CITTA' DEL VATICANO, sabato, 20 marzo 2010 (ZENIT.org).-
Pubblichiamo di seguito la Lettera pastorale di Benedetto XVI a
tutti i cattolici dell’Irlanda riguardante gli abusi sessuali
commessi sui giovani da parte di esponenti della Chiesa.
* * *
1. Cari fratelli e sorelle della Chiesa in Irlanda, è con grande
preoccupazione che vi scrivo come Pastore della Chiesa universale.
Come voi, sono stato profondamente turbato dalle notizie apparse
circa l’abuso di ragazzi e giovani vulnerabili da parte di membri
della Chiesa in Irlanda, in particolare da sacerdoti e da religiosi.
Non posso che condividere lo sgomento e il senso di tradimento che
molti di voi hanno sperimentato al venire a conoscenza di questi
atti peccaminosi e criminali e del modo in cui le autorità della
Chiesa in Irlanda li hanno affrontati.
Come sapete, ho recentemente invitato i vescovi irlandesi ad un
incontro qui a Roma per riferire su come hanno affrontato queste
questioni nel passato e indicare i passi che hanno preso per
rispondere a questa grave situazione. Insieme con alcuni alti
Prelati della Curia Romana ho ascoltato quanto avevano da dire, sia
individualmente che come gruppo, mentre proponevano un’analisi
degli errori compiuti e delle lezioni apprese, e una descrizione dei
programmi e dei protocolli oggi in essere. Le nostre riflessioni
sono state franche e costruttive. Nutro la fiducia che, come
risultato, i vescovi si trovino ora in una posizione più forte per
portare avanti il compito di riparare alle ingiustizie del passato e
per affrontare le tematiche più ampie legate all’abuso dei minori
secondo modalità conformi alle esigenze della giustizia e agli
insegnamenti del Vangelo.
2. Da parte mia, considerando la gravità di queste colpe e la
risposta spesso inadeguata ad esse riservata da parte delle autorità
ecclesiastiche nel vostro Paese, ho deciso di scrivere questa
Lettera Pastorale per esprimere la mia vicinanza a voi, e per
proporvi un cammino di guarigione, di rinnovamento e di riparazione.
In realtà, come molti nel vostro Paese hanno rilevato, il
problema dell’abuso dei minori non è specifico né dell’Irlanda
né della Chiesa. Tuttavia il compito che ora vi sta dinnanzi è
quello di affrontare il problema degli abusi verificatosi
all’interno della comunità cattolica irlandese e di farlo con
coraggio e determinazione. Nessuno si immagini che questa penosa
situazione si risolverà in breve tempo. Positivi passi in avanti
sono stati fatti, ma molto di più resta da fare. C’è bisogno di
perseveranza e di preghiera, con grande fiducia nella forza
risanatrice della grazia di Dio.
Al tempo stesso, devo anche esprimere la mia convinzione che, per
riprendersi da questa dolorosa ferita, la Chiesa in Irlanda deve in
primo luogo riconoscere davanti al Signore e davanti agli altri, i
gravi peccati commessi contro ragazzi indifesi. Una tale
consapevolezza, accompagnata da sincero dolore per il danno arrecato
alle vittime e alle loro famiglie, deve condurre ad uno sforzo
concertato per assicurare la protezione dei ragazzi nei confronti di
crimini simili in futuro.
Mentre affrontate le sfide di questo momento, vi chiedo di
ricordarvi della “roccia da cui siete stati tagliati” (Is
51, 1). Riflettete sui contributi generosi, spesso eroici, offerti
alla Chiesa e all’umanità come tale dalle passate generazioni di
uomini e donne irlandesi, e lasciate che ciò generi slancio per un
onesto auto-esame e un convinto programma di rinnovamento ecclesiale
e individuale. La mia preghiera è che, assistita
dall’intercessione dei suoi molti santi e purificata dalla
penitenza, la Chiesa in Irlanda superi la presente crisi e ritorni
ad essere un testimone convincente della verità e della bontà di
Dio onnipotente, rese manifeste nel suo Figlio Gesù Cristo.
