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29/01/2009
SRI LANKA
Vescovo e cristiani di Jaffna: sciopero della fame per gli sfollati di Vanni
http://www.asianews.it/index.php?l=it&art=14342&size=A
 
In dieci giorni i bombardamenti sui civili hanno causato oltre 400 morti e più di 1400 feriti. Il governo di Colombo minimizza le cifre. Un convoglio Onu riesce a raggiungere l’ospedale di Vavuniya e porta in salvo alcune centinaia di persone tra cui una cinquantina di bambini.
Da ieri, davanti alla cattedrale di St. Mary dove è iniziato lo sciopero della fame, diverse centinaia di persone protestano per “l’insopportabile tragedia umana” che si sta consumando “nel silenzio della comunità internazionale” e con l’indifferenza del governo, che minimizza sul coinvolgimento di civili e accusa le Tigri tamil di ogni violenza.
 
Secondo fonti locali, gli ultimi dieci giorni di scontri tra le forze governative e i ribelli del Liberation Tigers of Tamil Eelam (Ltte) hanno causato oltre 400 morti - 300 in un solo giorno di bombardamenti -  e più di 1400 feriti tra la popolazione civile della zona. Anche la Croce rossa internazionale (Icrc) e le Nazioni Unite parlano di diverse centinaia di morti e migliaia di feriti. Gotabaya Rajapaksa, segretario della difesa e fratello del presidente dello Sri Lanka, afferma che Onu e Icrc “non stanno mentendo, ma stanno esagerando [le cifre]”.
 
Dopo tre giorni ed un tentativo fallito, un convoglio delle Nazioni unite è riuscito a lasciare la città di Puthukkudiyiruppu, raggiungere l’ospedale di Vavuniya, oltre la linea del fronte, e prelevare alcune centinaia di feriti tra cui anche una cinquantina di bambini.
 
Allo sciopero della fame indetto per fermare l’emergenza umanitaria della comunità del nord dello Sri Lanka si aggiunge l’appello dei vescovi cattolici ed anglicani di tutto il Paese. La Commissione giustizia e pace di Jaffna (Cjpcd) ha inoltre redatto il memorandum “Stop the Human Tragedy in the Vanni!” inviato il 28 al Segretario generale dell’Onu, Ban Ki Moon, agli ambasciatori stranieri accreditati a Colombo e alle organizzazioni umanitarie presenti sull’isola.

 

02/01/2009 15:28
SRI LANKA
L’esercito conquista Kilinochchi, quartier generale delle Tigri Tamil
di Melani Manel Perera 
http://www.asianews.it/index.php?l=it&art=14128&geo=44&size=A

Il presidente Rajapaksa definisce il successo come una vittoria sul terrorismo mondiale. I ribelli del Ltte sono ora asserragliati nella giungla di Mullaitivu. Durante i primi festeggiamenti a Colombo un attacco suicida provoca la morte di tre persone e una trentina di feriti.

Colombo (AsiaNews) - “Poco fa le nostre coraggiose ed eroiche truppe hanno conquistate completamente Kilinochchi che era considerata il principale bastione del Ltte. Le nostre truppe hanno completamente preso il comando della fortezza del Ltte considerato dai nostri stessi leader e accettato internazionalmente come la più potente organizzazione terroristica al mondo”. Con queste parole il presidente srilankese, Mahinda Rajapaksa, ha annunciato, nel pomeriggio del 2 gennaio, la presa della città Kilinochchi, considerata come la capitale delle forze ribelli delle Tigri Tamil.

Nessun commento è giunto da parte delle Tigri Tamil che avevano eletto Killinochchi a centro operativo e futura capitale dello Stato da loro sognato. La perdita della città è un durissimo colpo per l’Ltte.

Il tenente generale Sarath Fonseka, comandante delle forze dell’esercito di Colombo (Sla), ha affermato che circa 1500 cellule del Ltte sono state sbaragliate negli ultimi due mesi mentre sono ancora in azione un numero di gruppi operativi stimabile tra le 1700 e le 1900 unità.

Il Paese celebra le vittorie sulle Tigri tamil, ma dimentica morti e profughi

di Melani Manel Perera 

L’esercito riconquista una postazione strategica da 15 anni in mano ai ribelli Tamil e prosegue nella sua avanzata nel nord dello Sri Lanka. Il presidente Rajapaksa ringrazia gli “eroici soldati” e ingiunge al Ltte di abbandonare le armi. Nessun riferimento alle migliaia di morti causati dalla guerra e alla situazione della popolazione. I cattolici affermano: “È vera vittoria quando c’è una pace permanente nel Paese, non semplicemente quando si conquista un territorio”.