29/08/2011
http://www.asianews.it/Erdogan-restituisce-le-proprietà-sequestrate-alle-minoranze-religiose.html

TURCHIA
Storica decisione: Erdogan restituisce le proprietà sequestrate alle minoranze religiose

Istanbul (AsiaNews) – Con un improvviso colpo di scena, il premier Tayip Erdogan ha deciso la restituzione di migliaia di proprietà alle Fondazioni religiose non musulmane, confiscate dal governo dopo il 1936.

Questa è la seconda sorpresa che Erdogan ha voluto riservare al vecchio establishment della repubblica turca, dopo la recente decapitazione dei vertici delle Forze armate e la restituzione del primato alla politica sui militari.

La pubblicazione del decreto-legge sulla restituzione delle proprietà è avvenuta ieri, poche ore prima del consueto Iftar [la cena-festa che si celebra alla fine del giorno di digiuno del Ramadan] che il rappresentante delle fondazioni religiose non musulmane, Lakis Vingas, ha organizzato ieri sera in onore del premier.

La pubblicazione del decreto legge è stato un vero e proprio “coup de theatre”: con esso si restituiscono tutte le proprietà alle fondazioni religiose che con vari sotterfugi l’amministrazione turca ha in passato sequestrato, dopo il censimento del 1936. Per fondazioni religiose non musulmane si intendono quelle riconosciute dai vari trattati internazionali firmati dalla repubblica turca dopo il 1923.

Il decreto viene pubblicato a pochi giorni dalla richiesta di Bartolomeo I di restituire le proprietà alle minoranze, perché ingiustamente usurpate. Proprio per esigere il ritorno di alcune proprietà della comunità greco-ortodossa, Bartolomeo I si era rivolta a diversi forum europei.
Il decreto prevede:

1) la restituzione delle proprietà come esse furono recensite e registrate nel 1936 e successivamente confiscate alle fondazioni religiose dalle varie amministrazioni della Turchia repubblicana;

2) la restituzione della gestione dei cimiteri appartenenti alle fondazioni non musulmane, che sono state impropriamente cedute ai vari comuni e municipi;

3) la restituzione degli immobili dai titoli di proprietà non definiti(come quelli dei monasteri e delle parrocchie), perché mai riconosciuti dalla Repubblica turca come enti giuridici.

4) Nel caso in cui suddette proprietà sono state in vario modo alienate o cedute dallo Stato turco a terzi , il Ministro delle Finanze della Repubblica turca stabilirà con i legittimi proprietari un congruo compenso.

Gli interessati sono invitati entro 12 mesi a presentare la relativa documentazione alla Direzione Generale delle Fondazioni.

Secondo un primo calcolo, il decreto prevede la restituzione di 1000 immobili ai cristiani greco-ortodossi;100 agli armeni; diversi ai cristiani caldei cattolici ed agli ebrei .

Per i cattolici latini non si prevede nulla in quanto non rientrano nei trattati di Losanna. Ma secondo osservatori, il passo del decreto fa ben sperare.

Il decreto ha suscitato reazioni tutte positive da parte dei rappresentanti delle minoranze. Il direttore delle fondazioni non musulmane l’ha definito “un passo di grande rilevanza e dai grandi contenuti storici”; il legale delle minoranze, dott.ssa Kezmpan, l ‘ha definito ¨una grande rivoluzione, dopo la liberazione dalla tutela dai militari”. Un altro avvocato, la dott.ssa Hatemi ha aggiunto che finalmente “si restituisce alla Chiesa il torto subito”.

All’Iftar di ieri, Erdogan ha dichiarato: “Sappiamo delle ingiustizie che vari gruppi religiosi hanno subito, a causa delle loro diversità… È finito il tempo in cui un nostro poteva essere oppresso a causa della sue religione, origine etnica o diverso modo di vivere cittadino”.


29/08/2011

http://www.asianews.it/Senato-pakistano:quattro-seggi-alle-minoranze-religiose.html

PAKISTAN

Senato pakistano: per la prima volta, quattro seggi alle minoranze religiose

Islamabad (AsiaNews/Agenzie) – Il Senato del Pakistan riserverà quattro seggi alle minoranze religiose. Nello specifico, verrà assegnato un posto a un rappresentante di ognuna delle quattro province in cui è suddiviso il Paese: Punjab, dove è presente il maggior numero di cristiani, Sindh, Baluchistan e Khyber Pakhtunkhwa. Per la prima volta nella storia della nazione, quindi, i non musulmani saranno rappresentanti all’interno della Camera alta del Parlamento. La legge varrà fin dalla prossima elezione dei senatori, in programma nel marzo 2012.

Per 38 anni le minoranze non hanno goduto di rappresentatività, ma la situazione cambierà grazie all’entrata in vigore della legge del 2010 sul 18mo Emendamento della Costituzione, voluto con forza dai non musulmani e con il sostegno di un ampio fronte all’interno del Partito popolare pakistano (Ppp), di maggioranza relativa nel Paese. Finora i seggi erano appannaggio di esperti di legge islamica, donne e tecnocrati.

Anjum James Paul, professore cristiano e presidente di Pakistan Minorities Teachers' Association (PMTA), ha inviato una lettera al presidente Asif Ali Zardari manifestando “gratitudine e ringraziamento” per la firma della legge. L’attivista e direttore dell’organizzazione Shadow ricorda inoltre “i nostri martiri” Benazhir Bhutto (ex premier e moglie di Zardari, assassinata nel 2007) e Shahbaz Bhatti, il ministro cattolico per le Minoranze, che “hanno sempre sostenuto la causa delle comunità emarginate” e “hanno dato la vita” per loro.