Benedetto blitz di Benedetto

Autore: Mangiarotti, Don Gabriele  Fonte: CulturaCattolica.it 

lunedì 20 giugno 2011


Riflessioni su una visita

L’hanno in molti definita una giornata indimenticabile, un evento epocale, un fatto che segnerà la storia di questa diocesi sammarinese-feretrana, un punto di non ritorno.

E certo non sono parole di circostanza, ma indicano lo stupore che la presenza del Papa ha ridestato in questo popolo, anche nelle sue componenti solitamente più critiche e distanti. Viene in mente una bella poesia del grande poeta Clemente Rebora: “e la parola zittì chiacchiere mie”. Ove qui, oltre che alla parola si può fare riferimento alla presenza del Papa, alla sua capacità di testimoniare, nella chiarezza e nella umiltà, un Altro più grande, tra noi.

Ho avuto la grazia (dapprima non ritenuta tale, visto il desiderio che avevo di concelebrare la Santa Messa con il Papa, e poi di essere presente all’incontro con i giovani che avevo contribuito a preparare) di poter commentare tutta la giornata alla televisione di San Marino, cercando di cogliere gli aspetti più significativi per una trasmissione in diretta. Otto ore intense, straordinarie, con il direttore Carmen Lasorella, illustri invitati, con la preoccupazione di non perdere neanche una goccia di questo torrente impetuoso di bellezza e di bene.

Certo la ricchezza di contenuti di questa visita sarà motivo di un lavoro che deve iniziare da subito. Vorrei qui evidenziare alcuni spunti: non però con la preoccupazione di indicare il messaggio del Papa come se potesse suggerire una “ricetta” valida per tutte le necessità. A questo anno pensato altri: crisi della famiglia, problemi del lavoro, presenza dei “frontalieri”, ecc...

Preferisco leggere il cuore del messaggio pontificio in questi semplici suggerimenti. Mi pare che l’incontro con i giovani l’abbia, tra l’altro, evidenziato mirabilmente.

1. Il Papa ha continuamente fatto riferimento alla “esperienza”: guardate ciò che vi accade, guardate con simpatia l’umano che è in voi, prendetevi sul serio. Non accettate schemi di lettura di quello che siete. Voi, la vostra vita, le vostre domande, e la spinta che hanno con sé sono il primo libro da prendere in considerazione. Prendetevi sul serio!

Quando ho ascoltato questi i contenuti mi sono commosso profondamente, avvertendo in queste parole quella eco che Gesù ha destato, anni fa, ma ancora oggi, nella mia vita.

2. Il Papa ha parlato di Gesù (questo “nome” ritengo sia stato la cifra di tutti gli incontri): e lego questa parola al richiamo alla “laicità positiva”. Gesù non riguarda una “devozione”, non è argomento per “addetti ai lavori”, Gesù è fattore reale, elemento della realtà, qualcuno con cui potere (e dovere) fare i conti. L’esperienza della Repubblica di San Marino è, in questo, esemplare: si tratta di una fede che ha creato una civiltà che dura da quasi 2000 anni, tanti sono (1700) quelli in cui questa realtà statuale ha durato nella storia.

Sana laicità, sinonimo di autentico realismo, capace di rifiutare schemi e ideologie (anche gli stereotipi ottocenteschi in cui alcuni vorrebbero ingabbiare questa straordinaria avventura storica).

3. Un’ultima parola mi ha colpito rispetto a quanto il Papa ha reso evidente: il compito che una piccola realtà come questa (la fede che diventa cultura, potremmo dire parafrasando quanto già Giovanni Paolo II affermava come responsabilità del credente e segno che tale fede è accolta, pensata e vissuta) tale compito ha una portata universale.

Le radici cristiane di San Marino non sono un retaggio di pochi, quasi un “optional” di alcuni privilegiati. Sono profezia ha per tutti. Sono ciò a cui ogni uomo può e deve guardare: se ci deve essere una “speranza affidabile”, questa è che si dia inizio ad una “fede amica della ragione” che diventa realtà creativa di novità nel presente (del resto Benedetto XVI ha ricordato, commentando l’episodio evangelico del giovane ricco, che «La “vita eterna”, infatti, alla quale fa riferimento quel giovane del Vangelo non indica solamente la vita dopo la morte, non vuol sapere soltanto come arrivo al cielo. Vuol sapere: come devo vivere adesso per avere già la vita che può essere poi anche eterna. Quindi in questa domanda questo giovane manifesta l’esigenza che l’esistenza quotidiana trovi senso, trovi pienezza, trovi verità…»

Così ho letto questa visita, e così capisco che viene rinnovato il compito per ciascuno di noi. Con una nota bene: “non ci si pente mai ad essere generosi con Dio!”.
ZI11062004 - 20/06/2011
Permalink: http://www.zenit.org/article-27145?l=italian

Discorso del Papa ai giovani di San Marino-Montefeltro

Durante la sua visita pastorale di questa domenica

PENNABILLI, lunedì, 20 giugno 2011 (ZENIT.org).- Riportiamo il discorso che Papa Benedetto XVI ha rivolto ai giovani di San Marino-Montefeltro, che ha incontrato nella piazza della Cattedrale di Pennabilli (Rimini) questa domenica pomeriggio.

