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27/12/2008  INDIA
Nell’Orissa un pacifico Natale “blindato”
http://www.asianews.it/index.php?l=it&art=14089&size=A

Sotto ingenti misure di sicurezza, si sono svolte senza incidenti le celebrazioni di Natale, dopo mesi di violenze anticristiane. Nel 2007 ci fu un vero Natale di martirio. Ma migliaia di cristiani hanno festeggiato Cristo nei campi profughi.

Bhubaneswar (AsiaNews/Agenzie) – Sotto strette misure di sicurezza, i cristiani hanno celebrato “senza problemi” la Messa di mezzanotte nel distretto di Kandhamal e nell’intera Orissa, dopo le gravi violenze anticristiane degli estremisti indù che da agosto hanno causato almeno 38 morti e migliaia di fuggitivi. Mons. Raphael Cheenath, arcivescovo di Cuttack e Bhubaneswar, dice che “non è giunta notizia di problemi. Abbiamo tenuto la messa di Natale con preghiere e canti”. Nella zona c’è da giorni uno stretto controllo di polizia con l’impiego persino di elicotteri, per evitare qualsiasi incidente, dopo la vera caccia al cristiano scatenata da estremisti indù nel Natale 2007, quando non ci fu un tempestivo intervento della polizia. In molte zone gruppi indù si sono uniti ai cristiani per i riti. Ma grandi celebrazioni ci sono state soprattutto nei circa 10 campi del governo dove da mesi vivono almeno 10mila profughi, che non tornano a casa per paura di altre violenze. 

Nel Kandhamal circa l’80% dei cristiani sono fuggiti via e molte chiese sono rimaste quasi vuote. Nei campi la vita è difficile, spesso manca persino il necessario. 

 
Orissa, un bilancio dopo 3 mesi di violenze contro i cristiani
 
 

Sono 118 i morti accertati, ma si teme siano almeno 500, con molti corpi nascosti o cremati. Oltre 54mila sfollati. Le violenze continuano, anche se con minor frequenza, anche per l’impunità goduta dagli assalitori.

New Delhi (AsiaNews) – Almeno 118 cristiani assassinati e oltre 10mila (soprattutto Dalit e tribali) costretti a vivere in campi profughi senza poter tornare alle case – spesso distrutte - per timore degli estremisti indù, anche se altre fonti parlano di circa 500 morti con molti corpi occultati o cremati. L’All India Christian Council (Aicc) ricorda i dati di 3 mesi di martirio dei cristiani nell’Orissa.

L’Aicc parla di violenze gravi e distruzioni in 315 villaggi, 4.640 case di cristiani bruciate, 54mila sfollati, 6 pastori e un sacerdote cattolico uccisi, altri 10 feriti gravemente, 18mila cristiani feriti, 2 donne violentate tra cui una suora, 149 chiese distrutte e 13 scuole e istituti danneggiati.

Nei campi profughi manca di tutto, gli sfollati non possono trovare lavoro, i bambini perdono la scuola.