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02/03/2011 PAKISTAN http://www.asianews.it/Ucciso-ministro-pakistano-che-ha-difeso-Asia-Bibi.html
ZI11030613 - 06/03/2011
Permalink: http://www.zenit.org/article-25828?l=italian
Il testamento spirituale del ministro cattolico Shahbaz Bhatti
“Io voglio servire Gesù”
ROMA, domenica, 6 marzo 2011 (ZENIT.org).- Riportiamo di seguito
un “testamento spirituale” di Shahbaz Bhatti, il ministro per le
minoranze religiose in Pakistan ucciso di recente in un agguato,
pubblicato in Italia nel libro “Cristiani in Pakistan. Nelle
prove la speranza” (Marcianum Press, Venezia).
* * *
Mi sono state proposte alte cariche al governo e mi è stato
chiesto di abbandonare la mia battaglia, ma io ho sempre rifiutato,
persino a rischio della mia stessa vita. La mia risposta è sempre
stata la stessa: «No, io voglio servire Gesù da uomo comune».
Questa devozione mi rende felice. Non voglio popolarità, non
voglio posizioni di potere. Voglio solo un posto ai piedi di Gesù.
Voglio che la mia vita, il mio carattere, le mie azioni parlino per
me e dicano che sto seguendo Gesù Cristo. Tale desiderio è così
forte in me che mi considererei privilegiato qualora – in questo
mio sforzo e in questa mia battaglia per aiutare i bisognosi, i
poveri, i cristiani perseguitati del Pakistan – Gesù volesse
accettare il sacrificio della mia vita. Voglio vivere per Cristo e
per Lui voglio morire. Non provo alcuna paura in questo paese.
Molte volte gli estremisti hanno cercato di uccidermi e di
imprigionarmi; mi hanno minacciato, perseguitato e hanno
terrorizzato la mia famiglia. Gli estremisti, qualche anno fa, hanno
persino chiesto ai miei genitori, a mia madre e mio padre, di
dissuadermi dal continuare la mia missione in aiuto dei cristiani e
dei bisognosi, altrimenti mi avrebbero perso. Ma mio padre mi ha
sempre incoraggiato. Io dico che, finché avrò vita, fino
all’ultimo respiro, continuerò a servire Gesù e questa povera,
sofferente umanità, i cristiani, i bisognosi, i poveri.
Voglio dirvi che trovo molta ispirazione nella Sacra Bibbia e
nella vita di Gesù Cristo. Più leggo il Nuovo e il Vecchio
Testamento, i versetti della Bibbia e la parola del Signore e più
si rinsaldano la mia forza e la mia determinazione. Quando rifletto
sul fatto che Gesù Cristo ha sacrificato tutto, che Dio ha mandato
il Suo stesso Figlio per la nostra redenzione e la nostra salvezza,
mi chiedo come possa io seguire il cammino del Calvario. Nostro
Signore ha detto: «Vieni con me, prendi la tua croce e seguimi». I
passi che più amo della Bibbia recitano: «Ho avuto fame e mi avete
dato da mangiare, ho avuto sete e mi avete dato da bere; ero
forestiero e mi avete ospitato, nudo e mi avete vestito, malato e mi
avete visitato, carcerato e siete venuti a trovarmi». Così, quando
vedo gente povera e bisognosa, penso che sotto le loro sembianze sia
Gesù a venirmi incontro.
Per cui cerco sempre d’essere d’aiuto, insieme ai miei
colleghi, di portare assistenza ai bisognosi, agli affamati, agli
assetati.
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Il Papa ricorda il sacrificio del ministro pakistano
di Andrea Tornielli 7-03-2011
http://www.labussolaquotidiana.it/il-papa-ricorda-il-sacrificio-del-ministro-pakistano.htm
Il Papa ha ricordato all’Angelus di domenica il sacrificio del
ministro pakistano Shahbaz Bhatti, ucciso lo scorso mercoledì dai
fondamentalisti islamici. Benedetto XVI, che aveva ricevuto Bhatti in
udienza nei mesi scorsi, ha auspicato che la sua morte risvegli nelle
coscienze l’impegno a tutelare la libertà religiosa. E ha parlato
anche della Libia sconvolta dagli scontri armati, assicurando la sua
vicinanza alla popolazione.
«Chiedo al Signore Gesù che il commovente sacrificio
della vita del ministro pakistano Shahbaz Bhatti svegli nelle coscienze
il coraggio e l’impegno a tutelare la libertà religiosa di tutti gli
uomini e, in tal modo, a promuovere la loro uguale dignità», ha detto
il Pontefice. «Il mio accorato pensiero – ha aggiunto Benedetto XVI -
si dirige poi alla Libia, dove i recenti scontri hanno provocato
numerose morti e una crescente crisi umanitaria. A tutte le vittime e a
coloro che si trovano in situazioni angosciose assicuro la mia preghiera
e la mia vicinanza, mentre invoco assistenza e soccorso per le
popolazioni colpite».
Prima del ricorso del ministro pakistano assassinato e della
situazione libica, Ratzinger aveva commentato il Vangelo della
domenica, nel quale è narrata la parabola delle due case, una costruita
sulla roccia e l’altra sulla sabbia: «In ogni epoca e in ogni luogo,
chi ha la grazia di conoscere Gesù, specialmente attraverso la lettura
del santo Vangelo, ne rimane affascinato, riconoscendo che nella sua
predicazione, nei suoi gesti, nella sua persona Egli ci rivela il vero
volto di Dio, e al tempo stesso rivela noi a noi stessi, ci fa sentire
la gioia di essere figli del Padre che è nei cieli, indicandoci la base
solida su cui edificare la nostra vita».
Spesso però, ha osservato il Papa, «l’uomo non costruisce il
suo agire, la sua esistenza, su questa identità, e preferisce
le sabbie delle ideologie, del potere, del successo e del denaro». Lo
fa, ha spiegato, «pensando di trovarvi stabilità e la risposta alla
insopprimibile domanda di felicità e di pienezza che porta nella
propria anima». «E noi – ha chiesto Benedetto XVI - su che cosa
vogliamo costruire la nostra vita? Chi può rispondere veramente
all’inquietudine del cuore umano? Cristo è la roccia della nostra
vita! Egli è la Parola eterna e definitiva che non fa temere ogni sorta
di avversità, ogni difficoltà, ogni disagio».
ZI11030211 - 02/03/2011
Permalink: http://www.zenit.org/article-25777?l=italian
Si tratta del ministro cattolico per le minoranze, Shahbaz Bhat
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