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| 03/10/2009 INDONESIA La comunità internazionale in aiuto alle vittime del terremoto a Sumatra http://www.asianews.it/index.php?l=it&art=16491&size=A I soccorritori lottano contro il tempo per recuperare i sopravvissuti ancora intrappolati sotto le macerie. A 40 ore dal sisma salvata una ragazza, sepolta dal crollo del college in cui studiava. Unione europea, Russia e Australia inviano generi di prima necessità e cibo per i superstiti, molti dei quali dormono per strada. Jakarta (AsiaNews/Agenzie) – A Sumatra sono arrivati i primi aiuti internazionali nelle zone colpite dal terremoto, dopo l’appello lanciato dal governo indonesiano. Due aerei australiani con personale medico ed esperti nelle operazioni di soccorso sono atterrati a Padang, la città più colpita dal sisma; dozzine di squadre di vigili del fuoco britannici sono attesi nel pomeriggio. Sul posto è già attiva una equipe svizzera con cani da soccorso, insieme a personale proveniente da Russia, Unione europea e Giappone. Il bilancio delle vittime del terremoto di magnitudo 7.6 che ha colpito una larga zona del Sumatra occidentale, il 30 settembre scorso, è di circa 1100 morti e 3mila dispersi, molti dei quali ancora intrappolati sotto le macerie. Fonti locali a Padang riferiscono di un fetore di cadaveri in decomposizione proveniente dagli edifici collassati, mentre i soccorritori lottano contro il tempo per recuperare eventuali sopravvissuti. Australia, Russia, Regno unito e Unione europea hanno inviato generi di prima necessità, medicine e squadre di soccorso. La priorità è assicurare cure mediche ai feriti. Il presidente indonesiano Susilo Bambang Yudhoyono ha ordinato la distribuzione immediata di 10 milioni di dollari Usa in aiuti; egli chiede “pazienza” alla popolazione e assicura che verranno intrapresi “tutti gli sforzi possibili” per recuperare i dispersi. In un quadro di morte e devastazione arrivano anche piccoli segnali di speranza, come il salvataggio di una giovane estratta viva dalle macerie del college in cui studiava, a 40 ore di distanza dal sisma. Ratna Kurniasari Virgo, 19 anni, ha riportato gravi ferite, ma è ancora viva e dovrebbe cavarsela. Ieri dalle rovine dell’Ambacan hotel è partito un sms con una richiesta di aiuto: i soccorritori ritengono che “vi sono ancora otto persone vive là sotto”, ma l’intervento è estremamente delicato: una manovra azzardata potrebbe causare il collasso completo dell’edificio e schiacciare quanti sono intrappolati fra le macerie. Intanto la Caritas indonesiana (Karina Indonesia) sta cercando le vie per affrontare il disastro. P. Augustine Mujihartono, responsabile della Karina locale, ha dichiarato ad AsiaNews che almeno il 50% di tutti gli edifici della provincia “hanno subito danni gravissimi” e che la “distruzione è vasta”. “La situazione delle vittime a Padang è molto critica, ma nel distretto di Pariaman è ancora peggio e ogni ora che passa diviene sempre più orribile”. Secondo il sacerdote, tutta la città e completamente rasa al suolo. Le autorità indonesiane pensano che sotto le macerie vi siano diverse migliaia di morti o feriti. Il distretto di Pariaman è abitato da 80 mila persone.
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30/09/2009 SAMOA Terremoto nelle Samoa http://www.asianews.it/index.php?l=it&art=16459&size=A Nelle Samoa le ondate hanno distrutto interi villaggi e il bilancio si avvicina a 100 morti. Tokyo (AsiaNews/Agenzie) – L’ufficio meteorologico del Giappone ha lanciato stamane un’allerta tsunami per tutta la sua costa est del Pacifico, dopo il terremoto e il maremoto nelle Samoa che ha fatto almeno 100 vittime. Il terremoto di magnitudo 8.3, e il conseguente tsunami, è avvenuto alle 7 del mattino (ora locale) a circa 196 km a sudovest di Apia, la capitale delle Samoa. Esso ha provocato una serie di ondate alte diversi metri.Ausegalia Mulipola, dell’ufficio emergenze delle Samoa occidentali, ha comunicato che “ci potrebbero essere fino a 100 morti”. La zona sud di Upolu, l’isola principale, è quella più colpita: “Vi sono notizie – aggiunge - di villaggi dove la maggior parte delle case sono state trascinate in mare… Alcune aree sono state distrutte e lo tsunami ha trascinato molta sabbia sulla riva, coprendo anche molti cadaveri. Abbiamo bisogno di macchine speciali per ricercare i corpi sepolti sotto la sabbia”. Il 26 dicembre del 2004 uno tsunami nell’Oceano Indiano ha ucciso 230 mila persone in 11 nazioni. |
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