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06/08/2008 10:22
VATICANO-CINA
Papa: la Cina si apra al
Vangelo
Visitando la chiesa di Oies, paese natale del missionario
san Giuseppe Freinademetz, Benedetto XVI torna a rivolgersi a
Pechino e ribadisce che “la fede non è un'alienazione per
nessuna cultura e nessun popolo”.
Bressanone (AsiaNews) – La Cina “si apra al Vangelo”.
Alla vigilia dell’inizio delle Olimpiadi delle quali, solo
domenica scorsa, aveva auspicato successo, nel “rispetto
della comune dignità”, Benedetto XVI è tornato ieri
pomeriggio a rivolgersi, toccando direttamente, questa volta,
il tema della liibertà religiosa. Occasione per il nuovo
intervento papale, la visita nel paese di Oies, non lontano da
Bressanone, nelle montagne italiane, dove sta rascorrendo un
periodo di riposo. Oies è legato alla memoria di san Giuseppe
Freinademetz, un missionario verbita che nel 1879 si recò ad
Hong Kong e vivere “da cinese tra i cinesi” e che, prima
di morire di tifo, nel 1908, scrisse ai suoi amici: “anche
in Paradiso voglio rimanere cinese”. Nella piccola chiesa di
montagna dedicata al sacerdote, rappresentato con la barba a
punta ed il cappello tondo dei cinesi del suo tempo, il Papa
ha sottolineato che “san Giuseppe voleva non solo vivere e
morire come un cinese, ma anche nel cielo rimanere un cinese”.
“Così - ha concluso - si era veramente identificato con
questo popolo e con la certezza che questo popolo si aprirà
alla fede in Gesù Cristo”. Un concetto che Benedetto
XVI ha ribadito nelle parole scritte in tedesco nel libro dei
visitatori della casa natale del santo: “possa il Signore,
con l'intercessione di San Giuseppe Freinademetz, donare molte
vocazioni spirituali ed aprire sempre più la Cina alla fede
in Gesù Cristo". “La Cina – nelle parole di
presentazione della visita dette dal direttore della Radio
vaticana, padre Federico Lombardi - è presente alla Chiesa
universale. Quello cinese è un popolo talmente importante per
l'umanità intera e quindi anche per l'annuncio della Parola
del Signore che la Chiesa continuamente ha il suo cuore
rivolto verso la Cina e così pure il Santo Padre.
Effettivamente, poi, la figura di Freinademetz è molto
importante: ha fatto il suo cammino di conoscenza e di
apprezzamento della cultura cinese tanto da essere
estremamente amato dai cinesi e quindi credo che sia una
figura molto significativa proprio della possibilità di
comprendersi, di dialogare, di portare un messaggio spirituale
alla Cina nel pieno rispetto della cultura straordinaria di
questo grande Paese”. |