CORRIERE DELLA SERA 9/11/2011

Il Vaticano e le staminali adulte. Un milione di dollari alla ricerca

Accordo con una società farmaceutica, i fondi da benefattori L' accordo Gianfranco Ravasi È stato firmato dal pontificio consiglio della Cultura e avrà la durata di cinque anni «Non siamo nell' epoca dei Papi-mecenati, ma queste sponsorizzazioni hanno un valore etico»

 

ZI11111311 - 13/11/2011
Permalink: http://www.zenit.org/article-28655?l=italian

La Chiesa sostiene la cura con le staminali adulte

Mentre boccia i tentativi di utilizzare gli embrioni

 
di Antonio Gaspari

ROMA, domenica, 13 novembre 2011 (ZENIT.org).- La Chiesa auspica, sostiene e promuove le ricerche e le cure con le cellule staminali adulte, ma boccia ogni tentativo di utilizzare cellule ricavate da embrioni prodotti per meri scopi utilitaristici.

Questo è quanto ha detto, il Papa Benedetto XVI, sabato 12 novembre, ricevendo in Udienza i partecipanti al Convegno Internazionale promosso dal Pontificio Consiglio della Cultura, sul tema: "Adult Stem Cells: Science and the Future of Man and Culture".

Secondo il Papa “La ricerca scientifica offre un'opportunità unica per esplorare la meraviglia dell'universo, la complessità della natura e la bellezza distintiva della vita, compresa la vita umana”. 

“Ma – ha precisato - dal momento che gli esseri umani sono dotati di anima immortale e sono creati ad immagine e somiglianza di Dio, ci sono dimensioni dell'esistenza umana che si trovano oltre i limiti di ciò che le scienze naturali sono competenti a determinare”. 

A questo proposito il Vescovo di Roma ha spiegato che “se tali limiti vengono trasgrediti o superati, c'è il serio rischio che la dignità unica e inviolabilità della vita umana può essere subordinata a considerazioni meramente utilitaristiche”. 

Al contrario – ha aggiunto “se invece questi limiti vengono debitamente rispettati, la scienza può dare un contributo davvero notevole alla promozione e alla salvaguardia della dignità dell'uomo”.

Circa la ricerca e l’utilizzo di cellule staminali il Pontefice ha sottolineato che “i potenziali benefici della ricerca sulle cellule staminali adulte sono molto considerevoli” perchè “il miglioramento che tale terapie promettono costituirebbe un significativo passo avanti nella scienza medica, portando nuova speranza ai malati e alle loro famiglie”. 

Il Papa è invece preoccupato della mentalità pragmatica che sembra pronta a produrre e distrugger embrioni pur di raggiungere il fine desiderato.

“La distruzione di anche una sola vita umana – ha sostenuto Benedetto XVI - non può mai essere giustificata in termini di beneficio che un giorno potrebbe portare ad un altro”. 

A questo proposito il Pontefice ha citato il punto 32 della Istruzione Dignitas Personae, della Congregazione per la Dottrina della Fede che recita: “Non sorgono problemi etici quando le cellule staminali vengono prelevate dai tessuti di un organismo adulto, dal sangue del cordone ombelicale al momento della nascita, o da tessuti di feti morti di morte naturale”.

Una volta chiarito quali sono i limiti etici della ricerca, il Papa ha spiegato che “nel richiamare l'attenzione ai bisogni degli indifesi, la Chiesa pensa non solo del nascituro, ma anche a coloro che non hanno facile accesso alle costose cure mediche” perchè “la malattia non fa eccezione di persone e chiede giustizia per mettere i frutti della ricerca scientifica a disposizione di tutti coloro che possano trarne beneficio, indipendentemente dai loro mezzi”. 

Per garantire che i progressi della scienza medica vadano di pari passo con la disposizione giusta ed equa dei servizi sanitari, il Papa ha rilevato come la Chiesa sia in grado di offrire assistenza concreta attraverso la sua vasta pastorale sanitaria, in tanti paesi in tutto il mondo e con particolare sollecitudine ai bisogni dei poveri del mondo.

