| ZI08120513 - 05/12/2008 Permalink:
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Commozione di Benedetto XVI per la morte di
Alessio II
Il Patriarca ortodosso di Mosca ha guidato la rinascita della
sua Chiesa, ricorda
CITTA' DEL VATICANO, venerdì, 5 dicembre 2008 (ZENIT.org).-
Benedetto XVI ha manifestato la sua "commozione" dopo
aver appreso la triste notizia della morte di Sua Santità Alessio
II, Patriarca di Mosca e di Tutte le Russie.
In un messaggio inviato al Santo Sinodo della Chiesa Ortodossa
Russa, il Papa riconosce il ruolo del Patriarca nella rinascita di
quella Chiesa dopo la persecuzione comunista sovietica.
"Elevo suppliche al Signore affinché accolga nel suo
Regno di pace e di gioia eterna questo suo instancabile ministro e
doni consolazioni e conforto a quanti ne piangono la dolorosa
dipartita", afferma il Papa nel suo messaggio.
"Memore del comune impegno sul cammino della reciproca
comprensione e collaborazione fra ortodossi e cattolici", il
Vescovo di Roma sottolinea "gli sforzi che il defunto
Patriarca ha profuso per la rinascita della Chiesa, dopo la dura
oppressione ideologica, che ha causato il martirio di tanti
testimoni della fede cristiana".
"Ricordo anche la buona battaglia per la difesa dei valori
umani ed evangelici che egli ha condotto in particolare nel
Continente europeo, auspicando che il suo impegno produca frutti
di pace e di autentico progresso umano, sociale e
spirituale", aggiunge.
"Nell'ora sofferta del commiato, mentre il suo corpo
mortale viene affidato alla terra in attesa della risurrezione,
possa la memoria di questo servitore del Vangelo di Cristo essere
sostegno per quanti ora sono nel dolore e di incoraggiamento a
quanti ne raccoglieranno l'eredità nel guidare codesta veneranda
Chiesa Ortodossa Russa", conclude il messaggio del Papa.
Anche il Segretario di Stato, il Cardinale Tarcisio Bertone, ha
inviato un messaggio al Santo Sinodo per assicurare le sue
preghiere "affinché il Patriarca Alessio II possa incontrare
nella luce dell'amore eterno il Cristo Risorto, che ha servito in
vita", e invocare "dalla bontà divina il sostegno della
speranza cristiana insieme alla forza per proseguire il cammino di
testimonianza evangelica nel mondo".
Il Cardinale Walter Kasper, presidente del Pontificio Consiglio
per la Promozione dell'Unità dei Cristiani, ha riconosciuto in un
comunicato l'importanza del suo ministero patriarcale "in un
periodo di grandi cambiamenti".
Alessio II, afferma il porporato tedesco, "è stato
fondamentale nel promuovere l'enorme crescita di Diocesi,
parrocchie, monasteri e istituzioni educative che hanno dato nuova
vita a una Chiesa messa a dura prova per tanto tempo".
L'ultima apparizione in pubblico di Alessio II, morto questa
mattina nella sua residenza fuori Mosca, nel villaggio di
Peredelkino, risale appena a ieri, quando il Patriarca ha
celebrato la Messa al Cremlino.
La veglia funebre si terrà molto probabilmente nella
Cattedrale del Cristo Salvatore di Mosca, fortemente voluta dal
defunto Patriarca e ricostruita identica a quella fatta abbattere
da Stalin negli anni Trenta.
Secondo quanto si apprende, i funerali dovrebbero svolgersi il
7 dicembre nella capitale russa. La decisione verrà
ufficializzata dal Santo Sinodo, riunitosi non appena appresa la
notizia della morte del Patriarca.
Alexei Mikahilovich Rediger, questo il nome al secolo di
Alessio II, era nato il 23 febbraio 1929 a Tallinn, nell'attuale
Estonia, dove il padre, sacerdote, era emigrato da San Pietroburgo.
Ordinato sacerdote nel 1950, nel 1961, in Estonia, si era fatto
monaco, una tappa obbligata per percorrere la carriera
ecclesiastica nell'ortodossia russa. In quello stesso anno era
diventato Vescovo di Tallinn e dell'Estonia. Nel 1964 era entrato
nel Santo Sinodo, nel 1968 era diventato metropolita.
Dal 1986 al 1990 era stato Vescovo di Leningrado (l'attuale San
Pietroburgo) e Novgorod, e il 7 giugno 1990 venne acclamato
Patriarca di Mosca e di Tutte le Russie.
La cerimonia di insediamento si tenne il 10 giugno, facendo di
Alessio II il quindicesimo Patriarca della Chiesa ortodossa russa.
Di recente si erano intensificate le occasioni di dialogo fra
il Patriarca e il Papa.
Già nel marzo del 2006, come ha ricordato "L'Osservatore
Romano", Benedetto XVI aveva inviato un messaggio ad Alessio
II per il suo compleanno e onomastico.
In quell'occasione il Patriarca aveva inviato in risposta al
Papa, attraverso il Cardinale Roger Etchegaray, una lettera
accompagnata dall'omaggio di una croce pettorale.
Nel gennaio scorso, Alessio II aveva poi lanciato la proposta
di piani pastorali comuni con la Chiesa cattolica.
A maggio, Benedetto XVI aveva affidato al presidente del
Pontificio Consiglio per la Promozione dell'Unità dei Cristiani,
il Cardinale Walter Kasper, in visita a Mosca, una lettera
indirizzata al Patriarca dedicata al cammino verso la piena
comunione.
A ottobre il Papa aveva affidato al Prefetto emerito della
Congregazione per l'Evangelizzazione dei Popoli, il Cardinale
Crescenzio Sepe, Arcivescovo di Napoli, in visita nella capitale
russa, un messaggio autografo indirizzato al Patriarca nel quale
esortava a offrire al mondo una testimonianza comune nel rispetto
della pace.
Il Patriarca aveva risposto con un'altra missiva nella quale si
sottolineava lo sviluppo positivo delle relazioni e della
cooperazione fra la Chiesa cattolica e il Patriarcato.
Successivamente, il 26 ottobre, si era recato a Mosca su invito
del Patriarca anche il Cardinale André Vingt-Trois, Arcivescovo
di Parigi, il quale aveva reso omaggio al martirio degli ortodossi
durante il periodo sovietico.
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