ZI10102703 - 27/10/2010
Permalink: http://www.zenit.org/article-24292?l=italian
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Benedetto XVI prega per la vita all'inizio dell'Avvento
Papa:
combattere l’oscuramento delle coscienze che porta a violare
la vita nascente
All’inizio dell’Avvento, mentre la Chiesa si prepara ad
accogliere il bambino Gesù, è l’appello lanciato oggi da
Benedetto XVI che ha presieduto la Veglia per la vita
nascente, che l’intera comunità cattolica celebra
all’inizio di questo tempo liturgico.
In una basilica di san Pietro nella quale, di tanto in
tanto, si è sentito il pianto di qualche neonato, il Papa
è dunque tornato a chiedere alla politica e alla cultura di
difendere i più piccoli.
“Credere in Gesù Cristo - ha detto in proposito -
comporta anche avere uno sguardo nuovo sull’uomo, uno
sguardo di fiducia, di speranza. Del resto l’esperienza
stessa e la retta ragione attestano che l’essere umano è
un soggetto capace di intendere e di volere, autocosciente e
libero, irripetibile e insostituibile, vertice di tutte le
realtà terrene, che esige di essere riconosciuto come
valore in se stesso e merita di essere accolto sempre con
rispetto e amore. Egli ha il diritto di non essere trattato
come un oggetto da possedere o come una cosa che si può
manipolare a piacimento, di non essere ridotto a puro
strumento a vantaggio di altri e dei loro interessi. La
persona è un bene in se stessa e occorre cercare sempre il
suo sviluppo integrale. L’amore verso tutti, poi, se è
sincero, tende spontaneamente a diventare attenzione
preferenziale per i più deboli e i più poveri. Su questa
linea si colloca la sollecitudine della Chiesa per la vita
nascente, la più fragile, la più minacciata dall’egoismo
degli adulti e dall’oscuramento delle coscienze. La Chiesa
continuamente ribadisce quanto ha dichiarato il Concilio
Vaticano II contro l’aborto e ogni violazione della vita
nascente: ‘La vita, una volta concepita, deve essere
protetta con la massima cura’ (ibid., n. 51)”.
Ci sono però “tendenze culturali che cercano di
anestetizzare le coscienze con motivazioni pretestuose.
Riguardo all’embrione nel grembo materno, la scienza
stessa ne mette in evidenza l’autonomia capace
d’interazione con la madre, il coordinamento dei processi
biologici, la continuità dello sviluppo, la crescente
complessità dell’organismo. Non si tratta di un cumulo di
materiale biologico, ma di un nuovo essere vivente, dinamico
e meravigliosamente ordinato, un nuovo individuo della
specie umana. Così è stato Gesù nel grembo di Maria; così
è stato per ognuno di noi, nel grembo della madre”,
“non c’è alcuna ragione per non considerarlo persona
fin dal concepimento”.
“Purtroppo - ha proseguito il Papa - anche dopo la
nascita, la vita dei bambini continua ad essere esposta
all’abbandono, alla fame, alla miseria, alla malattia,
agli abusi, alla violenza, allo sfruttamento. Le molteplici
violazioni dei loro diritti che si commettono nel mondo
feriscono dolorosamente la coscienza di ogni uomo di buona
volontà. Davanti al triste panorama delle ingiustizie
commesse contro la vita dell’uomo, prima e dopo la
nascita, faccio mio l’appassionato appello del Papa
Giovanni Paolo II alla responsabilità di tutti e di
ciascuno: ‘Rispetta, difendi, ama e servi la vita, ogni
vita umana! Solo su questa strada troverai giustizia,
sviluppo, libertà vera, pace e felicità’ (Enc.
Evangelium vitae, 5). Esorto i protagonisti della politica,
dell’economia e della comunicazione sociale - è
l’appello conclusivo di Benedetto XVI - a fare quanto è
nelle loro possibilità, per promuovere una cultura sempre
rispettosa della vita umana, per procurare condizioni
favorevoli e reti di sostegno all’accoglienza e allo
sviluppo di essa”.