* * *

Cari giovani!

Sono molto contento di essere oggi in mezzo a voi e con voi! Sento tutta la vostra gioia e l’entusiasmo che caratterizzano la vostra età. Saluto e ringrazio il vostro Vescovo, Mons. Luigi Negri, per le cordiali parole di accoglienza, e il vostro amico che si è fatto interprete dei pensieri e dei sentimenti di tutti, e ha formulato alcune questioni molto serie e importanti. Spero che nel corso di questa mia esposizione si trovino anche gli elementi per trovare le risposte a queste domande. Saluto con affetto i Sacerdoti, le Suore, gli animatori che condividono con voi il cammino della fede e dell’amicizia; e naturalmente anche i vostri genitori, che gioiscono nel vedervi crescere forti nel bene.

Il nostro incontro qui a Pennabilli, davanti a questa Cattedrale, cuore della Diocesi, e in questa Piazza, ci rimanda con il pensiero ai numerosi e diversi incontri di Gesù che ci sono raccontati dai Vangeli. Oggi vorrei richiamare il celebre episodio in cui il Signore era in cammino e un tale - un giovane - gli corse incontro e, inginocchiatosi, gli pose questa domanda: "Maestro buono, che cosa devo fare per avere in eredità la vita eterna?" (Mc 10,17). Noi forse oggi non diremmo così, ma il senso della domanda è proprio: cosa devo fare, come devo vivere per vivere realmente, per trovare la vita. Quindi dentro questo interrogativo possiamo vedere racchiusa l’ampia e variegata esperienza umana che si apre alla ricerca del significato, del senso profondo della vita: come vivere, perché vivere. La "vita eterna", infatti, alla quale fa riferimento quel giovane del Vangelo non indica solamente la vita dopo la morte, non vuol sapere soltanto come arrivo al cielo. Vuol sapere: come devo vivere adesso per avere già la vita che può essere poi anche eterna. Quindi in questa domanda questo giovane manifesta l’esigenza che l’esistenza quotidiana trovi senso, trovi pienezza, trovi verità. L’uomo non può vivere senza questa ricerca della verità su se stesso - che cosa sono io, per che cosa devo vivere - verità che spinga ad aprire l’orizzonte e ad andare al di là di ciò che è materiale, non per fuggire dalla realtà, ma per viverla in modo ancora più vero, più ricco di senso e di speranza, e non solo nella superficialità. E penso che questa – e l’ho visto e sentito nelle parole del vostro amico – sia anche la vostra esperienza. I grandi interrogativi che portiamo dentro di noi rimangono sempre, rinascono sempre: chi siamo?, da dove veniamo?, per chi viviamo? E queste questioni sono il segno più alto della trascendenza dell’essere umano e della capacità che abbiamo di non fermarci alla superficie delle cose. Ed è proprio guardando in noi stessi con verità, con sincerità e con coraggio che intuiamo la bellezza, ma anche la precarietà della vita e sentiamo un’insoddisfazione, un’inquietudine che nessuna cosa concreta riesce a colmare. Alla fine tutte le promesse si dimostrano spesso insufficienti.

Cari amici, vi invito a prendere coscienza di questa sana e positiva inquietudine, a non aver paura di porvi le domande fondamentali sul senso e sul valore della vita. Non fermatevi alle risposte parziali, immediate, certamente più facili al momento e più comode, che possono dare qualche momento di felicità, di esaltazione, di ebbrezza, ma che nonviportano alla vera gioia di vivere, quella che nasce da chi costruisce – come dice Gesù – non sulla sabbia, ma sulla solida roccia. Imparate allora a riflettere, a leggere in modo non superficiale, ma in profondità la vostra esperienza umana: scoprirete, con meraviglia e con gioia, che il vostro cuore è una finestra aperta sull’infinito! Questa è la grandezza dell'uomo e anche la sua difficoltà. Una delle illusioni prodotte nel corso della storia è stata quella di pensare che il progresso tecnico-scientifico, in modo assoluto, avrebbe potuto dare risposte e soluzioni a tutti i problemi dell’umanità. E vediamo che non è così. In realtà, anche se ciò fosse stato possibile, nulla e nessuno avrebbe potuto cancellare le domande più profonde sul significato della vita e della morte, sul significato della sofferenza, di tutto, perché queste domande sono scritte nell’animo umano, nel nostro cuore, e oltrepassano la sfera dei bisogni. L’uomo, anche nell’era del progresso scientifico e tecnologico - che ci ha dato tanto - rimane un essere che desidera di più, più che la comodità e il benessere, rimane un essere aperto alla verità intera della sua esistenza, che non può fermarsi alle cose materiali, ma si apre ad un orizzonte molto più ampio. Tutto questo voi lo sperimentate continuamente ogni volta che vi domandate: ma perché? Quando contemplate un tramonto, o una musica muove in voi il cuore e la mente; quando provate che cosa vuol dire amare veramente; quando sentite forte il senso della giustizia e della verità, e quando sentite anche la mancanza di giustizia, di verità e di felicità.

