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Milano,
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settembre 2009 Inaugurazione della mostra "FORTEZZE, BASTIONI E CANNONI": DISEGNI DEL CODICE ATLANTICO DI LEONARDO DA VINCI Santa Maria delle Grazie - Chiostro della Sacrestia del Bramante Biblioteca Ambrosiana - Nuova Sala delle Accademie Milano - 10 settembre 2009 Luca e Paolo
ecco il testo dell'intervento del Cardinale Signor Prefetto Gian Valerio Lombardi, Autorità cittadine, della Regione e dello Stato, Autorità militari e religiose, carissimi amici! Tra i tesori più prestigiosi dell'Ambrosiana c'è senz'altro il Codice Atlantico di Leonardo, entrato in Ambrosiana per un lascito della famiglia Arconati nel 1637. Da quella data il prezioso codice è sempre stato conservato in questa istituzione voluta dal mio predecessore Cardinale Federico Borromeo, com'egli scrisse: "per la pubblica utilità e per la maggior gloria di Dio". La Biblioteca, che ben presto ha incluso anche una Pinacoteca a partire dalla galleria personale dei quadri del grande Arcivescovo, ha custodito nei secoli la memoria e il segreto di questo grande capolavoro. Anche Napoleone Bonaparte si invaghì della sua bellezza e, sottraendolo all'Ambrosiana, lo fece trasferire a Parigi. Il Congresso di Vienna permise alla nostra istituzione di rientrarne in possesso. Certo, però, quest'opera, anche se appartiene alla Biblioteca Ambrosiana, è in assoluto un patrimonio dell'umanità. Vedo perciò con grande favore l'opera intrapresa dal Collegio dei Dottori con l'aiuto della Fondazione Cardinale Federico Borromeo di rendere accessibile questo capolavoro, portandolo alla conoscenza di tutti: esso si compone di 1.119 fogli, fittissimi di disegni, schizzi, appunti sparsi e brani letterari scaturiti dal genio vinciano, che amò definirsi: "Maestro Leonardo fiorentino in Milano". Il progetto espositivo che inauguriamo questa sera reca in sé qualcosa di grandioso! Fatti salvi i migliori criteri di conservazione e di esposizione, tutti da oggi sono invitati a contemplare questi fogli originali che di tre mesi in tre mesi permetteranno di scoprire progressivamente nella loro totalità i vari aspetti del genio di Leonardo, per sei anni consecutivi, fino al 2015. Apprezzo molto anche la volontà di avvicinare luoghi diversi della città, come la Basilica di Santa Maria delle Grazie e la Biblioteca Ambrosiana con la chiesa di San Sepolcro: questi edifici, oggi ammirati soprattutto per le espressioni dell'arte in essi custodite e raccolte, disegnano però idealmente una vera geografia delle fede milanese, ricordandoci il connubio inscindibile tra il genio umano e la bellezza divina che a buon diritto possiamo considerare tra le radici fondamentali del Rinascimento. Tali radici furono condivise anche da Leonardo e da Bramante. I due artisti infatti, partecipi di una stessa confraternita di preghiera, condividevano non solo il genio creativo e l'origine toscana, ma anche il medesimo radicamento nella fede cristiana. Proprio a pochi metri dall'Ambrosiana si trova la chiesa di San Satiro, dove il Bramante lasciò una testimonianza indelebile del suo genio, capace di creare inusitate prospettive architettoniche; mentre nel medesimo complesso che oggi ci ospita si trova il tempio crociato di cui Leonardo ci ha offerto schizzi famosissimi. D'altra parte anche presso il complesso monumentale di santa Maria delle Grazie si trovano insieme architetture bramantesche e l'Ultima Cena per antonomasia, quella di Leonardo. Esporre nella Sacrestia del Bramante e qui all'Ambrosiana i disegni del Codice Atlantico significa così ricongiungere due personalità eccezionali capaci di ricollocare nella giusta considerazione la ricchezza rinascimentale di Milano, città d'arte e di fede. Concludo plaudendo alle numerose sinergie messe in atto per avviare un simile progetto espositivo: la Biblioteca Ambrosiana con la Fondazione Cardinale Federico Borromeo esprime in questo momento la volontà risoluta della Chiesa milanese di promuovere e consolidare un proficuo dialogo con i migliori dinamismi espressi dalle istituzioni civiche e dalle realtà produttive ed economiche più rappresentative del tessuto metropolitano. Desidero ora esprimere un auspicio, un augurio. Voglio esprimerlo come vescovo, con una attenzione particolare alla dimensione spirituale che un evento come quello che oggi andiamo a inaugurare racchiude in sé. E mi ricollego a una delle intuizioni che sorresse il mio grande predecessore Federico Borromeo nell'atto stesso di istituire la Biblioteca e la Pinacoteca Ambrosiana come strumento originale di una autentica strategia di carattere pastorale. Infatti la mostra che oggi inauguriamo, prima di una lunga serie di mostre leonardesche, ci fa incontrare con un grande genio della scienza e dell'arte, un grande cultore quindi del "vero" e del "bello". Ma già Federico Borromeo ci aveva insegnato, fondando l'Ambrosiana, che il culto del vero e del bello è finalizzato a coltivare anche il bene; che arte e scienza, se rettamente coltivate con spirito umanistico, convergono nel costruire il bene della persona umana e dell'intera società. Ecco dunque il mio augurio: che queste mostre leonardesche vedano grande afflusso di visitatori, di studiosi, di cultori del vero e del bello; ma che tutti costoro possano uscire dall'incontro con Leonardo e, tramite l'Ambrosiana, dall'incontro con il cardinal Federico, rinnovati nello spirito, arricchiti culturalmente e umanamente, e quindi maggiormente disponibili ad aprirsi con più viva sensibilità alle grandi e fondamentali domande che orientano il cuore, la mente e la volontà di ogni persona umana verso i valori assoluti del vero, del bello e del bene, verso quella pienezza di verità, di bellezza e di bontà che è Dio stesso. + Dionigi card. Tettamanzi Arcivescovo di Milano
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