In conclusione il Pontefice ha assicurato una speciale preghiera per tutti coloro che “lavorano così duramente per portare salvezza e speranza a chi soffre” ed in particolare ha affidato all'intercessione di Maria, Salus Infirmorum, “tutti i pazienti che possono trarre beneficio” dalle ricerche e dalle cure delle cellule staminali adulte.

 

ZI11111308 - 13/11/2011
Permalink: http://www.zenit.org/article-28652?l=italian

Udienza del Papa ai partecipanti al Congresso sulle staminali adulte

ll dialogo fra scienza ed etica è della massima importanza

CITTA' DEL VATICANO, domenica, 13 novembre 2011 (ZENIT.org).- Riprendiamo di seguito il discorso pronunciato da Papa Benedetto XVI in occasione dell'Udienza concessa ai partecipanti al Convegno Internazionale promosso dal Pontificio Consiglio della Cultura, che si è svolto dal 9 all’11 novembre in Vaticano sul tema "Adult Stem Cells: Science and the Future of Man and Culture".

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Eminenza,
Cari Fratelli Vescovi,
Eccellenze,
distinti ospiti,
cari amici,

desidero ringraziare il Cardinale Gianfranco Ravasi, Presidente del Pontificio Consiglio della Cultura, per le sue cordiali parole e per aver promosso questa Conferenza Internazionale su Cellule staminali adulte: la scienza e il futuro dell'uomo e della cultura. Desidero ringraziare anche l'Arcivescovo Zygmunt Zimowski, Presidente del Pontificio Consiglio per gli Operatori Sanitari (per la Pastorale della Salute), e il Vescovo Ignacio Carrasco de Paula, Presidente della Pontificia Accademia per la Vita, per il loro contributo a questo sforzo particolare. Una speciale parola di gratitudine va ai numerosi benefattori il cui sostegno ha reso possibile questo evento. A tale proposito, desidero esprimere l'apprezzamento della Santa Sede per tutta l'opera svolta da varie istituzioni per promuovere iniziative culturali e formative volte a sostenere una ricerca di massimo livello sulle cellule staminali adulte e a studiare le implicazioni culturali, etiche e antropologiche del loro uso.

La ricerca scientifica offre una opportunità unica per esplorare la meraviglia dell'universo, la complessità della natura e la bellezza peculiare dell'universo, inclusa la vita umana. Tuttavia, poiché gli esseri umani sono dotati di anima immortale e sono creati a immagine e somiglianza di Dio, ci sono dimensioni dell'esistenza umana che stanno al di là di ciò che le scienze naturali sono in grado di determinare.

Se questi limiti vengono superati, si corre il grave rischio che la dignità unica e l'inviolabilità della vita umana possano essere subordinate a considerazioni meramente utilitaristiche. Tuttavia, se, invece, questi limiti vengono doverosamente rispettati, la scienza può rendere un contributo veramente notevole alla promozione e alla tutela della dignità dell'uomo: infatti in questo sta la sua utilità autentica.

L'uomo, l'agente della ricerca scientifica, a volte, nella sua natura biologica, sarà l'oggetto di quella ricerca. Ciononostante, la sua dignità trascendente gli dà il diritto di restare sempre il beneficiario ultimo della ricerca scientifica e di non essere mai ridotto a suo strumento.

In questo senso, i benefici potenziali della ricerca sulle cellule staminali adulte sono considerevoli, poiché essa dà la possibilità di guarire malattie degenerative croniche riparando il tessuto danneggiato e ripristinando la sua capacità di rigenerarsi. Il miglioramento che queste terapie promettono costituirebbe un significativo passo avanti nella scienza medica, portando rinnovata speranza ai malati e alle loro famiglie. Per questo motivo, naturalmente la Chiesa offre il suo incoraggiamento a quanti sono impegnati nel condurre e sostenere ricerche di questo tipo, sempre che vengano condotte con il dovuto riguardo per il bene integrale della persona umana e il bene comune della società.