Cari giovani, l’esperienza umana è una realtà che ci accomuna tutti, ma ad essa si possono dare diversi livelli di significato. Ed è qui che si decide in che modo orientare la propria vita e si sceglie a chi affidarla, a chi affidarsi. Il rischio è sempre quello di rimanere imprigionati nel mondo delle cose, dell'immediato, del relativo, dell’utile, perdendo la sensibilità per ciò che si riferisce alla nostra dimensione spirituale. Non si tratta affatto di disprezzare l’uso della ragione o di rigettare il progresso scientifico, tutt’altro; si tratta piuttosto di capire che ciascuno di noi non è fatto solo di una dimensione "orizzontale", ma comprende anche quella "verticale". I dati scientifici e gli strumenti tecnologici non possono sostituirsi al mondo della vita, agli orizzonti di significato e di libertà, alla ricchezza delle relazioni di amicizia e di amore.

Cari giovani, è proprio nell’apertura alla verità intera di noi, di noi stessi e del mondo che scorgiamo l’iniziativa di Dio nei nostri confronti. Egli viene incontro ad ogni uomo e gli fa conoscere il mistero del suo amore. Nel Signore Gesù, che è morto e risorto per noi e ci ha donato lo Spirito Santo, siamo addirittura resi partecipi della vita stessa di Dio, apparteniamo alla famiglia di Dio. In Lui, in Cristo, potete trovare le risposte alle domande che accompagnano il vostro cammino, non in modo superficiale, facile, ma camminando con Gesù, vivendo con Gesù. L’incontro con Cristo non si risolve nell’adesione ad una dottrina, ad una filosofia, ma ciò che Lui vi propone è di condividere la sua stessa vita e così imparare a vivere, imparare che cosa è l'uomo, che cosa sono io. A quel giovane, che Gli aveva chiesto che cosa fare per entrare nella vita eterna, cioè per vivere veramente, Gesù risponde, invitandolo a distaccarsi dai suoi beni e aggiunge: "Vieni! Seguimi!" (Mc 10,21). La parola di Cristo mostra che la vostra vita trova significato nel mistero di Dio, che è Amore: un Amore esigente, profondo, che va oltre la superficialità! Che cosa sarebbe la vostra vita senza questo amore? Dio si prende cura dell’uomo dalla creazione fino alla fine dei tempi, quando porterà a compimento il suo progetto di salvezza. Nel Signore Risorto abbiamo la certezza della nostra speranza! Cristo stesso, che è andato nelle profondità della morte ed è risorto, è la speranza in persona, è la Parola definitiva pronunciata sulla nostra storia, è una parola positiva.

Non temete di affrontare le situazioni difficili, i momenti di crisi, le prove della vita, perché il Signore vi accompagna, è con voi! Vi incoraggio a crescere nell’amicizia con Lui attraverso la lettura frequente del Vangelo e di tutta la Sacra Scrittura, la partecipazione fedele all’Eucaristia come incontro personale con Cristo, l’impegno all’interno della comunità ecclesiale, il cammino con una valida guida spirituale. Trasformati dallo Spirito Santo potrete sperimentare l’autentica libertà, che è tale quando è orientata al bene. In questo modo la vostra vita, animata da una continua ricerca del volto del Signore e dalla volontà sincera di donare voi stessi, sarà per tanti vostri coetanei un segno, un richiamo eloquente a far sì che il desiderio di pienezza che sta in tutti noi si realizzi finalmente nell’incontro con il Signore Gesù. Lasciate che il mistero di Cristo illumini tutta la vostra persona! Allora potrete portare nei diversi ambienti quella novità che può cambiare le relazioni, le istituzioni, le strutture, per costruire un mondo più giusto e solidale, animato dalla ricerca del bene comune. Non cedete a logiche individualistiche ed egoistiche! Vi conforti la testimonianza di tanti giovani che hanno raggiunto la meta della santità: pensate a santa Teresa di Gesù Bambino, san Domenico Savio, santa Maria Goretti, il beato Pier Giorgio Frassati, il beato Alberto Marvelli – che è di questa terra! – e tanti altri, a noi sconosciuti, ma che hanno vissuto il loro tempo nella luce e nella forza del Vangelo, e hanno trovato la risposta: come vivere, che cosa devo fare per vivere.

A conclusione di questo incontro, voglio affidare ciascuno di voi alla Vergine Maria, Madre della Chiesa. Come Lei, possiate pronunciare e rinnovare il vostro "sì" e magnificare sempre il Signore con la vostra vita, perché Lui vi dona parole di vita eterna! Coraggio allora cari giovani e care giovani, nel vostro cammino di fede e di vita cristiana anche io vi sono sempre vicino e vi accompagno con la mia Benedizione. Grazie per la vostra attenzione!

[© Copyright 2011 - Libreria Editrice Vaticana]