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09/10/2009 
PAKISTAN
Leader musulmano: governo ostaggio degli estremisti, non abolirà la legge sulla blasfemia
di Fareed Khan
http://www.asianews.it/index.php?l=it&art=16540&size=A
 

Lahore (AsiaNews) – Il partito di governo Pakistan People’s Party (Ppp) è “debole” e non è in grado di “abolire la legge sulla blasfemia”. È quanto afferma ad AsiaNews Irfan Mufti, direttore di South-Asian Partnership Pakistan (SAP-PK), secondo il quale manca nel Paese “la volontà politica” di rigettare una “legge controversa”. Intanto mons. 

Lawrence John Saldanha, presidente della Commissione nazionale di giustizia e pace (Ncjp), ha inviato una lettera personale di ringraziamento ai parlamentari che hanno proposto l’abolizione della norma nella seduta dell’8 ottobre scorso.

 
Irfan Mufti, di fede musulmana “chiede la cancellazione completa della legge sulla blasfemia”, perché “va contro le persone e l’armonia sociale”.
 
A due mesi di distanza dagli incidenti di Gojra, in cui sono morti sette cristiani, non vi sono segnali che verrà garantita giustizia per le vittime. 

Mons. Lawrence John Saldanha è “preoccupato” perché teme che anche in questo caso – come avvenuto più volte in passato – gli assalitori rimarranno impuniti. Il prelato ha voluto però ringraziare i parlamentari musulmani che, nei giorni scorsi, hanno chiesto l’abolizione della norma.

 
I cristiani nella morsa del disegno egemonico fondamentalista di Luca e Paolo Tanduo (una lettera è stata pubblicata su Avvenire ad Agosto)
VATICANO-PAKISTAN
Zardari si impegna col Papa a superare le discriminazioni a causa della religione

http://www.asianews.it/index.php?l=it&art=16475&geo=38&size=A
 
Superare ogni forma di discriminazione basata sulla religione. E’ “la necessità” emersa dagli incontri che il presidente del Pakistan, Asif Ali Zardari, ha avuto oggi a Castel Gandolfo con Benedetto XVI ed il cardnale segretario di Stato, Tarcisio Bertone, che era accompagnato dal segretario per i rapporti con gli Stati, mons. Dominique Mamberti. Fa eco a queste affermazioni la notizia, che giunge da Islamabad, che le organizzazioni cristiane del Pakistan hanno indetto per il 24 ottobre una conferenza nazionale per chiedere l'abolizione della legge sulla blasfemia.
 
La Commissione nazionale per la giustizia e la pace della Chiesa cattolica (NCJP) afferma che "la comunità cristiana del Paese continua a vivere nella paura e nell'insicurezza" e cita i casi più recenti di abuso della legge sottolineando che le autorità portano avanti le indagini senza decisione e senza risultati.
09/10/2009 
PAKISTAN
Peshawar, autobomba al mercato: 46 morti e oltre 100 feriti
http://www.asianews.it/index.php?l=it&art=16548&size=A

Islamabad (AsiaNews/Agenzie) – È di almeno 46 morti e più di 100 feriti il bilancio – ancora provvisorio – di un attacco bomba avvenuto oggi a Peshawar, a nord-ovest del Pakistan. Funzionari locali riferiscono di un veicolo imbottito di esplosivo, fatto esplodere in un’area affollata nei pressi del mercato di Khyber. Secondo le prime ricostruzioni si tratterebbe di un attentato suicida, l’ultimo di una serie di attacchi che nelle ultime settimane hanno insanguinato la regione.

Analisti internazionali spiegano che gli attentati sono una risposta alla probabile offensiva dell’esercito pakistano nel Sud Waziristan, il cuore della lotta fondamentalista del Paese. Essi stanno a indicare anche il cambiamento della strategia degli estremisti: invece di portare attacchi spettacolari contro la polizia, i militari e obiettivi occidentali – come avvenuto nel caso dell’hotel Marriot a Islamabad, poco più di un anno fa – i terroristi mirano a scatenare il panico generale con attacchi di minore intensità.

Nell’attentato di oggi il terrorista ha utilizzato meno di 50 kg di esplosivo, al quale ha unito frammento e proiettili per creare il maggior danno possibile in un’area affollata al momento dell’esplosione. Shafqat Malik, ufficiale di polizia a Peshawar, riferisce alla Bbc che il kamikaze “si è fatto saltare in aria quando il veicolo ha affiancato un bus che, in quel momento, stava attraversando il mercato”.

South Waziristan: continua l’offensiva dell’esercito contro i talebani, decine di morti
http://www.asianews.it/index.php?l=it&art=16619&size=A
 
Islamabad (AsiaNews/Agenzie) – Continua l’offensiva dell’esercito pakistano contro le roccaforti dei talebani e di al Qaeda nel South Waziristan, iniziata il 17 ottobre scorso. I militari hanno allestito cinque campi base nelle regioni montane al confine con l’Afghanistan, nel tentativo di isolare i fondamentalisti. Fonti militari parlano di 60 morti fra i talebani e cinque soldati dell’esercito uccisi; le cifre non trovano conferme indipendenti perché i giornalisti pakistani e stranieri non hanno accesso all’area, ma alcuni residenti riferiscono di “decine di morti”.
 
Nel fine settimana almeno 20 mila civili sono scappati verso la città di Dera Ismail Khan, per sfuggire al conflitto. I combattimenti sono continuati per tutta la notte in diverse zone del South Wazirisian; l’esercito pare aver rallentato l’avanzata nel cuore della regione, nel tentativo di consolidare le posizioni conquistate in attesa di una nuovo e più potente attacco.
 

Swat: i cattolici pregano per la pace, il Paese affronta un esodo biblico
http://www.asianews.it/index.php?l=it&art=15259

A Luglio Islamabad ha lanciato una "offensiva finale" contro le milizie fondamentaliste nella valle di Swat, colpevoli di aver violato l’accordo di pace che prevedeva l’introduzione della Sahria in cambio del cessate il fuoco. Forti della legge islamica, negli ultimi mesi gli estremisti hanno perpetrato una violenta campagna di persecuzione contro le minoranze, eseguito omicidi sommari e fatto esplodere scuole e istituti femminili.
 
Il Pakistan deve affrontare l’esodo di massa più grande dal 1947, anno della sua fondazione. L’agenzia Onu per i rifugiati riferisce che più di 834mila civili hanno lasciato la valle di Swat per sfuggire alle violenze. Se il conflitto continuerà a lungo, il numero dei profughi potrebbe toccare quota 1,5 milioni. Il programma di aiuto agli sfollati sfiorerà i 5 miliardi di dollari e potrà durare anche cinque anni. Fra le persone in fuga vi sono anche 60 famiglie cristiane, sfuggite alle persecuzioni dei fondamentalisti in seguito all’introduzione della legge islamica. Esse hanno trovato rifugio in centro di assistenza allestito a Rasalpur vicino a Peshawar, capoluogo della provincia di frontiera nord-occidentale (Nwfp).