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ZI10062812 - 28/06/2010
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Il Papa annuncia un Pontificio Consiglio per la Nuova Evangelizzazione

Nei Vespri della Solennità dei Santi Apostoli Pietro e Paolo

 
ROMA, lunedì, 28 giugno 2010 (ZENIT.org).- Benedetto XVI ha annunciato lunedì la creazione di un Pontificio Consiglio per la Nuova Evangelizzazione, una nuovo dicastero della Santa Sede il cui scopo sarà quello di rispondere alla secolarizzazione in Paesi cristiani di vecchia data.

L'annunco è stato fatto dal Santo Padre nella Basilica di San Paolo fuori le mura durante la Celebrazione dei Vespri della Solennità dei Santi Apostoli Pietro e Paolo, patroni della diocesi di Roma.

Durante l'omelia il Papa ha detto che vi sono regioni del mondo “in cui il Vangelo ha messo da lungo tempo radici, dando luogo ad una vera tradizione cristiana, ma dove negli ultimi secoli – con dinamiche complesse – il processo di secolarizzazione ha prodotto una grave crisi del senso della fede cristiana e dell’appartenenza alla Chiesa”.

In questa prospettiva, ha annunciato, “ho deciso di creare un nuovo Organismo, nella forma di 'Pontificio Consiglio', con il compito precipuo di promuovere una rinnovata evangelizzazione nei Paesi dove è già risuonato il primo annuncio della fede e sono presenti Chiese di antica fondazione, ma che stanno vivendo una progressiva secolarizzazione della società e una sorta di 'eclissi del senso di Dio', che costituiscono una sfida a trovare mezzi adeguati per riproporre la perenne verità del Vangelo di Cristo”.

A breve si attende la comunicazione da parte della Santa Sede del nome del Presidente designato per questo nuovo Pontificio Consiglio, oltre a maggiori informazioni sulla sua organizzazione specifica.

Il Santo Padre ha concluso spiegando che la nuova evangelizzazione interpella la Chiesa universale “e ci chiede anche di proseguire con impegno la ricerca della piena unità tra i cristiani”.

In questo contesto ha salutato  la delegazione del Patriarcato Ecumenico di Costantinopoli, inviata da Bartolomeo I e presieduta da Sua Eminenza Gennadios (Limouris), Metropolita di Sassima.

Un grande aplauso ha riempito la basilica quando il Papa ha salutato il suo ospite.


ZI10063006 - 30/06/2010
Permalink: http://www.zenit.org/article-23028?l=italian

Mons. Fisichella, Presidente del Pontificio Consiglio per la Nuova Evangelizzazione

 
CITTA' DEL VATICANO, mercoledì, 30 giugno 2010 (ZENIT.org).- Benedicto XVI ha nominato presidente dell’annunciato Pontificio Consiglio per la Promozione della Nuova Evangelizzazione monsignor Salvatore Fisichella, Arcivescovo titolare di Voghenza.

Questo lunedì, durante la celebrazione dei Vespri della Solennità dei Santi Apostoli Pietro e Paolo nella Basilica di San Paolo fuori le Mura, il Papa ha annunciato la sua decisione di “creare un nuovo Organismo, nella forma di 'Pontificio Consiglio', con il compito precipuo di promuovere una rinnovata evangelizzazione nei Paesi dove è già risuonato il primo annuncio della fede e sono presenti Chiese di antica fondazione, ma che stanno vivendo una progressiva secolarizzazione della società e una sorta di 'eclissi del senso di Dio', che costituiscono una sfida a trovare mezzi adeguati per riproporre la perenne verità del Vangelo di Cristo”.

Il Papa crea il “ministero” per la Nuova Evangelizzazione

estratto di un articolodi Andrea Tornielli

Una decisione clamorosa, l’istituzione del Pontificio consiglio per la nuova evangelizzazione, un nuovo «ministero» dedicato alla missione nel primo e nel secondo mondo, cioè nei Paesi dove l’annuncio del Vangelo è già avvenuto da secoli ma dove oggi la sua incisività nella vita delle persone sembra essersi smarrita. Europa, Stati Uniti e America del Sud le principali zone d’influenza della nuova struttura, che affiancherà dunque la Congregazione di Propaganda Fide, dedicata invece all’evangelizzazione nelle terre di nuova missione. Il nuovo «ministero» rappresenta fino a questo momento la novità più consistente del pontificato di Benedetto XVI, un Papa che, secondo i pronostici, avrebbe snellito la Curia romana.
L’espressione «nuova evangelizzazione» venne usata per la prima volta da Giovanni Paolo II nel giugno 1979 a Nowa Huta, il quartiere-dormitorio degli operai polacchi, modello di una città senza Dio, senza simboli religiosi, senza chiese. Quelle parole divennero una chiave di lettura del pontificato itinerante di Wojtyla. L’idea di costituire un dicastero ad hoc dedicato a questo compito, invece, si ritrova in una proposta che don Luigi Giussani, fondatore di Comunione e Liberazione, fece allo stesso Giovanni Paolo II all’inizio degli anni Ottanta, come ricordava il cardinale Paul Josef Cordes nella prefazione del terzo volume sulla storia di Cl redatto da don Massimo Camisasca. Allora però il contesto era diverso, l’idea non ebbe alcun seguito. Com’è riemersa? Secondo autorevoli indiscrezioni raccolte dal Giornale, a proporre il nuovo dicastero a Papa Ratzinger sarebbe stato, ormai più di un anno fa, il cardinale patriarca di Venezia, Angelo Scola, anch’egli molto sensibile al problema. Benedetto XVI ha apprezzato subito la proposta e l’ha fatta propria, individuando in monsignor Fisichella, teologo, la persona più adatta per guidare il nuovo Pontificio consiglio.
Fisichella, attualmente rettore della Pontificia università lateranense, sta per lasciare l’incarico dopo un quinquennio (il successore dovrebbe essere il salesiano Enrico Dal Covolo, stimato dal Papa al quale ha appena predicato gli esercizi spirituali della Quaresima, e vicino al Segretario di Stato Bertone). Lascerà pure la guida della Pontificia accademia per la vita, per dedicarsi esclusivamente al nuovo importante compito. La sede del nuovo dicastero, specificamente dedicato a rievangelizzare l’Occidente che ha dimenticato Dio e le sue radici, sarà con ogni probabilità all’inizio di via della Conciliazione.
Il rapporto tra l’Occidente ormai scristianizzato e la fede è da sempre al centro dell’attenzione di Joseph Ratzinger. «La Chiesa evangelizza sempre e non ha mai interrotto il cammino dell’evangelizzazione», affermava l’allora cardinale a un convegno sulla catechesi nell’anno 2000, «tuttavia osserviamo un processo progressivo di scristianizzazione e di perdita dei valori umani essenziali che è preoccupante». «Perciò cerchiamo – continuava – oltre l’evangelizzazione permanente, mai interrotta, mai da interrompere, una nuova evangelizzazione, capace di farsi sentire da quel mondo, che non trova accesso all’evangelizzazione “classica”. Tutti hanno bisogno del Vangelo; il Vangelo è destinato a tutti e non solo a un cerchio determinato e perciò siamo obbligati a cercare nuove vie per portare il Vangelo a tutti».