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05/11/2008 09:26
ASIA – USA
I governi dell’Asia applaudono a Barack Obama, primo presidente nero degli Stati Uniti

Negli Usa si sottolinea “il cambiamento” avvenuto con questo primo presidente afro-americano. Ma nei messaggi dal mondo e dall’Asia si chiede anche continuità.

Roma (AsiaNews) - Barack Obama è ormai eletto primo presidente afro-americano e già cominciano a piovere le congratulazioni da tutto il mondo. E mentre negli Usa si sottolinea il “cambiamento”, nel mondo si cerca continuità.

La vittoria di Obama, 47 anni, figlio di un keniota e di una madre bianca del Kansas, segna un primo cambiamento nella storia degli Usa, 45 anni dopo le lotte per i diritti civili guidate da Martin Luther King. “Il cambiamento è arrivato in America” ha detto Obama alla folla di oltre 125 mila persone radunate a Chicago nel Grant Park per celebrare la sua vittoria. Nel suo discorso egli ha però sottolineato la necessità per gli americani di rimanere uniti di fronte alle sfide che aspettano la nazione. Egli ha anche reso gli onori al suo concorrente il senatore McCain e questi, a Phoenix, riconoscendo la sconfitta, ha chiesto ai suoi sostenitori di lavorare in “buona volontà” con il nuovo presidente.

Ringraziando la sua base elettorale, Obama ha ringraziato il suo staff, la sua famiglia, la comunità gay. Molti vescovi americani avevano messo in guardia contro le posizioni “liberal” del nuovo vincitore su temi quali matrimoni gay e permissivismo sull’aborto.

Obama e il futuro vice-presidente, John Biden entreranno alla Casa Bianca il 20 gennaio prossimo. E dovranno affrontare una situazione nazionale e internazionale segnata da una delle più gravi crisi economiche e da una guerra contro il terrore che vede gli Usa al primo posto, ma che finora è costata centinaia di miliardi di dollari e la vita di più di 4 mila soldati Usa. Secondo analisti, il volto giovane, nero, pieno di speranza di Barack Obama aiuterà a migliorare la stima per gli Stati Uniti nel mondo, che attualmente è a un livello molto basso. Ma essi dubitano che su questioni di politica estera la nuova gestione potrà avere molto gioco. È improbabile che il nuovo presidente si distacchi dall’appoggio a Israele in Medio oriente, che ritiri subito le truppe dall’Iraq, o che divenga troppo largo con Iran, Pakistan e i problemi dell’Afghanistan.

E in effetti, tutte le congratulazioni che giungono per la sua vittoria, in fondo sperano su una continuità.

 
ZI08110509 - 05/11/2008
 http://www.zenit.org/article-16032?l=italian

Il Papa esorta Obama a costruire “un mondo di pace, solidarietà e giustizia”

Telegramma di auguri al nuovo Presidente degli Stati Uniti

CITTA' DEL VATICANO, mercoledì, 5 novembre 2008 (ZENIT.org).- Benedetto XVI ha inviato un messaggio di auguri al Presidente eletto degli Stati Uniti, Barack Obama, in cui lo esorta a “costruire un mondo di pace, solidarietà e giustizia”.

Il Papa assicura a Obama le sue preghiere affinché Dio lo assista nelle sue “alte responsabilità al servizio della nazione e nella comunità internazionale”.

Possano le abbondanti benedizioni del Signore “sostenere lei e l'amato popolo americano nei vostri sforzi, insieme a tutti gli uomini e alle donne di buona volontà, per costruire un mondo di pace, solidarietà e giustizia”, auspica il Santo Padre.

La notizia del messaggio è stata comunicata ai giornalisti da padre Federico Lombardi S.I., direttore della Sala Stampa vaticana, che ha commentato:“Il compito del Presidente degli Stati Uniti è un compito di immensa e altissima responsabilità non solo per il suo Paese, ma per tutto il mondo, dato il peso che gli Stati Uniti hanno in tutti i campi sulla scena mondiale”, ha spiegato il portavoce vaticano.

“Perciò tutti auguriamo al nuovo Presidente Obama di poter rispondere alle attese e alle speranze che si rivolgono verso di lui, servendo efficacemente il diritto e la giustizia, e trovando le vie adatte per promuovere la pace nel mondo; favorendo la crescita e la dignità delle persone nel rispetto dei valori umani e spirituali essenziali”.

“I credenti pregano che Dio lo illumini e lo assista nella sua altissima responsabilità”, ha aggiunto.

 

ZI08110510 - 05/11/2008
Permalink: http://www.zenit.org/article-16033?l=italian

I Vescovi USA definiscono “storica” l'elezione di Obama

“Il nostro Paese affronta molte incertezze”, avvertono

WASHINGTON, mercoledì, 5 novembre 2008 (ZENIT.org).- In un messaggio di auguri a Barack Obama, i Vescovi cattolici degli Stati Uniti definiscono l'elezione a Presidente del Paese del primo afroamericano un momento “storico”.

“Il nostro Paese affronta molte incertezze”, riconoscono i presuli. “Preghiamo perché usi il potere che il suo ufficio le conferisce per affrontarle, con una preoccupazione speciale per la difesa dei più vulnerabili tra noi e per il superamento delle divisioni nel nostro Paese e nel nostro mondo”.

I Vescovi dichiarano al Presidente eletto la propria disponibilità “ a collaborare in difesa e a sostegno della vita e della dignità di ogni persona umana”.

Il messaggio dei presuli, datato 4 novembre, è firmato dal Cardinale Francis George, Arcivescovo di Chicago e presidente della Conferenza dei Vescovi Cattolici degli Stati Uniti.

“Il popolo del nostro Paese le ha affidato una grande responsabilità – ricordano –. Come Vescovi cattolici, le offriamo le nostre preghiere perché Dio le dia forza e saggezza per far fronte alle sfide future”.