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17/08/2008 12:27
VATICANO
Papa: Aprire subito corridoi
umanitari in Ossezia e nel resto della Georgia
Benedetto XVI chiede anche che siano
salvaguardati i diritti delle minoranze dell’area.
L’universalità della salvezza, rende la Chiesa “casa
ospitale per tutti, segno e strumento di comunione per
l’intera famiglia umana”, vincendo ogni tentazione di
“razzismo”, “intolleranza”, “esclusione”.
Castel Gandolfo (AsiaNews) –
All’Angelus di oggi, dal cortile di Castel Gandolfo, Benedetto
XVI ha chiesto che “senza ulteriori indugi” vengano aperti
“corridoi umanitari tra la regione dell’Ossezia
meridionale e il resto della Georgia, in modo che i morti
ancora abbandonati possano ricevere degna sepoltura, i feriti
siano adeguatamente curati e venga consentito a chi lo
desidera di ricongiungersi con i suoi cari”.
Il papa segue “con attenzione e preoccupazione la
situazione in Georgia”, dove dal 7 agosto vi sono stati
scontri fra le truppe georgiane e l’esercito e gli aerei
russi, che hanno provocato la morte di migliaia di persone e
la fuga di oltre 100 mila sfollati. Benedetto XVI si è detto
vicino alle vittime del conflitto e ha aggiunto: “Mentre
elevo una speciale preghiera di suffragio per i defunti ed
esprimo sincere condoglianze a quanti sono in lutto, faccio
appello affinché siano alleviati con generosità i gravi
disagi dei profughi, soprattutto delle donne e dei bambini,
che mancano perfino del necessario per sopravvivere”.
Oltre all’apertura di corridoi umanitari, il pontefice
– con un occhio alle popolazioni dell’Ossezia e dell’Abkazia
- chiede anche che “si garantiscano … alle minoranze
etniche coinvolte nel conflitto l’incolumità e quei diritti
fondamentali che non possono mai essere conculcati”: Infine,
il papa auspica che “la tregua in atto, raggiunta grazie al
contributo dell’Unione Europea, possa consolidarsi e
trasformarsi in pace stabile, mentre invito la Comunità
internazionale a continuare ad offrire il suo sostegno per il
raggiungimento di una soluzione duratura, attraverso il
dialogo e la buona volontà comune”.
Nella sua riflessione prima dell’Angelus egli ha
commentato la liturgia della XX domenica durante l’anno in
cui si sottolinea in diversi modi “l’universalità della
salvezza”: “La Parola di Dio ci offre così l’opportunità
di riflettere sull’universalità della missione della
Chiesa, costituita da popoli di ogni razza e cultura. Proprio
da qui proviene la grande responsabilità della comunità
ecclesiale, chiamata ad essere casa ospitale per tutti, segno
e strumento di comunione per l’intera famiglia umana”.
Il papa ha detto che “è importante, soprattutto nel
nostro tempo, che ogni comunità cristiana approfondisca
sempre più questa sua consapevolezza, al fine di aiutare
anche la società civile a superare ogni possibile tentazione
di razzismo, di intolleranza e di esclusione e ad organizzarsi
con scelte rispettose della dignità di ogni essere umano! Una
delle grandi conquiste dell’umanità è infatti proprio il
superamento del razzismo. Purtroppo, però, di esso si
registrano in diversi Paesi nuove manifestazioni preoccupanti,
legate spesso a problemi sociali ed economici, che tuttavia
mai possono giustificare il disprezzo e la discriminazione
razziale. Preghiamo perché dovunque cresca il rispetto per
ogni persona, insieme alla responsabile consapevolezza che
solo nella reciproca accoglienza di tutti è possibile
costruire un mondo segnato da autentica giustizia e pace
vera”.
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