cattedrale di Malines e nella sede dell’arcivescovado dalla polizia belga nell'ambito dell'inchiesta sui casi di pedofilia da parte del clero.

Nel messaggio il Papa ha espresso a tutti i Vescovi del Belgio “particolare vicinanza e solidarietà [...] per le sorprendenti e deplorevoli modalità con cui sono state condotte le perquisizioni nella Cattedrale di Malines e nella Sede dove era riunito l’Episcopato belga in una Sessione plenaria”.

Il Pontefice ha poi ricordato che, tra l'altro, l'incontro interrotto “avrebbe dovuto trattare anche aspetti legati all’abuso di minori da parte di Membri del Clero”.

“Più volte – ha aggermato – io stesso ho ribadito che tali gravi fatti vanno trattati dall’ordinamento civile e da quello canonico, nel rispetto della reciproca specificità e autonomia”.

“In tal senso, auspico che la giustizia faccia il suo corso, a garanzia dei diritti fondamentali delle persone e delle istituzioni, nel rispetto delle vittime, nel riconoscimento senza pregiudiziali di quanti si impegnano a collaborare con essa e nel rifiuto di tutto quanto oscura i nobili compiti ad essa assegnati”.

Benedetto XVI ha poi concluso il messaggio assicurando di accompagnare “quotidianamente con la preghiera il cammino di codesta Chiesa” in Belgio, inviando la sua “affettuosa Benedizione Apostolica” all'Arcivescovo Léonard.

Nei giorni scorsi, appena diffusa la notizia la Segreteria di Stato della Santa Sede aveva espresso “vivo stupore" per il modo in cui le autorità giudiziarie del Belgio avevano effettuato le perquisizioni denunciando la profanazione delle tombe di due precedenti Arcivescovi di Malines-Bruxelles custodite nella Cattedrale cittadina.

ZI10062810 - 28/06/2010
Permalink: http://www.zenit.org/article-23016?l=italian

Il Papa: un Cardinale non ne può accusare pubblicamente un altro


Ricevendo il Cardinale Schönborn in Vaticano


CITTA' DEL VATICANO, lunedì, 28 giugno 2010 (ZENIT.org).- Nella Chiesa, solo il Papa ha la competenza per accusare un Cardinale. Lo afferma la Santa Sede in un comunicato reso pubblico al termine dell'udienza concessa questo lunedì da Benedetto XVI al Cardinale Christoph Schönborn, Arcivescovo di Vienna.

L'incontro voleva chiarire la polemica provocata da alcune dichiarazioni recenti del porporato a proposito del caso del suo predecessore, il defunto Cardinale Hans Hermann Groër, che si dimise nel 1995 quando venne accusato di abusi sessuali da un ex seminarista, minorenne all'epoca dei fatti.

Il Cardinale Schonbörn, in alcune dichiarazioni a un gruppo di giornalisti concesse il 28 aprile e publicate il giorno dopo, aveva fatto intendere che il Cardinale Angelo Sodano, Segretario di Stato con Giovanni Paolo II, avrebbe impedito l'istituzione di una commissione d'inchiesta sul Cardinale Groër per “ragioni diplomatiche”.

Benedeto XVI ha ricevuto all'inizio da solo il Cardinale Schönborn, suo ex alunno, per parlare della questione. In seguito si sono uniti all'incontro i Cardinali Sodano, decano del Collegio Cardinalizio, e Tarcisio Bertone, Segretario di Stato.

In primo luogo, è stato ricordato che “nella Chiesa, quando si tratta di accuse contro un Cardinale, la competenza spetta unicamente al Papa; le altre istanze possono avere una funzione di consulenza, sempre con il dovuto rispetto per le persone”.

Secondo il comunicato, nella seconda parte della riunione “sono stati chiariti e risolti alcuni equivoci molto diffusi e in parte derivati da alcune espressioni del Cardinale Christoph Schönborn, il quale esprime il suo dispiacere per le interpretazioni date”.

In concreto, la discussione ha affrontato la polemica provocata dall'uso della parola “chiacchiericcio” da parte del Cardinal Sodano nel discorso pasquale a Papa Benedetto XVI.

La parola utilizzata “è stata interpretata erroneamente come una mancanza di rispetto per le vittime degli abusi sessuali, per le quali il Cardinale Angelo Sodano nutre gli stessi sentimenti di compassione e di condanna del male”, afferma il comunicato.

Nei colloqui è stato affrontato anche il tema di certe dichiarazioni dell'Arcivescovo di Vienna sulla questione del celibato sacerdotale.

La nota vaticana afferma che il Cardinale Schönborn “ha voluto chiarire il senso esatto di sue recenti dichiarazioni circa alcuni aspetti dell’attuale disciplina ecclesiastica”.

Al termine della riunione, il Papa, ricordando “con grande affetto” la sua visita pastorale in Austria, nel settembre 2007, ha voluto inviare “il suo saluto ed incoraggiamento” alla Chiesa nel Paese, augurandole “una rinnovata comunione ecclesiale”.