3. Storicamente i cattolici d’Irlanda si sono dimostrati una
enorme forza di bene sia in patria che fuori. Monaci celtici come
San Colombano diffusero il vangelo nell’Europa Occidentale
gettando le fondamenta della cultura monastica medievale. Gli ideali
di santità, di carità e di sapienza trascendente che derivano
dalla fede cristiana, hanno trovato espressione nella costruzione di
chiese e monasteri e nell’istituzione di scuole, biblioteche e
ospedali che consolidarono l’identità spirituale dell’Europa.
Quei missionari irlandesi trassero la loro forza e ispirazione dalla
solida fede, dalla forte guida e dai retti comportamenti morali
della Chiesa nella loro terra natìa.
Dal ’500 in poi, i cattolici in Irlanda subirono un lungo
periodo di persecuzione, durante il quale lottarono per mantenere
viva la fiamma della fede in circostanze pericolose e difficili.
Sant’Oliver Plunkett, l’Arcivescovo martire di Armagh, è
l’esempio più famoso di una schiera di coraggiosi figli e figlie
dell’Irlanda disposti a dare la propria vita per la fedeltà al
Vangelo. Dopo l’Emancipazione Cattolica, la Chiesa fu libera di
crescere di nuovo. Famiglie e innumerevoli persone che avevano
preservato la fede durante i tempi della prova divennero la
scintilla di una grande rinascita del cattolicesimo irlandese
nell’800. La Chiesa fornì scolarizzazione, specialmente ai
poveri, e questo avrebbe apportato un grande contributo alla società
irlandese. Tra i frutti delle nuove scuole cattoliche vi fu un
aumento di vocazioni: generazioni di sacerdoti, suore e fratelli
missionari lasciarono la patria per servire in ogni continente,
specie nel mondo di lingua inglese. Furono ammirevoli non solo per
la vastità del loro numero, ma anche per la robustezza della fede e
la solidità del loro impegno pastorale. Molte diocesi, specialmente
in Africa, America e Australia, hanno beneficiato della presenza di
clero e religiosi irlandesi che predicarono il Vangelo e fondarono
parrocchie, scuole e università, cliniche e ospedali, che servirono
sia i cattolici, sia la società in genere, con particolare
attenzione alle necessità dei poveri.
In quasi tutte le famiglie dell’Irlanda vi è stato qualcuno
– un figlio o una figlia, una zia o uno zio – che ha dato la
propria vita alla Chiesa. Giustamente le famiglie irlandesi hanno in
grande stima ed affetto i loro cari, che hanno offerto la propria
vita a Cristo, condividendo il dono della fede con altri e
attualizzandola in un’amorevole servizio di Dio e del prossimo.
4. Negli ultimi decenni, tuttavia, la Chiesa nel vostro Paese ha
dovuto confrontarsi con nuove e gravi sfide alla fede scaturite
dalla rapida trasformazione e secolarizzazione della società
irlandese. Si è verificato un rapidissimo cambiamento sociale, che
spesso ha colpito con effetti avversi la tradizionale adesione del
popolo all’insegnamento e ai valori cattolici. Molto sovente le
pratiche sacramentali e devozionali che sostengono la fede e la
rendono capace di crescere, come ad esempio la frequente
confessione, la preghiera quotidiana e i ritiri annuali, sono state
disattese. Fu anche determinante in questo periodo la tendenza,
anche da parte di sacerdoti e religiosi, di adottare modi di
pensiero e di giudizio delle realtà secolari senza sufficiente
riferimento al Vangelo. Il programma di rinnovamento proposto dal
Concilio Vaticano Secondo fu a volte frainteso e in verità, alla
luce dei profondi cambiamenti sociali che si stavano verificando,
era tutt’altro che facile valutare il modo migliore per portarlo
avanti. In particolare, vi fu una tendenza, dettata da retta
intenzione ma errata, ad evitare approcci penali nei confronti di
situazioni canoniche irregolari. È in questo contesto generale che
dobbiamo cercare di comprendere lo sconcertante problema
dell’abuso sessuale dei ragazzi, che ha contribuito in misura
tutt’altro che piccola all’indebolimento della fede e alla
perdita del rispetto per la Chiesa e per i suoi insegnamenti.
