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ZI08042009 - 20/04/2008
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Il Papa: la “testimonianza dei nostri sforzi” è “un segno di speranza”

Nell'incontrarsi con alcuni bambini disabili nella Cappella del Seminario St. Joseph

NEW YORK, domenica, 20 aprile 2008 (ZENIT.org).- Questo sabato prima di incontrare i giovani ed i seminaristi, nella Cappella del Seminario di Saint Joseph a New York, il Papa ha rivolto un saluto a 50 bambini diversamente abili e malati oncologici, accompagnati dai loro genitori.

Nel suo breve discorso, Benedetto XVI ha pronunciato parole di incoraggiamento, ricordando che la fede “ci aiuta a vedere la vita come Dio la vede”: “Dio vi ha benedetto con il dono della vita e vi ha dato anche altri talenti e qualità. Attraverso questi doni voi potete servire in molti modi Dio e la società”.

 “Sebbene il contributo di alcuni possa apparire grande e quello di altri più modesto – ha aggiunto – il valore della testimonianza dei nostri sforzi costituisce sempre, per tutti, un segno di speranza”.

Per questo il Papa ha esortato a far leva sulla forza della fede e a non disperare mai: “A volte è arduo trovare una ragione per quanto appare soltanto come una difficoltà da superare o un dolore da affrontare”.

“Nonostante ciò – ha ribadito – la fede ci aiuta a spalancare l’orizzonte al di là di noi stessi e vedere la vita come Dio la vede. L’amore incondizionato di Dio, che raggiunge ogni individuo, è un indicatore di significato e di scopo per ogni uomo”.

Infine, il Papa stesso si è affidato alle preghiere dei bambini: “Vi chiedo di pregare anche per me Come sapete, ho appena compiuto un altro anno. Il tempo vola!”.

Ad accogliere Benedetto XVI nella cappella sono state le voci dei giovani cantori della Cattedrale di San Patrizio ed i gesti del Coro dei sordi dell’arcidiocesi.

Tre bambini hanno poi donato al Papa un disegno, ringraziandolo con queste parole: “Santo Padre grazie per averci riservato del tempo nella sua visita a New York. La sua presenza ispira le nostre coscienze e ci spinge ad amare di più Gesù”.

 

 

ZI08041709 - 17/04/2008
Permalink: http://www.zenit.org/article-14094?l=italian

Il Papa riceve un gruppo di vittime di abusi sessuali da parte di sacerdoti

"Nessuna mia parola potrebbe descrivere il dolore ed il danno recati da tale abuso"


 WASHINGTON, D.C., giovedì, 17 aprile 2008 (ZENIT.org).- Benedetto XVI ha ricevuto questo giovedì un gruppo di vittime di abusi sessuali compiuti da sacerdoti, dopo aver riconosciuto che non ci sono parole per esprimere il dolore che hanno provocato. 

Secondo quanto ha rivelato un comunicato diffuso dalla Santa Sede, "alle 16.15, il Santo Padre ha incontrato, nella cappella della Nunziatura a Washington D.C., un piccolo gruppo di persone vittime di abusi sessuali da parte di esponenti del clero".

"Il gruppo, accompagnato dall'Arcivescovo di Boston, Card. Sean O'Malley, ha pregato insieme al Santo Padre, il quale ha poi ascoltato i loro racconti personali e detto loro parole di incoraggiamento e di speranza". 

"Il Papa li ha assicurati della sua preghiera per le loro intenzioni, per le loro famiglie e per tutte le vittime di abuso sessuale", conclude il testo.

La mattina, durante l'omelia della Messa che ha presieduto nello stadio del "Nationals Park" di Washington, il Santo Padre ha preso atto "del dolore che la Chiesa in America ha provato come conseguenza dell'abuso sessuale di minorenni". 

"Nessuna mia parola potrebbe descrivere il dolore ed il danno recati da tale abuso", ha confessato.

E' stata la terza volta da quando ha preso l'aereo che lo ha portato a Washington che ha parlato in termini accorati dell'argomento. 

"È importante che a quanti hanno sofferto sia riservata un'amorevole attenzione pastorale. Né posso descrivere in modo adeguato il danno verificatosi all'interno della comunità della Chiesa", ha affermato.

"Sono già stati fatti grandi sforzi per affrontare in modo onesto e giusto questa tragica situazione e per assicurare che i bambini - che il nostro Signore ama così profondamente e che sono il nostro tesoro più grande - possano crescere in un ambiente sicuro", ha riconosciuto. 

"Queste premure per proteggere i bambini devono continuare"; "incoraggio ognuno di voi a fare quanto gli è possibile per promuovere il risanamento e la riconciliazione e per aiutare quanti sono stati feriti".

"Inoltre vi chiedo di amare i vostri sacerdoti e di confermarli nel lavoro eccellente che fanno. E soprattutto pregate affinché lo Spirito Santo effonda i suoi doni sulla Chiesa, i doni che conducono alla conversione, al perdono e alla crescita nella santità".