La prima visita della storia di un re dell’Arabia
Saudita a un Papa
Benedetto XVI riceve Sua Maestà Abdallah bin Abdulaziz Al Saud |
| La Mecca e il Vaticano
Ratisbona, l’appello dei 138 ulema, l’incontro tra il Papa e re Abdullah
Il primo incontro tra un Pontefice e il Custode dei luoghi santi islamici, il re Abdullah
dell’Arabia Saudita, rappresenta la continuazione ideale di quel dialogo basato sulla
fermezza e sulla comprensione che Benedetto XVI aveva lanciato dalla cattedra di
Ratisbona.
Tutti coloro che avevano frettolosamente giudicato quella presa di posizione
ferma e argomentata del professor Ratzinger come una pietra tombale per le relazioni tra
la chiesa e l’islam vedono ora smentite radicalmente le loro erronee profezie.
Il comunicato finale dell’incontro, dove si parla di un ruolo comune di “cristiani,
islamici ed ebrei” nella promozione della pace e della giustizia, ha un evidente valore
politico, oltre che morale.
Il Papa romano ha ottenuto dal leader di una delle correnti più rigide dell’islam,
quella wahabita, il riconoscimento del ruolo positivo degli ebrei, senza peraltro
rinunciare a rivendicare la libertà religiosa per i due milioni di cristiani residenti in
Arabia, ai quali è vietato l’esercizio del loro culto.
E’ partendo da una piena comprensione dei valori cristiani dell’occidente, così
lucidamente identificati dal Papa a Ratisbona, che si può affrontare un confronto,
difficile e necessario, con il mondo islamico. Anche il documento dei 138
esponenti dell’islam pubblicato dal Foglio è un segno che nasce sullo stesso terreno.
Nessuna confusione irenistica, nessun occultamento delle differenze di approccio
alle questioni fondamentali, che non servono a nulla, ma la ricerca della comprensione
dell’altro e la costruzione faticosa e aspra delle condizioni della coesistenza in un
mondo reso più interconnesso dalla globalizzazione.
A questo le religioni possono dare un contributo importante, a patto che non disperdano la
loro identità, senza la quale il loro messaggio diventa afono e indistinguibile, e non
tollerino che essa venga strumentalizzata dal terrorismo e dalla violenza. L’incontro
tra Benedetto e Abdullah, che ha un valore storico per la sua eccezionalità, è una tappa
di questo non facile cammino.
© Copyright Il Foglio, 8 novembre 2007
CITTA’ DEL VATICANO, martedì, 6 novembre 2007 (ZENIT.org).- Per la prima volta nella
storia, un re dell’Arabia Saudita ha fatto visita a un Vescovo di Roma. I protagonisti
dell’udienza sono stati Papa Benedetto XVI e il re Abdallah bin Abdulaziz Al Saud.
L’incontro non aveva solo carattere politico, perché il re, di 84 anni, è custode
delle due moschee sacre della Mecca e di Medina.
Al termine dell’udienza privata, durata circa 30 minuti, il monarca ha incontrato il
Cardinale Tarcisio Bertone, Segretario di Stato vaticano, accompagnato dall’Arcivescovo
Dominique Mamberti, Segretario per i Rapporti con gli Stati.
Secondo quanto rivelato da una nota pubblicata successivamente dalla Sala
Stampa della Santa Sede, “i colloqui si sono svolti in un clima di cordialità e hanno
permesso di toccare temi che stanno a cuore agli interlocutori”.
“In particolare, si sono ribaditi l’impegno in favore del dialogo interculturale ed
interreligioso, finalizzato alla pacifica e fruttuosa convivenza tra uomini e popoli, e il
valore della collaborazione tra cristiani, musulmani ed ebrei per la promozione della
pace, della giustizia e dei valori spirituali e morali, specialmente a sostegno della
famiglia”.
“Nell’augurio di prosperità a tutti gli abitanti del Paese da parte delle Autorità
vaticane, si è fatto menzione della presenza positiva e operosa dei cristiani”,
prosegue il testo.
“Non è mancato, infine, uno scambio di idee sul Medio Oriente e sulla necessità di
trovare una giusta soluzione ai conflitti che travagliano la regione, in particolare
quello israeliano-palestinese”, conclude la nota.
L’Arabia Saudita e la Santa Sede non hanno relazioni diplomatiche.
Il monarca saudita conosceva già il Vaticano, perché era stato ricevuto da Giovanni
Paolo II il 25 maggio 1999, quando era principe ereditario del re Fahd.
Abdallah bin Abdulaziz Al Saud era accompagnato dal Ministro degli Esteri, il principe
Saud Al Faisal, che era già stato ricevuto dal Papa il 6 settembre scorso. La visita del
monarca si è svolta nel contesto di un viaggio diplomatico in Italia, Gran Bretagna,
Germania e Turchia.
Il quotidiano della Santa Sede, “L’Osservatore Romano”, pubblica sulla prima pagina
della sua edizione in italiano del 5-6 novembre un articolo sulla visita intitolato “La
necessità di un confronto sincero in un mondo dai confini sempre più aperti”.
Infine, il quotidiano ha riportato le parole pronunciate dal Cardinale Jean-louis Tauran,
Presidente del Pontificio Consiglio per il Dialogo Interreligioso, che circa le relazioni
tra cristiani e musulmani ha detto: “La cosa importante è conoscersi, conoscersi,
conoscersi. Ognuno di noi ha sempre qualcosa da imparare dall'altro”.
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