Solo esaminando con attenzione i molti elementi che diedero
origine alla presente crisi è possibile intraprendere una chiara
diagnosi delle sue cause e trovare rimedi efficaci. Certamente, tra
i fattori che vi contribuirono possiamo enumerare: procedure
inadeguate per determinare l’idoneità dei candidati al sacerdozio
e alla vita religiosa; insufficiente formazione umana, morale,
intellettuale e spirituale nei seminari e nei noviziati; una
tendenza nella società a favorire il clero e altre figure in
autorità e una preoccupazione fuori luogo per il buon nome della
Chiesa e per evitare gli scandali, che hanno portato come risultato
alla mancata applicazione delle pene canoniche in vigore e alla
mancata tutela della dignità di ogni persona. Bisogna agire con
urgenza per affrontare questi fattori, che hanno avuto conseguenze
tanto tragiche per le vite delle vittime e delle loro famiglie e
hanno oscurato la luce del Vangelo a un punto tale cui non erano
giunti neppure secoli di persecuzione.
5. In diverse occasioni sin dalla mia elezione alla Sede di
Pietro, ho incontrato vittime di abusi sessuali, così come sono
disponibile a farlo in futuro. Mi sono soffermato con loro, ho
ascoltato le loro vicende, ho preso atto della loro sofferenza, ho
pregato con e per loro. Precedentemente nel mio pontificato, nella
preoccupazione di affrontare questo tema, chiesi ai Vescovi
d’Irlanda, in occasione della visita ad Limina del 2006, di
“stabilire la verità di ciò che è accaduto in passato, prendere
tutte le misure atte ad evitare che si ripeta in futuro, assicurare
che i princìpi di giustizia vengano pienamente rispettati e,
soprattutto, guarire le vittime e tutti coloro che sono colpiti da
questi crimini abnormi” (Discorso
ai Vescovi dell’Irlanda, 28 ottobre 2006).
Con questa Lettera, intendo esortare tutti voi, come
popolo di Dio in Irlanda, a riflettere sulle ferite inferte al corpo
di Cristo, sui rimedi, a volte dolorosi, necessari per fasciarle e
guarirle, e sul bisogno di unità, di carità e di vicendevole aiuto
nel lungo processo di ripresa e di rinnovamento ecclesiale. Mi
rivolgo ora a voi con parole che mi vengono dal cuore, e desidero
parlare a ciascuno di voi individualmente e a tutti voi come
fratelli e sorelle nel Signore.
6. Alle vittime di abuso e alle loro famiglie
Avete sofferto tremendamente e io ne sono veramente dispiaciuto.
So che nulla può cancellare il male che avete sopportato. È stata
tradita la vostra fiducia, e la vostra dignità è stata violata.
Molti di voi avete sperimentato che, quando eravate sufficientemente
coraggiosi per parlare di quanto vi era accaduto, nessuno vi
ascoltava. Quelli di voi che avete subito abusi nei convitti dovete
aver percepito che non vi era modo di fuggire dalle vostre
sofferenze. È comprensibile che voi troviate difficile perdonare o
essere riconciliati con la Chiesa. A suo nome esprimo apertamente la
vergogna e il rimorso che tutti proviamo. Allo stesso tempo vi
chiedo di non perdere la speranza. È nella comunione della Chiesa
che incontriamo la persona di Gesù Cristo, egli stesso vittima di
ingiustizia e di peccato. Come voi, egli porta ancora le ferite del
suo ingiusto patire. Egli comprende la profondità della vostra pena
e il persistere del suo effetto nelle vostre vite e nei vostri
rapporti con altri, compresi i vostri rapporti con la Chiesa. So che
alcuni di voi trovano difficile anche entrare in una chiesa dopo
quanto è avvenuto. Tuttavia, le stesse ferite di Cristo,
trasformate dalle sue sofferenze redentrici, sono gli strumenti
grazie ai quali il potere del male è infranto e noi rinasciamo alla
vita e alla speranza. Credo fermamente nel potere risanatore del suo
amore sacrificale – anche nelle situazioni più buie e senza
speranza – che porta la liberazione e la promessa di un nuovo
inizio.
