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26/12/2010 S.Stefano e Santa Famiglia
Città del Vaticano (AsiaNews) – In questo tempo del Santo
Natale – ha detto il pontefice - il desiderio e l’invocazione
del dono della pace si sono fatti ancora più intensi. Ma il
nostro mondo continua ad essere segnato dalla violenza,
specialmente contro i discepoli di Cristo. Ho appreso con
grande tristezza l’attentato in una chiesa cattolica nelle
Filippine, mentre si celebravano i riti del giorno di Natale,
come pure l’attacco a chiese cristiane in Nigeria”. Ieri
mattina nella messa di Natale della polizia a Jolo (Mindanao), una
bomba è scoppiata vicino all’altare ferendo il sacerdote e
altre cinque persone. A Jos (Nigeria), dove vi sono da tempo
tensioni interreligiose e sociali, sette bombe sono esplose nel
centro della città, provocando 32 morti e 74 feriti. Una
bomba che doveva scoppiare in una chiesa durante la messa di
mezzanotte, è stata disinnescata dalla polizia.
“La terra – ha continuato Benedetto XVI - si è macchiata
ancora di sangue in altre parti del mondo come in Pakistan.
Desidero esprimere il mio sentito cordoglio per le vittime di
queste assurde violenze, e ripeto ancora una volta l’appello ad
abbandonare la via dell’odio per trovare soluzioni pacifiche dei
conflitti e donare alle care popolazioni sicurezza e serenità”.
Facendo poi riferimento alla celebrazione di oggi, la Sacra
Famiglia, “che visse la drammatica esperienza di dover fuggire
in Egitto per la furia omicida di Erode, ricordiamo - ha
aggiunto - anche tutti coloro – in particolare le famiglie - che
sono costretti ad abbandonare le proprie case a causa della
guerra, della violenza e dell’intolleranza. Vi invito, quindi,
ad unirvi a me nella preghiera per chiedere con forza al Signore
che tocchi il cuore degli uomini e porti speranza, riconciliazione
e pace”.
Proprio alla Sacra Famiglia era dedicata la prima parte della sua
riflessione prima dell’Angelus. In essa, ha spiegato Benedetto
XVI, “ il piccolo Gesù appare al centro dell’affetto e delle
premure dei suoi genitori. Nella povera grotta di Betlemme –
scrivono i Padri della Chiesa – rifulge una luce vivissima,
riflesso del profondo mistero che avvolge quel Bambino, e che
Maria e Giuseppe custodiscono nei loro cuori e lasciano trasparire
nei loro sguardi, nei gesti, soprattutto nei loro silenzi”.
“La santa Famiglia di Nazareth ha attraversato molte prove,
come quella – ricordata nel Vangelo secondo Matteo –
della “strage degli innocenti”, che costrinse Giuseppe e
Maria ed emigrare in Egitto (cfr 2,13-23). Ma, confidando
nella divina Provvidenza, essi trovarono la loro stabilità e
assicurarono a Gesù un’infanzia serena e una solida
educazione”.
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26/12/2010
ANGELUS e OMELIA «La
Santa Famiglia, modello di vita per ogni famiglia»
PRIMA
DELL’ANGELUS
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