18/01/2012
MYANMAR
Yangon: centinaia di
sostenitori alla candidatura ufficiale di Aung San Suu Kyi
http://www.asianews.it/notizie-it/Yangon:-centinaia-di-sostenitori-alla-candidatura-ufficiale-di-Aung-San-Suu-Kyi-23723.html
Yangon (AsiaNews/Agenzie) – Questa mattina centinaia di
sostenitori hanno accompagnato Aung San Suu Kyi e assistito alle
operazioni di registrazione, che permetteranno alla leader
dell’opposizione di partecipare alle elezioni parlamentari
suppletive in programma il prossimo primo aprile. La Nobel per la
pace concorrerà per un seggio alla Camera, inserita nelle liste
della Lega nazionale per la democrazia (Nld) nel collegio elettorale
di Kawhmu, a sud-ovest di Yangon. Il voto si è reso necessario per
sostituire 48 seggi vacanti, rimasti liberi dopo che un gruppo di
deputati eletti nel novembre 2010 ha assunto un incarico a livello
ministeriale o governativo. Analisti ed esperti di politica birmana
spiegano che la Nld concorrerà per 40 seggi; le elezioni suppletive
sono un “test chiave” per valutare il peso dell’opposizione nel
quadro politico birmano e le credenziali riformiste del nuovo
governo, composto da civili ma pur sempre sostenuto dai militari, il
vero “potere forte” in Myanmar.
La cittadina di Kawhmu è di una delle aree più colpite dal passaggio
del ciclone Nargis nel maggio 2008, che ha seminato morte e
distruzione uccidendo almeno 138mila persone a Yangon e nella
regione del delta dell’Irrawaddy. Al momento della registrazione la
“Signora” non ha rilasciato dichiarazioni ufficiali, ma è stata
salutata da centinaia di persone in un capannello improvvisato
all’esterno degli uffici.
Per la prima volta la Nobel per la pace potrà partecipare a una
votazione: nel 1990 era agli arresti domiciliari, quando il suo
partito (Nld) ha ottenuto una schiacciante vittoria mai riconosciuta
dall’allora giunta militare al potere. Il movimento di opposizione
ha quindi boicottato le elezioni del novembre 2010, che hanno visto
l’affermazione del presidente Thein Sein – sostenuto dall’esercito –
e il passaggio a un governo civile.
Nell’ultimo anno la nuova amministrazione ha instaurato un rapporto
di dialogo con Aung San Suu Kyi e modificato la legge elettorale,
aprendo le porte alla Nld. La scorsa settimana l’esecutivo ha
raggiunto uno storico cessate il fuoco con i ribelli Karen, che da
60 anni lottano per una maggiore autonomia, mentre permangono
tensioni irrisolte con la minoranza etnica Kachin. Il 13 gennaio il
presidente Thein Sein ha inoltre emanato un provvedimento di
amnistia, che ha portato alla liberazione di circa 300 detenuti
politici fra cui figure di primissimo piano: il monaco Ashin Gambira,
leader della Rivoluzione zafferano del settembre 2007 e uno dei capi
di 88 Generation Student Min Ko Naing.
Il Myanmar resta tuttora sottoposto a sanzioni economico-commerciali
da parte degli Stati Uniti, Canada e Unione europea. Fra le maggiori
potenze economiche solo Cina, India e Corea del Sud hanno promosso
investimenti nel Paese. Tuttavia, molti leader del blocco
occidentale hanno accolto con favore i progressi democratici
promossi dal governo e non è escluso che vi potranno essere – a
breve – incentivi a livello politico (Washington pare intenzionata a
ristabilire piene relazioni diplomatiche) e contributi a livello
commerciale.
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