image004.jpg (34527 byte)

 

26/10/2008 12:18
VATICANO
Papa: Cristiani d’Oriente, vittime di intolleranze e crudeli violenze

Benedetto XVI lancia un nuovo appello per le chiese in Iraq e in India. Ha chiesto alle autorità civili di “non risparmiare alcuno sforzo” per garantire la legalità e alle autorità religiose di fare gesti “espliciti” di amicizia con i cristiani.

Città del Vaticano (AsiaNews) – Parlando prima della preghiera dell’Angelus, davanti alle decine di migliaia di pellegrini radunati in piazza san Pietro, Benedetto XVI ha detto di far suo un appello lanciato due giorni prima dai Patriarchi delle Chiese orientali, a conclusione del Sinodo, per richiamare la comunità internazionale, i leader religiosi e ogni uomo e donna di buona volontà “sulla tragedia che si sta consumando in alcuni Paesi dell’Oriente, dove i cristiani sono vittime di intolleranze e di crudeli violenze, uccisi, minacciati e costretti ad abbandonare le loro case e a vagare in cerca di rifugio”. “Penso – ha aggiunto il pontefice - in questo momento soprattutto all’Iraq e all’India”.“Sono certo – ha continuato il papa - che le antiche e nobili popolazioni di quelle Nazioni hanno appreso, nel corso di secoli di rispettosa convivenza, ad apprezzare il contributo che le piccole, ma operose e qualificate, minoranze cristiane danno alla crescita della patria comune. Esse non domandano privilegi, ma desiderano solo di poter continuare a vivere nel loro Paese e insieme con i loro concittadini, come hanno fatto da sempre”. In Iraq e in India, le violenze sembrano diffondersi anche a causa del silenzio e dell’inazione delle autorità politiche. Per questo il pontefice afferma: “Alle Autorità civili e religiose interessate chiedo di non risparmiare alcuno sforzo affinché la legalità e la convivenza civile siano presto ripristinate e i cittadini onesti e leali sappiano di poter contare su una adeguata protezione da parte delle istituzioni dello Stato. Auspico poi che i Responsabili civili e religiosi di tutti i Paesi, consapevoli del loro ruolo di guida e di riferimento per le popolazioni, compiano dei gesti significativi ed espliciti di amicizia e di considerazione nei confronti delle minoranze, cristiane o di altre religioni, e si facciano un punto d’onore della difesa dei loro legittimi diritti”.

 

Vescovo caldeo di Kirkuk: A Mosul si cancellano i cristiani per motivi politici

Il prelato lancia un appello perché tutti difendano le minoranze in Iraq e la minoranza cristiana, bersaglio di molti attentati, soprattutto a Mosul. Per il vescovo i cristiani sono una vittima del gioco politico legato alle prossime elezioni e al progetto di un’enclave cristiana nella piana di Ninive. Appello anche ai cristiani d’occidente perché denuncino ogni violenza e mostrino solidarietà e condivisione.

Dall’inizio di ottobre a Mosul si registra una ennesima ondata di violenze contro cristiani. La città e la comunità dei fedeli ha già pagato un grande contributo di sangue in passato, con la morte di mons. mons. Paulo Farj Rahho, quella di p. Ragheed Gani, e di decine di altri. Mosul, città multietnica, vede la presenza di cristiani delle diverse confessioni, sunniti e sciiti, yaziti, arabi, turcomanni e curdi. Queste uccisioni di tipo confessionale rendono sempre più difficile la convivenza e aumentano le accuse fra il governo curdo, responsabile dell’ordine a Mosul, e il governo centrale. Mons. Louis Sako, arcivescovo di Kirkuk, ha voluto condividere coi lettori di AsiaNews le sue preoccupazioni riguardo agli avvenimenti.

Cosa sta succedendo a Mosul ? Come si può definire questa carneficina continua? In una settimana vi sono stati 12 morti; 1000 famiglie hanno lasciato le loro case verso i villaggi della piana di Ninive.

http://www.asianews.it/index.php?l=it&art=13552&geo=23&size=A

Vescovo dell’Orissa: “Non ho fede” nella giustizia dello Stato

Mons. Raphael Cheenath bolla come inaffidabili le Commissioni d’inchiesta scelte dal governo dell’Orissa per indagare sulle violenze dei cristiani ad opera degli estremisti indù. In un comunicato reso pubblico oggi, egli afferma di “non avere fiducia” nei due giudici scelti dal governo, sospettati di “voler coprire le malefatte del governo e delle sue forze di polizia, che hanno agito in modo vergognoso”. La dichiarazione dell’arcivescovo di Cuttack-Bhubaneshwar, la diocesi dell’Orissa dove sono nate e continuano da oltre un mese le maggiori violenze contro i cristiani, appare proprio poche ore dopo che il governo dello Stato – accusato da tempo di inattività e di collusione con gli estremisti indù – ha detto di rifiutarsi di pagare la ricostruzione delle chiese distrutte dagli integralisti. Intanto si registrano ancora violenze: stamane una chiesa cattolica a Tikamgarh (diocesi di Satna, Madhya Pradesh) ha rischiato di essere bruciata. Il 19 ottobre scorso, nel Karnataka, 4 seminaristi sono stati picchiati da membri del Vhp (Vishwa Hindu Parishad), accusandoli di “proselitismo e conversioni forzate”.

http://www.asianews.it/index.php?l=it&art=13549&geo=20&size=A

Radicali indù bruciano la cattedrale di Jabalpur e minacciano nuovi assalti in Madhya Pradesh

Suora violentata in Orissa accusa la polizia di essere “amica” degli stupratori

Ancora violenze anti-cristiane in Orissa; attaccato un asilo in Kerala