Rivolgendomi a voi come pastore, preoccupato per il bene di tutti
i figli di Dio, vi chiedo con umiltà di riflettere su quanto vi ho
detto. Prego che, avvicinandovi a Cristo e partecipando alla vita
della sua Chiesa – una Chiesa purificata dalla penitenza e
rinnovata nella carità pastorale – possiate arrivare a riscoprire
l’infinito amore di Cristo per ciascuno di voi. Sono fiducioso che
in questo modo sarete capaci di trovare riconciliazione, profonda
guarigione interiore e pace.
7. Ai sacerdoti e ai religiosi che hanno abusato dei ragazzi
Avete tradito la fiducia riposta in voi da giovani innocenti e
dai loro genitori. Dovete rispondere di ciò davanti a Dio
onnipotente, come pure davanti a tribunali debitamente costituiti.
Avete perso la stima della gente dell’Irlanda e rovesciato
vergogna e disonore sui vostri confratelli. Quelli di voi che siete
sacerdoti avete violato la santità del sacramento dell’Ordine
Sacro, in cui Cristo si rende presente in noi e nelle nostre azioni.
Insieme al danno immenso causato alle vittime, un grande danno è
stato perpetrato alla Chiesa e alla pubblica percezione del
sacerdozio e della vita religiosa.
Vi esorto ad esaminare la vostra coscienza, ad assumervi la
responsabilità dei peccati che avete commesso e ad esprimere con
umiltà il vostro rincrescimento. Il pentimento sincero apre la
porta al perdono di Dio e alla grazia del vero emendamento. Offrendo
preghiere e penitenze per coloro che avete offeso, dovete cercare di
fare personalmente ammenda per le vostre azioni. Il sacrificio
redentore di Cristo ha il potere di perdonare persino il più grave
dei peccati e di trarre il bene anche dal più terribile dei mali.
Allo stesso tempo, la giustizia di Dio esige che rendiamo conto
delle nostre azioni senza nascondere nulla. Riconoscete apertamente
la vostra colpa, sottomettetevi alle esigenze della giustizia, ma
non disperate della misericordia di Dio.
8. Ai genitori
Siete stati profondamente sconvolti nell’apprendere le cose
terribili che ebbero luogo in quello che avrebbe dovuto essere
l’ambiente più sicuro di tutti. Nel mondo di oggi non è facile
costruire un focolare domestico ed educare i figli. Essi meritano di
crescere in un ambiente sicuro, amati e desiderati, con un forte
senso della loro identità e del loro valore. Hanno diritto ad
essere educati ai valori morali autentici, radicati nella dignità
della persona umana, ad essere ispirati dalla verità della nostra
fede cattolica e ad apprendere modi di comportamento e di azione che
li portino ad una sana stima di sé e alla felicità duratura.
Questo compito nobile ed esigente è affidato in primo luogo a voi,
loro genitori. Vi esorto a fare la vostra parte per assicurare la
miglior cura possibile dei ragazzi, sia in casa che nella società
in genere, mentre la Chiesa, da parte sua, continua a mettere in
pratica le misure adottate negli ultimi anni per tutelare i giovani
negli ambienti parrocchiali ed educativi. Mentre portate avanti le
vostre importanti responsabilità, siate certi che sono vicino a voi
e che vi porgo il sostegno della mia preghiera.
