image004.jpg (34527 byte)
16-1-2008
ZI08011604 - 16/01/2008
Permalink: http://www.zenit.org/article-13153?l=italian

Sul “Foglio”, lettera al Segretario ONU per la moratoria sull’aborto

ROMA, mercoledì, 16 gennaio 2008 (ZENIT.org).- Prosegue la campagna per la moratoria internazionale sull’aborto sottoscritta da diverse personalità del mondo scientifico, culturale e giuridico in Europa e negli Stati Uniti.

Martedì sul quotidiano “Il Foglio” è stata infatti pubblicata una lettera di Giuliano Ferrara indirizzata al Segretario generale dell'Organizzazione delle Nazioni Unite, Ban Ki-moon, contenente un appello in difesa della vita.

Nella missiva il Direttore de “Il Foglio” chiede una “moratoria delle politiche pubbliche che incentivano ogni forma di ingiustificato e selettivo asservimento dell'essere umano durante il suo sviluppo nel grembo materno mediante l'esercizio di un arbitrario potere di annichilimento, in violazione del diritto di nascere e del diritto alla maternità”.

Ferrara, ricordando che “l'articolo 3 della Dichiarazione universale afferma che 'ogni individuo ha diritto alla vita, alla libertà e alla sicurezza della propria persona'”, chiede “ai rappresentanti dei governi nazionali che si esprimano a favore e votino un emendamento significativo al testo della Dichiarazione: dopo la prima virgola, inserire 'dal concepimento fino alla morte naturale'”.

L’allarme lanciato dal giornalista italiano fa leva sui drammatici dati sulle interruzioni di gravidanza effettuate negli ultimi tre decenni in tutto il globo, che riferiscono di oltre un miliardo di aborti con una media annua di circa 50 milioni.

Il Direttore sottolinea che “anche in Occidente, l'aborto è diventato lo strumento di una nuova eugenetica che viola i diritti del nascituro e l'uguaglianza tra gli uomini, portando la diagnostica prenatale lontano dalla sua funzione di preparazione all' accoglienza e alla cura del nascituro e vicino al criterio del miglioramento della razza, distruggendo così gli ideali universalistici che sono all'origine della Dichiarazione universale del 1948”.

“L'aborto selettivo e la manipolazione selettiva in vitro - conclude Giuliano Ferrara - sono oggi la principale forma di discriminazione su base eugenetica, razziale e sessuale nei confronti della persona umana. Quella stessa persona umana che le Nazioni Unite tutelano all'articolo 6 della propria carta dei diritti”.