CITTA' DEL VATICANO, lunedì, 7 settembre 2009 (ZENIT.org).-
Pubblichiamo di seguito il testo del Messaggio di
Benedetto XVI per la 83a Giornata Missionaria Mondiale,
che quest’anno si celebra domenica 18 ottobre sul tema:
"Le nazioni cammineranno alla sua luce" (Ap
21, 24).
* * *
In questa domenica, dedicata alle missioni, mi rivolgo
innanzitutto a voi, Fratelli nel ministero episcopale e
sacerdotale, e poi anche a voi, fratelli e sorelle
dell'intero Popolo di Dio, per esortare ciascuno a
ravvivare in sé la consapevolezza del mandato missionario
di Cristo di fare "discepoli tutti i popoli" (Mt
28,19), sulle orme di san Paolo, l'Apostolo delle Genti.
"Le nazioni cammineranno alla sua luce"
(Ap 21,24). Scopo della missione della Chiesa
infatti è di illuminare con la luce del Vangelo tutti i
popoli nel loro cammino storico verso Dio, perché in Lui
abbiano la loro piena realizzazione ed il loro compimento.
Dobbiamo sentire 1’ansia e la passione di illuminare
tutti i popoli, con la luce di Cristo, che risplende sul
volto della Chiesa, perché tutti si raccolgano
nell’unica famiglia umana, sotto la paternità amorevole
di Dio.
È in questa prospettiva che i discepoli di Cristo
sparsi in tutto il mondo operano, si affaticano, gemono
sotto il peso delle sofferenze e donano la vita. Riaffermo
con forza quanto più volte è stato detto dai miei
venerati Predecessori: la Chiesa non agisce per estendere
il suo potere o affermare il suo dominio, ma per portare a
tutti Cristo, salvezza del mondo. Noi non chiediamo altro
che di metterci al servizio dell’umanità, specialmente
di quella più sofferente ed emarginata, perché crediamo
che "l’impegno di annunziare il Vangelo agli uomini
del nostro tempo... è senza alcun dubbio un servizio reso
non solo alla comunità cristiana, ma anche a tutta
l’umanità" (Evangelii nuntiandi, 1), che
"conosce stupende conquiste, ma sembra avere smarrito
il senso delle realtà ultime e della stessa
esistenza" (Redemptoris missio, 2).
1. Tutti i Popoli chiamati alla salvezza
L’umanità intera, in verità, ha la vocazione
radicale di ritornare alla sua sorgente, che è Dio, nel
Quale solo troverà il suo compimento finale mediante la
restaurazione di tutte le cose in Cristo. La dispersione,
la molteplicità, il conflitto, l’inimicizia saranno
rappacificate e riconciliate mediante il sangue della
Croce, e ricondotte all’unità.
L’inizio nuovo è già cominciato con la risurrezione
e l’esaltazione di Cristo, che attrae tutte le cose a sé,
le rinnova, le rende partecipi dell’eterna gioia di Dio.
Il futuro della nuova creazione brilla già nel nostro
mondo ed accende, anche se tra contraddizioni e
sofferenze, la speranza di vita nuova. La missione della
Chiesa è quella di "contagiare" di speranza
tutti i popoli. Per questo Cristo chiama, giustifica,
santifica e invia i suoi discepoli ad annunciare il Regno
di Dio, perché tutte le nazioni diventino Popolo di Dio.
È solo in tale missione che si comprende ed autentica il
vero cammino storico dell’umanità. La missione
universale deve divenire una costante fondamentale della
vita della Chiesa. Annunciare il Vangelo deve essere
per noi, come già per l’apostolo Paolo, impegno
impreteribile e primario.
2. Chiesa pellegrina
La Chiesa universale, senza confini e senza frontiere,
si sente responsabile dell'annuncio del Vangelo di fronte
a popoli interi (cfr Evangelii nuntiandi, 53).
Essa, germe di speranza per vocazione, deve continuare il
servizio di Cristo al mondo. La sua missione e il suo
servizio non sono a misura dei bisogni materiali o anche
spirituali che si esauriscono nel quadro dell’esistenza
temporale, ma di una salvezza trascendente, che si attua
nel Regno di Dio (cfr Evangelii nuntiandi, 27).
Questo Regno, pur essendo nella sua completezza
escatologico e non di questo mondo (cfr Gv
18,36), è anche in questo mondo e nella sua storia
forza di giustizia, di pace, di vera libertà e di
rispetto della dignità di ogni uomo. La Chiesa mira a
trasformare il mondo con la proclamazione del Vangelo
dell'amore, "che rischiara sempre di nuovo un mondo
buio e ci dà il coraggio di vivere e di agire e... in
questo modo di far entrare la luce di Dio nel mondo"
(Deus caritas est, 39). È a questa missione e
servizio che, anche con questo Messaggio, chiamo a
partecipare tutti i membri e le istituzioni della Chiesa.