9. Ai ragazzi e ai giovani dell’Irlanda
Desidero offrirvi una particolare parola di incoraggiamento. La
vostra esperienza di Chiesa è molto diversa da quella dei vostri
genitori e dei vostri nonni. Il mondo è molto cambiato da quando
essi avevano la vostra età. Nonostante ciò, tutti, in ogni
generazione, sono chiamati a percorrere lo stesso cammino della
vita, qualunque possano essere le circostanze. Siamo tutti
scandalizzati per i peccati e i fallimenti di alcuni membri della
Chiesa, particolarmente di coloro che furono scelti in modo speciale
per guidare e servire i giovani. Ma è nella Chiesa che voi
troverete Gesù Cristo che è lo stesso ieri, oggi e sempre (cfr Eb
13, 8). Egli vi ama e per voi ha offerto se stesso sulla croce.
Cercate un rapporto personale con lui nella comunione della sua
Chiesa, perché lui non tradirà mai la vostra fiducia! Lui solo può
soddisfare le vostre attese più profonde e dare alle vostre vite il
loro significato più pieno indirizzandole al servizio degli altri.
Tenete gli occhi fissi su Gesù e sulla sua bontà e proteggete nel
vostro cuore la fiamma della fede. Insieme con i vostri fratelli
cattolici in Irlanda guardo a voi perché siate fedeli discepoli del
nostro Dio e contribuiate con il vostro entusiasmo e il vostro
idealismo tanto necessari alla ricostruzione e al rinnovamento della
nostra amata Chiesa.
10. Ai sacerdoti e ai religiosi dell’Irlanda
Tutti noi stiamo soffrendo come conseguenza dei peccati di nostri
confratelli che hanno tradito una consegna sacra o non hanno
affrontato in modo giusto e responsabile le accuse di abuso. Di
fronte all’oltraggio e all’indignazione che ciò ha provocato,
non soltanto tra i laici ma anche tra voi e le vostre comunità
religiose, molti di voi si sentono personalmente scoraggiati e anche
abbandonati. Sono consapevole inoltre che agli occhi di alcuni
apparite colpevoli per associazione, e siete visti come se foste in
qualche modo responsabili dei misfatti di altri. In questo tempo di
sofferenza, voglio darvi atto della dedizione della vostra vita di
sacerdoti e religiosi e dei vostri apostolati, e vi invito a
riaffermare la vostra fede in Cristo, il vostro amore verso la sua
Chiesa e la vostra fiducia nella promessa di redenzione, di perdono
e di rinnovamento interiore del Vangelo. In questo modo,
dimostrerete a tutti che dove abbonda il peccato, sovrabbonda la
grazia (cfr Rm 5, 20).
So che molti di voi sono delusi, sconcertati e adirati per il
modo in cui queste questioni sono state affrontate da alcuni vostri
superiori. Ciononostante, è essenziale che collaboriate da vicino
con coloro che sono in autorità e che vi adoperiate a far sì che
le misure adottate per rispondere alla crisi siano veramente
evangeliche, giuste ed efficaci. Soprattutto, vi esorto a diventare
sempre più chiaramente uomini e donne di preghiera, seguendo con
coraggio la via della conversione, della purificazione e della
riconciliazione. In questo modo, la Chiesa in Irlanda trarrà nuova
vita e vitalità dalla vostra testimonianza al potere redentore del
Signore reso visibile nella vostra vita.
11. Ai miei fratelli vescovi
Non si può negare che alcuni di voi e dei vostri predecessori
avete mancato, a volte gravemente, nell’applicare le norme del
diritto canonico codificate da lungo tempo circa i crimini di abusi
di ragazzi. Seri errori furono commessi nel trattare le accuse.
Capisco quanto era difficile afferrare l’estensione e la
complessità del problema, ottenere informazioni affidabili e
prendere decisioni giuste alla luce di consigli divergenti di
esperti. Ciononostante, si deve ammettere che furono commessi gravi
errori di giudizio e che si sono verificate mancanze di governo.
