http://www.asianews.it/11-settembre,-rifiutare-sempre-la-violenza-come-soluzione-dei-problemi.html

Il Papa: 11 settembre, rifiutare sempre la violenza come soluzione dei problemi

Ancona (AsiaNews) – Nel ricordo dell’11 settembre di dieci anni fa, Benedetto XVI invita “i responsabili delle Nazioni e gli uomini di buona volontà a rifiutare sempre la violenza come soluzione dei problemi, a resistere alla tentazione dell’odio e a operare nella società, ispirandosi ai principi della solidarietà, della giustizia e della pace”.

Da Ancona, dove davanti a oltre 100mila persone riunite per la conclusione del 25mo Congresso eucaristico italiano (nella foto), il Papa, all’Angelus, per il secondo giorno consecutivo è tornato così a ricordare i drammatici attentati alle Twin towers, a proprosito dei quali ieri aveva detto che nulla può giustificare il terrorismo e che quanto accadde allora è aggravato dalla pretesa di agire in nome di Dio.

Un Dio che, invece, aveva detto poco prima, celebrando la messa, nel donare quotidianamente se stesso nell’eucaristia ci offre “la via per non restare estranei o indifferenti alle sorti dei fratelli, ma entrare nella stessa logica di amore e di dono del sacrificio della Croce”. “Chi sa inginocchiarsi davanti all’Eucaristia, chi riceve il corpo del Signore non può non essere attento, nella trama ordinaria dei giorni, alle situazioni indegne dell’uomo, e sa piegarsi in prima persona sul bisognoso, sa spezzare il proprio pane con l’affamato, condividere l’acqua con l’assetato, rivestire chi è nudo, visitare l’ammalato e il carcerato”.
“Una spiritualità eucaristica, allora, è vero antidoto all’individualismo e all’egoismo che spesso caratterizzano la vita quotidiana, porta alla riscoperta della gratuità, della centralità delle relazioni, a partire dalla famiglia, con particolare attenzione a lenire le ferite di quelle disgregate. Una spiritualità eucaristica è anima di una comunità ecclesiale che supera divisioni e contrapposizioni e valorizza le diversità di carismi e ministeri ponendoli a servizio dell’unità della Chiesa, della sua vitalità e della sua missione. Una spiritualità eucaristica è via per restituire dignità ai giorni dell’uomo e quindi al suo lavoro, nella ricerca della sua conciliazione con i tempi della festa e della famiglia e nell’impegno a superare l’incertezza del precariato e il problema della disoccupazione. Una spiritualità eucaristica ci aiuterà anche ad accostare le diverse forme di fragilità umana consapevoli che esse non offuscano il valore della persona, ma richiedono prossimità, accoglienza e aiuto. Dal Pane della vita trarrà vigore una rinnovata capacità educativa, attenta a testimoniare i valori fondamentali dell’esistenza, del sapere, del patrimonio spirituale e culturale; la sua vitalità ci farà abitare la città degli uomini con la disponibilità a spenderci nell’orizzonte del bene comune per la costruzione di una società più equa e fraterna”.

11 settembre, terrorismo ingiustificabile, aggravato dalla pretesa di agire in nome di Dio


http://www.asianews.it/Papa-11-09,-terrorismo-ingiustificabile,-aggravato-da-pretesa-di-agire-in-nome-di-Dio.html

Città del Vaticano (AsiaNews) – Nulla può giustificare il terrorismo e quanto accadde l’11 settembre è aggravato dalla pretesa di agire in nome di Dio. Torna ad affermarlo Benedetto XVI in una lettera inviata all’arcivescovo di New York, Timothy Dolan, in occasione del decimo anniversario degli attentati alle Twin towers.

“In questo giorno – scrive il Papa - il mio pensiero va all’oscuro evento dell’11 settembre 2001, quando così tante vite innocenti furono perse nel brutale attacco alle the twin towers del World Trade Center e negli altri attacchi a Washington”. “Ancora una volta, deve essere inequivocabilmente affermato che nessuna circostanza può mai giustificare atti di terrorismo”. “La tragedia di quel giorno – si legge ancora nel messaggio - è aggravata dalla pretesa degli attentatori di agire in nome di Dio. Ogni vita umana è preziosa agli occhi di Dio e non va risparmiato alcuno sforzo nel tentativo di promuovere nel mondo un genuino rispetto per i diritti inalienabili e la dignità delle persone e dei popoli dovunque essi siano”.

Il Papa loda poi il popolo americano “per il coraggio e la generosità che ha dimostrato nelle operazioni di soccorso e per la sua prontezza nell’andare avanti con speranza e fiducia”. Quindi affida “alla misericordia infinita di Dio” le vittime, invocando la consolazione su quanti sono stati colpiti dalla perdita dei propri cari ed eleva la sua “fervente preghiera” affinché “un fermo impegno per la giustizia e una cultura globale di solidarietà contribuisca a liberare il mondo delle rivendicazioni che così spesso danno luogo ad atti di violenza” e nello stesso tempo “crei le condizioni per una maggiore pace e prosperità, offrendo un futuro più luminoso e più sicuro”.