Questa condizione è della massima importanza. La mentalità pragmatica che tanto spesso influenza il processo decisionale nel mondo di oggi è fin troppo pronta ad approvare qualsiasi strumento disponibile a ottenere l'obiettivo desiderato, nonostante siano ampie le prove delle conseguenze disastrose di questo modo di pensare. Quando l'obiettivo prefissato è tanto desiderabile quanto la scoperta di una cura per malattie degenerative, è una tentazione per gli scienziati e per i responsabili delle politiche ignorare tutte le obiezioni etiche e proseguire con qualunque ricerca sembri offrire la prospettiva di un successo. Quanti difendono la ricerca sulle cellule staminali embrionali nella speranza di raggiungere tale risultato compiono il grave errore di negare il diritto inalienabile alla vita di tutti gli esseri umani dal momento del concepimento fino alla morte naturale. La distruzione perfino di una sola vita umana non si può mai giustificare nei termini del beneficio che ne potrebbe presumibilmente conseguire per un'altra. Tuttavia, in generale, non sorgono problemi etici quando le cellule staminali vengono prese dai tessuti di un organismo adulto, dal sangue del cordone ombelicale al momento della nascita o da feti che sono morti per cause naturali (cfr. Congregazione per la Dottrina della Fede, istruzione Dignitas personae, n. 32).

Ne consegue che il dialogo fra scienza ed etica è della massima importanza per garantire che i progressi medici non vengano mai compiuti a un prezzo umano inaccettabile. La Chiesa contribuisce a questo dialogo aiutando a formare le coscienze secondo la retta ragione e alla luce della verità rivelata. Così facendo, cerca, non di impedire il progresso scientifico, ma, al contrario, di guidarlo in una direzione che sia veramente feconda e benefica per l'umanità.

Infatti, la Chiesa è convinta che tutto ciò che è umano, inclusa la ricerca scientifica, «non solamente è accolto e rispettato dalla fede, ma da essa è anche purificato, innalzato e perfezionato» (ibidem, n. 7). In questo modo, la scienza può essere aiutata a servire il bene comune di tutta l'umanità, con particolare riguardo per i più deboli e i più vulnerabili.

Nel richiamare l'attenzione sui bisogni degli indifesi, la Chiesa non pensa soltanto ai nascituri, ma anche a quanti non hanno accesso facile a trattamenti medici costosi. La malattia non è selettiva con le persone e la giustizia richiede che venga fatto ogni sforzo per porre i frutti della ricerca scientifica a disposizione di tutti coloro che sono nella condizione di averne bisogno, indipendentemente dalle loro possibilità economiche. Oltre a considerazioni meramente etiche, bisogna affrontare questioni di natura sociale, economica e politica per garantire che i progressi della scienza medica vadano di pari passo con una offerta giusta ed equa dei servizi sanitari. Qui, la Chiesa è in grado di offrire assistenza concreta attraverso il suo vasto apostolato sanitario, attivo in così tanti Paesi nel mondo e volto a una sollecitudine particolare per i bisogni dei poveri del mondo.

Cari amici, concludendo le mie osservazioni, desidero assicurarvi del mio ricordo speciale nella preghiera e affido alla intercessione di Maria, Salus infirmorum, tutti voi che lavorate tanto duramente per portare guarigione e speranza a quanti soffrono.

Prego affinché il vostro impegno nella ricerca sulle cellule staminali adulte porti grandi benedizioni per il futuro dell'uomo e arricchimento autentico alla sua cultura. A voi, alle vostre famiglie e ai vostri collaboratori nonché a tutti i pazienti che possono beneficiare della vostra generosa competenza e dei risultati del vostro lavoro, imparto volentieri di tutto cuore la mia Benedizione Apostolica. Grazie molte!

© Copyright 2011 - Libreria Editrice Vaticana 
(Traduzione Osservatore Romano)