Tutto questo ha seriamente minato la vostra credibilità ed
efficacia. Apprezzo gli sforzi che avete fatto per porre rimedio
agli errori del passato e per assicurare che non si ripetano. Oltre
a mettere pienamente in atto le norme del diritto canonico
nell’affrontare i casi di abuso dei ragazzi, continuate a
cooperare con le autorità civili nell’ambito di loro competenza.
Chiaramente, i superiori religiosi devono fare altrettanto.
Anch’essi hanno partecipato a recenti incontri qui a Roma intesi a
stabilire un approccio chiaro e coerente a queste questioni. È
doveroso che le norme della Chiesa in Irlanda per la tutela dei
ragazzi siano costantemente riviste ed aggiornate e che siano
applicate in modo pieno ed imparziale in conformità con il diritto
canonico.
Soltanto un’azione decisa portata avanti con piena onestà e
trasparenza potrà ripristinare il rispetto e il benvolere degli
Irlandesi verso la Chiesa alla quale abbiamo consacrato la nostra
vita. Ciò deve scaturire, prima di tutto, dal vostro esame di voi
stessi, dalla purificazione interiore e dal rinnovamento spirituale.
La gente dell’Irlanda giustamente si attende che siate uomini di
Dio, che siate santi, che viviate con semplicità, che ricerchiate
ogni giorno la conversione personale. Per loro, secondo
l’espressione di Sant’Agostino, siete vescovi; eppure con loro
siete chiamati ad essere seguaci di Cristo (cfr Discorso 340,
1). Vi esorto dunque a rinnovare il vostro senso di responsabilità
davanti a Dio, a crescere in solidarietà con la vostra gente e ad
approfondire la vostra sollecitudine pastorale per tutti i membri
del vostro gregge. In particolare, siate sensibili alla vita
spirituale e morale di ciascuno dei vostri sacerdoti. Siate un
esempio con le vostre stesse vite, siate loro vicini, prestate
ascolto alle loro preoccupazioni, offrite loro incoraggiamento in
questo tempo di difficoltà e alimentate la fiamma del loro amore
per Cristo e il loro impegno nel servizio dei loro fratelli e
sorelle.
Anche i laici devono essere incoraggiati a fare la loro parte
nella vita della Chiesa. Fate in modo che siano formati in modo tale
che possano dare ragione in modo articolato e convincente del
Vangelo nella società moderna (cfr 1 Pt3, 15), e cooperino
più pienamente alla vita e alla missione della Chiesa. Questo, a
sua volta, vi aiuterà a ritornare ad essere guide e testimoni
credibili della verità redentrice di Cristo.
12. A tutti i fedeli dell’Irlanda
L’esperienza che un giovane fa della Chiesa dovrebbe sempre
portare frutto in un incontro personale e vivificante con Gesù
Cristo in una comunità che ama e che offre nutrimento. In questo
ambiente, i giovani devono essere incoraggiati a crescere fino alla
loro piena statura umana e spirituale, ad aspirare ad alti ideali di
santità, di carità e di verità e a trarre ispirazione dalle
ricchezze di una grande tradizione religiosa e culturale. Nella
nostra società sempre più secolarizzata, in cui anche noi
cristiani sovente troviamo difficile parlare della dimensione
trascendente della nostra esistenza, abbiamo bisogno di trovare
nuove vie per trasmettere ai giovani la bellezza e la ricchezza
dell’amicizia con Gesù Cristo nella comunione della sua Chiesa.
Nell’affrontare la presente crisi, le misure per occuparsi in modo
giusto dei singoli crimini sono essenziali, tuttavia da sole non
sono sufficienti: vi è bisogno di una nuova visione per ispirare la
generazione presente e quelle future a far tesoro del dono della
nostra comune fede. Camminando sulla via indicata dal Vangelo,
osservando i comandamenti e conformando la vostra vita in modo
sempre più vicino alla persona di Gesù Cristo, farete esperienza
del profondo rinnovamento di cui oggi vi è così urgente bisogno.
Vi invito tutti a perseverare lungo questo cammino.