ZI10062514 - 25/06/2010
Permalink: http://www.zenit.org/article-22990?l=italian

Indignazione della Santa Sede per la perquisizione dell'episcopato belga

Sono state profanate due tombe della cripta della Cattedrale

di Patricia Navas

BRUXELLES, venerdì, 25 giugno 2010 (ZENIT.org).- Il Segretario per i Rapporti con gli Stati della Santa Sede, l'Arcivescovo Dominique Mamberti, ha espresso all'ambasciatore del Belgio presso la Santa Sede, Charles Ghislain, il suo "vivo stupore" per il modo in cui le autorità giudiziarie del Belgio hanno effettuato alcune perquisizioni questo giovedì per indagare su presunti abusi sessuali commessi da membri della Chiesa.

Il presule ha anche espresso "il suo sdegno per il fatto che ci sia stata addirittura la violazione delle tombe degli Em.mi Cardinali Jozef-Ernest Van Roey e Léon-Joseph Suenens, defunti Arcivescovi di Malines-Bruxelles", segnala un comunicato della Segreteria di Stato pubblicato questo venerdì dalla Sala Stampa della Santa Sede.

La portavoce della Giustizia belga, Estelle Arpigny, ha rifiutato di confermare il fatto, anche se ha ammesso che le tombe sono state perforate. Non ha neanche voluto rilasciare commenti al riguardo.

"Allo sgomento per tali azioni, si aggiunge il rammarico per alcune infrazioni della confidenzialità, a cui hanno diritto proprio quelle vittime per le quali sono state condotte le perquisizioni", aggiunge il testo vaticano.

Alle 10.30 di questo giovedì, quando i Vescovi del Belgio erano riuniti nell'Arcivescovado di Malines-Bruxelles per celebrare la riunione mensile della Conferenza Episcopale, le autorità giudiziarie e le forze di polizia sono entrate nell'edificio.

"Hanno significato che ci sarebbe stata una perquisizione dell'Arcivescovado, in seguito a delle denunce per abuso sessuale nel territorio dell'Arcidiocesi", spiega un comunicato firmato dal portavoce della Conferenza Episcopale del Belgio.

"Non è stata data nessun'altra spiegazione, ma tutti i documenti ed i telefoni portatili sono stati confiscati ed è stato significato che nessuno poteva lasciare l'edificio. Questo stato di fatto è durato fino alle 19.30 circa", ha aggiunto.

I membri della Conferenza Episcopale e il personale dell'Arcivescovado sono stati interrogati.

"Non è stata un'esperienza piacevole, ma tutto si è svolto in modo corretto", ha indicato il portavoce dell'episcopato.

"I Vescovi hanno sempre detto di avere fiducia nella giustizia e nel suo lavoro - ha ricordato -. La presente perquisizione viene accolta con la stessa fiducia e perciò, per il momento, essi si astengono dal fare ulteriori commenti".

Ad ogni modo, l'episcopato di Bruxelles, insieme al professor Peter Adriaensses, presidente della commissione per il trattamento degli abusi sessuali nel contesto di una relazione pastorale, ha lamentato che durante un'altra perquisizione siano stati confiscati tutti i dossier di questa commissione.

"Questo va contro il diritto alla riservatezza di cui devono beneficiare le vittime che hanno scelto di indirizzarsi a questa commissione - afferma il comunicato del portavoce dei Vescovi -. Tale azione lede dunque gravemente il necessario ed eccellente lavoro di questa commissione".

Dal canto suo, la Segreteria di Stato ha approfittato di questa congiuntura per ribadire la sua "ferma condanna di ogni atto peccaminoso e criminale di abuso di minori da parte di membri della Chiesa",

Allo stesso modo, ha sottolineato "la necessità di riparare e di affrontare tali atti in modo conforme alle esigenze della giustizia ed agli insegnamenti del Vangelo".

"Degno del Codice da Vinci"

L'Arcivescovo metropolita di Malines-Bruxelles, monsignor André-Mutien Léonard, ha considerato il lavoro della Giustizia - pur esprimendo il proprio rispetto nei suoi confronti - "un po' esagerato nelle modalità della perquisizione".

"Qui in Belgio, il nostro sentimento è moderato dal fatto che qui la giustizia può fare una tale perquisizione, senza limiti".

"In Italia creerebbe uno scandalo il fatto di aver perquisito anche nella cripta della cattedrale, perforato delle tombe per trovarvi dei documenti segreti - ha aggiunto -. In Belgio invece non creerà tanto stupore".

In una conferenza stampa concessa a Bruxelles, monsignor Léonard ha affermato scherzando che la perquisizione "è stata degna del Codice da Vinci".

Nel suo incontro con la stampa, monsignor Léonard ha definito "ottima" la nomina a Vescovo di Bruges di monsignor Jozef De Kesel, finora Vescovo ausiliare di Malines-Bruxelles.

Il presule sostituisce monsignor Roger Joseph Vangheluwe, che in passato aveva abusato sessualmente di un giovane e la cui rinuncia è stata accettata dal Papa poco più di due mesi fa.

L'Arcivescovo di Malines-Bruxelles ha espresso la propria riconoscenza al Papa per la nomina, definendo monsignor De Kesel "un uomo molto capace" e sottolineando che "potrà dare nuova speranza e fiducia ai fedeli della Diocesi di Bruges".