14/11/2011
MYANMARIl governo birmano libera altri detenuti politici. Aung San
Suu Kyi pronta al voto
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Yangon (AsiaNews) – Il governo birmano ha emanato un nuovo decreto
di amnistia, che riguarderà anche una parte dei detenuti politici
rinchiusi nelle carceri del Myanmar. La conferma arriva da alti
funzionari e segue di poche settimane un provvedimento analogo che,
nell’ottobre scorso, ha portato al rilascio di oltre 6mila
prigionieri, di cui 200 circa in cella “per reati di opinione”. A un
anno dalla liberazione – avvenuta il 13 novembre 2010 – la leader
democratica Aung San Suu Kyi ha inoltre annunciato la probabile
partecipazione al voto in programma nei prossimi mesi (anche se non
si conosce la data esatta), per completare la formazione dei due
rami del Parlamento birmano in cui restano tuttora vacanti una
quarantina di seggi.
Un esponente del governativo, in condizioni di anonimato, ha
confermato all’Afp che “lunedì [14 novembre, ndr] verranno liberati
alcuni detenuti”; un secondo funzionario ha aggiunto che tra questi
vi sono “prigionieri per reati di opinione”, rinchiusi nel "carcere
alla periferia di Yangon". Il rilascio di tutti i detenuti è una
delle condizioni poste dal blocco occidentale, formato da Stati
Uniti e Unione europea, per la rimozione delle sanzioni economiche e
commerciali. Organizzazioni per i diritti umani affermano che ancora
oggi vi sono “almeno 1600” detenuti politici in Myanmar; secondo i
giornali governativi, invece, il numero reale sarebbe “attorno ai
500”.
Intanto la leader della Lega nazionale per la democrazia (Nld) Aung
San Suu Kyi ha confermato il proposito di partecipare alla tornata
suppletiva delle elezioni, per la formazione dei due rami del
Parlamento birmano.Al momento vi sono ancora 40 posti vacanti e il
governo ha annunciato “per il prossimo futuro”, anche se non vi è
una data ufficiale, l’intenzione di richiamare il Paese alle urne.
La Nld ha boicottato il voto – definito una “farsa” dalla comunità
internazionale – del novembre 2010, che ha portato alla nascita di
un governo “civile” dopo decenni di regime militare. Il 19 novembre
il comitato centrale della Nld si riunirà per decidere se rientrare
a pieno titolo, con la conseguente registrazione, nel panorama
politico e istituzionale del Myanmar.
Nyan Win, portavoce del movimento democratico, sottolinea che “con
molta probabilità la Nld procederà con la registrazione” e Aung San
Suu Kyi, tornata libera il 13 novembre 2010, dopo aver trascorso 15
degli ultimi 21 anni agli arresti domiciliari, “prenderà parte alla
seconda tornata elettorale”. E proprio oggi la Nobel per la pace ha
tenuto una conferenza stampa davanti a un centinaio di giornalisti,
in cui ha confermato i "passi positivi" intrapresi dall'esecutivo
nel cammino di democratizzazione del Paese. "Guardando indietro
all'ultimo anno - ha aggiunto la "Signora" - posso dire che è stato
ricco di eventi, vitale e, in qualche modo, incoraggiante".
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