3. Missio ad gentes
La missione della Chiesa, perciò, è quella di
chiamare tutti i popoli alla salvezza operata da Dio
tramite il Figlio suo incarnato. È necessario pertanto
rinnovare l’impegno di annunciare il Vangelo, che è
fermento di libertà e di progresso, di fraternità, di
unità e di pace (cfr Ad gentes, 8). Voglio
"nuovamente confermare che il mandato
d’evangelizzare tutti gli uomini costituisce la missione
essenziale della Chiesa" (Evangelii nuntiandi,
14), compito e missione che i vasti e profondi mutamenti
della società attuale rendono ancor più urgenti. È in
questione la salvezza eterna delle persone, il fine e
compimento stesso della storia umana e dell’universo.
Animati e ispirati dall’Apostolo delle genti, dobbiamo
essere coscienti che Dio ha un popolo numeroso in tutte le
città percorse anche dagli apostoli di oggi (cfr At
18,10). Infatti "la promessa è per tutti quelli che
sono lontani, quanti ne chiamerà il Signore Dio
nostro" (At 2,39).
La Chiesa intera deve impegnarsi nella missio ad
gentes, fino a che la sovranità salvifica di Cristo
non sia pienamente realizzata: "Al presente non
vediamo ancora che ogni cosa sia a Lui sottomessa" (Eb
2,8).
4. Chiamati ad evangelizzare anche mediante il
martirio
In questa Giornata dedicata alle missioni, ricordo
nella preghiera coloro che della loro vita hanno fatto
un’esclusiva consacrazione al lavoro di
evangelizzazione. Una menzione particolare è per quelle
Chiese locali, e per quei missionari e missionarie che si
trovano a testimoniare e diffondere il Regno di Dio in
situazioni di persecuzione, con forme di oppressione che
vanno dalla discriminazione sociale fino al carcere, alla
tortura e alla morte. Non sono pochi quelli che
attualmente sono messi a morte a causa del suo
"Nome". È ancora di tremenda attualità quanto
scriveva il mio venerato Predecessore, Papa Giovanni Paolo
II: "La memoria giubilare ci ha aperto uno scenario
sorprendente, mostrandoci il nostro tempo particolarmente
ricco di testimoni che, in un modo o nell’altro, hanno
saputo vivere il Vangelo in situazioni di ostilità e
persecuzione, spesso fino a dare la prova suprema del
sangue" (Novo millennio ineunte, 41).
La partecipazione alla missione di Cristo, infatti,
contrassegna anche il vivere degli annunciatori del
Vangelo, cui è riservato lo stesso destino del loro
Maestro. "Ricordatevi della parola che vi ho detto:
Un servo non è più grande del suo padrone. Se hanno
perseguitato me, perseguiteranno anche voi" (Gv
15,20). La Chiesa si pone sulla stessa via e subisce la
stessa sorte di Cristo, perché non agisce in base ad una
logica umana o contando sulle ragioni della forza, ma
seguendo la via della Croce e facendosi, in obbedienza
filiale al Padre, testimone e compagna di viaggio di
questa umanità.
Alle Chiese antiche come a quelle di recente fondazione
ricordo che sono poste dal Signore come sale della terra e
luce del mondo, chiamate a diffondere Cristo, Luce delle
genti, fino agli estremi confini della terra. La missio
ad gentes deve costituire la priorità dei loro piani
pastorali.
Alle Pontificie Opere Missionarie va il mio
ringraziamento e incoraggiamento per l’indispensabile
lavoro che assicurano di animazione, formazione
missionaria e aiuto economico alle giovani Chiese.
Attraverso queste Istituzioni pontificie si realizza in
maniera mirabile la comunione tra le Chiese, con lo
scambio di doni, nella sollecitudine vicendevole e nella
comune progettualità missionaria.
5. Conclusione
La spinta missionaria è sempre stata segno di vitalità
delle nostre Chiese (cfr Redemptoris missio, 2). È
necessario, tuttavia, riaffermare che l’evangelizzazione
è opera dello Spirito e che prima ancora di essere azione
è testimonianza e irradiazione della luce di Cristo (cfr Redemptoris
missio, 26) da parte della Chiesa locale, la quale
invia i suoi missionari e missionarie per spingersi oltre
le sue frontiere. Chiedo perciò a tutti i cattolici di
pregare lo Spirito Santo perché accresca nella Chiesa la
passione per la missione di diffondere il Regno di Dio e
di sostenere i missionari, le missionarie e le comunità
cristiane impegnate in prima linea in questa missione,
talvolta in ambienti ostili di persecuzione.
Invito, allo stesso tempo, tutti a dare un segno
credibile di comunione tra le Chiese, con un aiuto
economico, specialmente nella fase di crisi che sta
attraversando l’umanità, per mettere le giovani Chiese
locali in condizione di illuminare le genti con il Vangelo
della carità.
Ci guidi nella nostra azione missionaria la Vergine
Maria, stella della Nuova Evangelizzazione, che ha dato al
mondo il Cristo, posto come luce delle genti, perché
porti la salvezza "sino all'estremità della
terra" (At 13,47).
A tutti la mia Benedizione.
Dal Vaticano, 29 giugno 2009
BENEDICTUS PP. XVI
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