02/01/2012
IRAN
L’Iran lancia un nuovo
missile balistico: giochi di guerra a Ormuz
http://www.asianews.it/notizie-it/L’Iran-lancia-un-nuovo-missile-balistico:-giochi-di-guerra-a-Ormuz-23584.html
Teheran (AsiaNews/Agenzie) – In un test di prova, la Marina
iraniana ha lanciato oggi un missile a lungo raggio di nuova
fabbricazione, dotato di tecnologie “stealth”. Il missile, chiamato
“Ghader” (“Capace”, in farsi) è una versione migliorato di un’arma
già esistente, e ha un raggio balistico di 200 km, e può viaggiare a
bassa quota. L’ammiraglio Mahmoud Moussavi ha dichiarato che si
trattava del primo test operativo e che il missile “ha raggiunto e
colpito felicemente il bersaglio, e l’ha distrutto”; è costruito
interamente in Iran, anche se il disegno è di origine cinese. Il
Ghader è un missile ultramoderno, dotato di un radar di grande
precisione e di un sistema “intelligente” per non essere rilevato.
Altri missili verranno sperimentati oggi dalla Marina.
Il test missilistico avviene pochi giorni dopo che l’Iran ha
annunciato di aver sperimentato la sua prima barra di combustile
nucleare prodotta in maniera autonoma. La notizia è stata confermata
dall’Agenzia atomica iraniana con un comunicato posto sul suo sito
web. “Dopo aver compiuto controlli fisici, la barra è stata inserita
nel nucleo del reattore di ricerca di Teheran per studiare bene il
suo funzionamento” afferma il comunicato. Il mese scorso il ministro
degli Esteri iraniano Ali Akbar Salehi ha annunciato l’intenzione di
cominciare a usare a febbraio le barre prodotte in Iran. L’Iran è
stato colpito da una serie di sanzioni internazionali perché si tema
che possa utilizzare l’energia atomica per scopi bellici.
In risposta alla possibilità di un aggravamento delle sanzioni,
Teheran ha lanciato la minaccia di chiudere lo stretto di Ormuz, un
punto vitale per il passaggio delle petroliere; da lì passa il 40%
del flusso di petrolio mondiale. (29/12/2011
Cresce sempre di più la tensione con Teheran. Fino alla guerra?).
Il vice Ammiraglio Mohammad Reza Rahimi ha dichiarato qualche giorno
fa che “non una goccia di petrolio passerà per lo stretto di Ormuz”,
nel caso di nuove sanzioni. Gli Usa, con la loro Quinta flotta
stazionata in zona, hanno risposto che non tollereranno nessuna
chiusura. I test missilistici di questi giorni, secondo gli
analisti, rientrano in questo braccio di ferro militare e
diplomatico. Teheran vuole evitare nuove punizioni, e in particolare
teme che siano prese di mira le sue esportazioni di greggio. L’Iran
è il secondo maggior produttore dopo l’Arabia saudita, e dipende per
l’80% delle sue entrate dalla vendita del petrolio.
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