13. Cari fratelli e sorelle in Cristo, è con profonda
preoccupazione verso voi tutti in questo tempo di dolore, nel quale
la fragilità della condizione umana è stata così chiaramente
rivelata, che ho desiderato offrirvi queste parole di
incoraggiamento e di sostegno. Spero che le accoglierete come un
segno della mia spirituale vicinanza e della mia fiducia nella
vostra capacità di rispondere alle sfide dell’ora presente
traendo rinnovata ispirazione e forza dalle nobili tradizioni
dell’Irlanda di fedeltà al Vangelo, di perseveranza nella fede e
di risolutezza nel conseguimento della santità. Insieme con tutti
voi, prego con insistenza che, con la grazia di Dio, le ferite che
hanno colpito molte persone e famiglie possano essere guarite e che
la Chiesa in Irlanda possa sperimentare una stagione di rinascita e
di rinnovamento spirituale.
14. Desidero proporvi alcune iniziative concrete per affrontare
la situazione.
Al termine del mio incontro con i vescovi dell’Irlanda, ho
chiesto che la quaresima
di quest’anno sia considerata tempo di preghiera per una effusione
della misericordia di Dio e dei doni di santità e di forza dello
Spirito Santo sulla Chiesa nel vostro Paese. Invito ora voi tutti a
dedicare le vostre penitenze del venerdì, per un intero anno, da
ora fino alla Pasqua del 2011, per questa finalità. Vi chiedo di
offrire il vostro digiuno, la vostra preghiera, la vostra lettura
della Sacra Scrittura e le vostre opere di misericordia per ottenere
la grazia della guarigione e del rinnovamento per la Chiesa in
Irlanda. Vi incoraggio a riscoprire il sacramento della
Riconciliazione e ad avvalervi con maggiore frequenza della forza
trasformatrice della sua grazia.
Particolare attenzione dovrà anche essere riservata
all’adorazione eucaristica, e in ogni diocesi vi dovranno essere
chiese o cappelle specificamente riservate a questo fine. Chiedo che
le parrocchie, i seminari, le case religiose e i monasteri
organizzino tempi per l’adorazione eucaristica, in modo che tutti
abbiano la possibilità di prendervi parte. Con la preghiera
fervorosa di fronte alla reale presenza del Signore, potete compiere
la riparazione per i peccati di abuso che hanno recato tanto danno,
e al tempo stesso implorare la grazia di una rinnovata forza e di un
più profondo senso della missione da parte di tutti i vescovi, i
sacerdoti, i religiosi e i fedeli.
Sono fiducioso che questo programma porterà ad una rinascita
della Chiesa in Irlanda nella pienezza della verità stessa di Dio,
poiché è la verità che ci rende liberi (cfr Gv 8, 32).
Inoltre, dopo essermi consultato e aver pregato sulla questione,
intendo indire una Visita Apostolica in alcune diocesi
dell’Irlanda, come pure in seminari e congregazioni religiose. La
Visita si propone di aiutare la Chiesa locale nel suo cammino di
rinnovamento e sarà stabilita in cooperazione con i competenti
uffici della Curia Romana e la Conferenza Episcopale Irlandese. I
particolari saranno resi noti a suo tempo.
Propongo inoltre che si tenga una Missione a livello nazionale
per tutti i vescovi, i sacerdoti e i religiosi. Nutro la speranza
che, attingendo dalla competenza di esperti predicatori e
organizzatori di ritiri sia dall’Irlanda che da altrove, e
riesaminando i documenti conciliari, i riti liturgici
dell’ordinazione e della professione e i recenti insegnamenti
pontifici, giungiate ad un più profondo apprezzamento delle vostre
rispettive vocazioni, in modo da riscoprire le radici della vostra
fede in Gesù Cristo e da bere abbondantemente dalle sorgenti
dell’acqua viva che egli vi offre attraverso la sua Chiesa.