11 settembre: ritrovare la via della pace di Luca e Paolo Tanduo

http://www.culturacattolica.it/default.asp?id=17&id_n=28412

 

ZI11090910 - 09/09/2011
Permalink: http://www.zenit.org/article-27889?l=italian

Arcivescovo Dolan: l'11 settembre lasci un'eredità di speranza

Dichiarazioni in vista del decimo anniversario della tragedia

 
WASHINGTON, D.C., venerdì, 9 settembre 2011 (ZENIT.org).- Il decimo anniversario degli attentati terroristici dell'11 settembre 2011 negli Stati Uniti è un momento non solo per ricordare, ma anche per andare avanti, ha affermato il presidente della Conferenza Episcopale Statunitense.

L'Arcivescovo Timothy Dolan di New York lo ha scritto in una dichiarazione diffusa in vista dell'anniversario che segna un decennio da quando quattro aerei dirottati si schiantarono a New York, Washington, D.C., e Shanksville (Pennsylvania). Le vittime furono circa 3.000, inclusi 19 dirottatori.

“Ricordiamo con rispetto quanti sono stati più direttamente colpiti da questa tragedia – le vittime, i feriti e quanti hanno perso persone care”, ha scritto l'Arcivescovo Dolan. “In modo particolare, ricordiamo coloro che hanno prestato i primi soccorsi – pompieri, poliziotti, cappellani, operatori dei servizi d'emergenza e altre persone coraggiose – che hanno rischiato, e spesso perso, la propria vita nel tentativo di salvare gli altri”.

Si stima che più di 400 operatori dei servizi d'emergenza, inclusi 343 membri del Dipartimento dei Vigili del Fuoco di New York City, siano morti l'11 settembre, la maggior parte quando le torri sono crollate.

L'Arcivescovo ha detto che è importante ricordare non solo gli attacchi, ma anche la risposta: “Ci siamo rifugiati nella preghiera, e poi ci siamo rivolti verso un'altra persona per offrire aiuto e sostegno. Le mani erano unite in preghiera e aperte al servizio di quanti avevano perso tanto”.

Per il presule, gli Stati Uniti “restano decisi a respingere le ideologie estremiste che stravolgono perversamente la religione per giustificare attacchi indifendibili contro civili innocenti”.

“Questo decimo anniversario dell'11 settembre può essere un momento di rinnovamento”, ha aggiunto. “Dieci anni fa ci siamo riuniti al di là delle differenze religiose, politiche, sociali ed etniche per porci come un popolo unico per guarire le ferite e difendere contro il terrorismo”.

“Riprendiamo lo spirito di unità dell'11 settembre per affrontare le nostre sfide – ha esortato –. Preghiamo che l'eredità duratura dell'11 settembre sia non la paura, ma la speranza in un mondo rinnovato”.

12 settembre

In un articolo pubblicato questo mercoledì sul sito web di Catholic New York, l'Arcivescovo Dolan ha riflettuto sul fatto che oltre a ciò che è avvenuto l'11 settembre c'è molto da imparare dal 12 settembre.

A questo proposito, ha raccontato come il parroco di St. Peter's, vicino Ground Zero, gli abbia detto: “Noi newyorkesi non ricordiamo solo gli orrori e il dolore dell'11 settembre, celebriamo anche il 12 settembre”.
 
“Mi ci è voluto un po' per capire cosa intendesse”, ha ammesso l'Arcivescovo, ma poi ha spiegato: “I newyorkesi erano scioccati, impauriti, arrabbiati, rattristati e scossi dall'indimenticabile morte e distruzione dell'11 settembre, è vero, ma non erano paralizzati o sconfitti!”.

“Si sono subito radunati, diventando persone di intensa fede, preghiera, speranza e amore, mentre iniziavano recupero, rinnovamento, ricostruzione e assistenza. E da allora non si sono fermati”.

“L'11 settembre avrebbe potuto trasformarci in animali pietrificati e paranoici, e quanti ci hanno attaccato avrebbero vinto”, ha continuato l'Arcivescovo Dolan, “oppure ciò poteva far emergere ciò che di più nobile c'è nell'animo umano, come il sacrificio eroico, la solidarietà nel servizio, gli sforzi di recupero senza sosta, il legame di comunità, la preghiera per quanti erano morti e per le famiglie in lutto, la cura e il rinnovamento”.

“L'11 settembre non ha avuto l'ultima parola”, ha aggiunto. “Il 12 settembre sì”.