Da Ancona, dove davanti a oltre 100mila persone riunite per la conclusione del 25mo Congresso eucaristico italiano (nella foto), il Papa, all’Angelus, per il secondo giorno consecutivo è tornato così a ricordare i drammatici attentati alle Twin towers, a proprosito dei quali ieri aveva detto che nulla può giustificare il terrorismo e che quanto accadde allora è aggravato dalla pretesa di agire in nome di Dio.
Un Dio che, invece, aveva detto poco prima, celebrando la messa, nel donare quotidianamente se stesso nell’eucaristia ci offre “la via per non restare estranei o indifferenti alle sorti dei fratelli, ma entrare nella stessa logica di amore e di dono del sacrificio della Croce”. “Chi sa inginocchiarsi davanti all’Eucaristia, chi riceve il corpo del Signore non può non essere attento, nella trama ordinaria dei giorni, alle situazioni indegne dell’uomo, e sa piegarsi in prima persona sul bisognoso, sa spezzare il proprio pane con l’affamato, condividere l’acqua con l’assetato, rivestire chi è nudo, visitare l’ammalato e il carcerato”.
“Una spiritualità eucaristica, allora, è vero antidoto all’individualismo e all’egoismo che spesso caratterizzano la vita quotidiana, porta alla riscoperta della gratuità, della centralità delle relazioni, a partire dalla famiglia, con particolare attenzione a lenire le ferite di quelle disgregate. Una spiritualità eucaristica è anima di una comunità ecclesiale che supera divisioni e contrapposizioni e valorizza le diversità di carismi e ministeri ponendoli a servizio dell’unità della Chiesa, della sua vitalità e della sua missione. Una spiritualità eucaristica è via per restituire dignità ai giorni dell’uomo e quindi al suo lavoro, nella ricerca della sua conciliazione con i tempi della festa e della famiglia e nell’impegno a superare l’incertezza del precariato e il problema della disoccupazione. Una spiritualità eucaristica ci aiuterà anche ad accostare le diverse forme di fragilità umana consapevoli che esse non offuscano il valore della persona, ma richiedono prossimità, accoglienza e aiuto. Dal Pane della vita trarrà vigore una rinnovata capacità educativa, attenta a testimoniare i valori fondamentali dell’esistenza, del sapere, del patrimonio spirituale e culturale; la sua vitalità ci farà abitare la città degli uomini con la disponibilità a spenderci nell’orizzonte del bene comune per la costruzione di una società più equa e fraterna”.
11 settembre, terrorismo ingiustificabile, aggravato dalla pretesa di agire in nome di Dio
- Città del Vaticano (AsiaNews) – Nulla può giustificare il
terrorismo e quanto accadde l’11 settembre è aggravato dalla
pretesa di agire in nome di Dio. Torna ad affermarlo Benedetto
XVI in una lettera inviata all’arcivescovo di New York,
Timothy Dolan, in occasione del decimo anniversario degli
attentati alle Twin towers.
“In questo giorno – scrive il Papa - il mio pensiero va all’oscuro evento dell’11 settembre 2001, quando così tante vite innocenti furono perse nel brutale attacco alle the twin towers del World Trade Center e negli altri attacchi a Washington”. “Ancora una volta, deve essere inequivocabilmente affermato che nessuna circostanza può mai giustificare atti di terrorismo”. “La tragedia di quel giorno – si legge ancora nel messaggio - è aggravata dalla pretesa degli attentatori di agire in nome di Dio. Ogni vita umana è preziosa agli occhi di Dio e non va risparmiato alcuno sforzo nel tentativo di promuovere nel mondo un genuino rispetto per i diritti inalienabili e la dignità delle persone e dei popoli dovunque essi siano”.
Il Papa loda poi il popolo americano “per il coraggio e la generosità che ha dimostrato nelle operazioni di soccorso e per la sua prontezza nell’andare avanti con speranza e fiducia”. Quindi affida “alla misericordia infinita di Dio” le vittime, invocando la consolazione su quanti sono stati colpiti dalla perdita dei propri cari ed eleva la sua “fervente preghiera” affinché “un fermo impegno per la giustizia e una cultura globale di solidarietà contribuisca a liberare il mondo delle rivendicazioni che così spesso danno luogo ad atti di violenza” e nello stesso tempo “crei le condizioni per una maggiore pace e prosperità, offrendo un futuro più luminoso e più sicuro”.