In questo Anno
dedicato ai Sacerdoti, vi do in consegna in modo del tutto
particolare la figura di San Giovanni Maria Vianney, che ebbe una
così ricca comprensione del mistero del sacerdozio. “Il
sacerdote, scrisse, ha la chiave dei tesori del cielo: è lui che
apre la porta, è lui il dispensiere del buon Dio,
l’amministratore dei suoi beni”. Il Curato d’Ars ben comprese
quanto grandemente benedetta è una comunità quando è servita da
un sacerdote buono e santo: “Un buon pastore, un pastore secondo
il cuore di Dio, è il tesoro più grande che il buon Dio può dare
ad una parrocchia e uno dei doni più preziosi della divina
misericordia”. Per intercessione di San Giovanni Maria Vianney
possa il sacerdozio in Irlanda riprendere vita e possa l’intera
Chiesa in Irlanda crescere nella stima del grande dono del ministero
sacerdotale.
Colgo questa opportunità per ringraziare fin d’ora tutti
coloro che saranno coinvolti nell’impegno di organizzare la Visita
Apostolica e la Missione, come pure i molti uomini e donne che in
tutta l’Irlanda stanno già adoperandosi per la tutela dei ragazzi
negli ambienti ecclesiali. Fin da quando la gravità e
l’estensione del problema degli abusi sessuali dei ragazzi in
istituzioni cattoliche incominciò ad essere pienamente compreso, la
Chiesa ha compiuto una grande mole di lavoro in molte parti del
mondo, al fine di affrontarlo e di porvi rimedio. Mentre non si deve
risparmiare alcuno sforzo per migliorare ed aggiornare procedure già
esistenti, mi incoraggia il fatto che le prassi vigenti di tutela,
fatte proprie dalle Chiese locali, sono considerate, in alcune parti
del mondo, un modello da seguire per altre istituzioni.
Desidero concludere questa Lettera con una speciale Preghiera
per la Chiesa in Irlanda, che vi invio con la cura che un padre
ha per i suoi figli e con l’affetto di un cristiano come voi,
scandalizzato e ferito per quanto è accaduto nella nostra amata
Chiesa. Mentre utilizzerete questa preghiera nelle vostre famiglie,
parrocchie e comunità, possa la Beata Vergine Maria proteggervi e
guidarvi lungo la via che conduce ad una più stretta unione con il
suo Figlio, crocifisso e risorto. Con grande affetto e ferma fiducia
nelle promesse di Dio, di cuore imparto a tutti voi la mia
Benedizione Apostolica come pegno di forza e pace nel Signore.
Dal Vaticano, 19 marzo 2010, Solennità di San Giuseppe
BENEDICTUS PP. XVI
Preghiera per la Chiesa in Irlanda
Dio dei padri nostri,
rinnovaci nella fede che è per noi vita e salvezza,
nella speranza che promette perdono e rinnovamento interiore,
nella carità che purifica ed apre i nostri cuori
ad amare te, e in te, tutti i nostri fratelli e sorelle.
Signore Gesù Cristo,
possa la Chiesa in Irlanda rinnovare il suo millenario impegno
alla formazione dei nostri giovani sulla via della verità,
della bontà, della santità e del generoso servizio alla società.
Spirito Santo, consolatore, avvocato e guida,
ispira una nuova primavera di santità e di zelo apostolico
per la Chiesa in Irlanda.
Possano la nostra tristezza e le nostre lacrime,
il nostro sforzo sincero di raddrizzare gli errori del passato,
e il nostro fermo proposito di correzione,
portare abbondanti frutti di grazia
per l’approfondimento della fede
nelle nostre famiglie, parrocchie, scuole e associazioni,
per il progresso spirituale della società irlandese,
e per la crescita della carità. della giustizia, della gioia e
della pace, nell’intera famiglia umana.
A te, Trinità,
con piena fiducia nell’amorosa protezione di Maria,
Regina dell’Irlanda, Madre nostra,
e di San Patrizio, di Santa Brigida e di tutti i santi,
affidiamo noi stessi, i nostri ragazzi,
e le necessità della Chiesa in Irlanda.
Amen.
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