image004.jpg (34527 byte)
ZI10060515 - 05/06/2010
Permalink: http://www.zenit.org/article-22740?l=italian

Il Papa: la Chiesa ha bisogno dei tesori dell’Oriente e dell’Occidente

Nel discorso tenuto nella Cattedrale di Nicosia

di Mirko Testa


ROMA, sabato, 5 giugno 2010 (ZENIT.org).- La Chiesa non può fare a meno dei tesori delle tradizioni orientali e occidentali. Lo ha ricordato Benedetto XVI nel discorso tenuto questo sabato nella Cattedrale di Nicosia, dopo la visita a Chrysostomos II, Arcivescovo di Nuova Giustiniana e di Tutta Cipro.

Al suo arrivo in automobile il Santo Padre è stato accolto dall'Arcivescovo Chrysostomos II e dai 17 membri del Santo Sinodo della Chiesa di Cipro all'ingresso principale del Palazzo arcivescovile, che alcuni chiamano "Makarios Palace", un edificio piuttosto recente finito di costruire nel 1960, dopo la proclamazione dell'indipendenza da parte di Cipro.

Subito dopo c'è stato un colloquio privato tra i due leader religiosi.

Il Papa si è quindi recato nel giardino per visitare brevemente il monumento dedicato alla memoria di Makarios III, che fu Arcivescovo della Chiesa ortodossa autocefala di Cipro dal 1960 al 1977, guidò il suo Paese nella lotta per l'indipendenza dalla Gran Bretagna e divenne nel 1959 il primo Presidente della neonata Repubblica. E' a lui che si deve, inoltre, la firma dei rapporti diplomatici tra la Repubblica di Cipro e la Santa Sede nel 1973.

Successivamente il Papa e l'Arcivescovo ortodosso si sono recati nella vicina Cattedrale di San Giovanni risalente al 1665.

Qui l'Arcivescovo Chrysostomos II ha pronunciato un breve indirizzo di saluto ricordando che la "Chiesa di Cipro ha percorso 20 secoli di vita e di cammino storico, a partire dal 45 d.C., quando fu la prima Chiesa tra le nazioni ad essere fondata dai santi apostoli Barnaba e Paolo".

"In questo lungo periodo ha lasciato forti testimonianze di una spiritualità ricca e piena di splendore - ha aggiunto -. I santi padri della Chiesa di Cipro hanno partecipato a tutti i Concili Ecumenici e spesso hanno svolto un ruolo teologico molto attivo e decisivo".

"Inoltre - ha continuato Chrysostomos II - il Terzo Concilio Ecumenico di Efeso nel 431 d.C. attraverso il suo canone ottavo ha riconosciuto l'autocefalia della Chiesa di Cipro", ovvero la sua indipendenza, che "in seguito è stata rinforzata con privilegi e titoli imperiali da parte dell'imperatore bizantino Zenone", ratificati dal Concilio Ecumenico Quinisesto del 691 d.C.

"Nonostante il numero ridotto dei suoi fedeli - ha riconosciuto -, la Chiesa di Cipro ricopre una posizione eminente all'interno dell'Ortodossia e intrattiene relazioni fraterne con tutte le Chiese".

"Specialmente adesso - ha continuato -, agli inizi del XXI secolo che rappresenta un'epoca di dialogo, di riavvicinamento e riconciliazione abbiamo deciso di continuare questo cammino significativo e pieno di pace perché siamo sicuri che questa sia la missione affidataci dalla volontà di Dio".

Nel prendere subito dopo la parola, il Pontefice ha ricordato che nell'ottobre del 2009 Paphos ha ospitato l'ultimo incontro della Commissione Congiunta Internazionale per il Dialogo Teologico tra la Chiesa cattolica e la Chiesa ortodossa incentrato sul ruolo del Vescovo di Roma, e si è detto "grato per il sostegno che la Chiesa di Cipro [...] ha sempre dato all'impegno del dialogo".

A questo proposito ha auspicato che si possa giungere a una "piena e visibile comunione tra le Chiese dell'Oriente e dell'Occidente, una comunione che deve essere vissuta nella fedeltà al Vangelo e alla tradizione apostolica, in modo che apprezzi le legittime tradizioni dell'Oriente e dell'Occidente, e che sia aperta alla diversità dei doni tramite i quali lo Spirito edifica la Chiesa nell'unità, nella santità e nella pace".

Il Santo Padre ha quindi ringraziato per il contributo che la Chiesa di Cipro ha donato alle vittime del terremoto dell'Aquila del 2009 e ha detto di pregare "perché tutti gli abitanti di Cipro, con l'aiuto di Dio, trovino la saggezza e la forza di lavorare insieme per una giusta soluzione dei problemi che ancora sono da risolvere, impegnandosi per la pace e la riconciliazione".

Benedetto XVI ha infatti sottolineato la necessità di prestare soccorso ai cristiani di Terra Santa, di cui Cipro fa tradizionalmente parte, ed ha espresso l'auspicio che le comunità cristiane di quest'isola del Mediterraneo "possano trovare un ambito molto fruttuoso per la cooperazione ecumenica, pregando e lavorando insieme per la pace, la riconciliazione e la stabilità nelle terre benedette dalla presenza terrena del Principe della Pace".

ZI10060516 - 05/06/2010
Permalink: http://www.zenit.org/article-22741?l=italian

L'abbraccio tra il Papa e un leader musulmano sulla “linea verde”

ROMA, sabato, 5 giugno 2010 (ZENIT.org).- Questo sabato pomeriggio a Nicosia Benedetto XVI ha incontrato una personalità islamica, Cheik Mohammed Nazim Abil Al-Haqqani, leader spirituale di un movimento sufi, 89 anni, impegnato nel dialogo interreligioso.

Il breve incontro si è svolto all'esterno della Nunziatura prima della Messa nella Chiesa della Santa Croce, sulla “linea verde” che dal 1974, dall'invasione cioè della Turchia, divide le comunità turco-cipriota e greco-cipriota.

Secondo quanto riferito dalla Radio Vaticana, il leader sufi ha detto di abitare dietro la chiesa, nella parte Nord di Cipro, e di essere venuto per salutare il Pontefice. Si è scusato per il fatto di aver aspettato seduto. “Sono molto anziano”, ha detto. E il Papa ha risposto: “Sono anziano anch’io!”.

Nazim ha poi donato al Papa un bastone istoriato, una targa con parole di pace in arabo e un rosario musulmano. Il Pontefice, da parte sua, gli ha donato una medaglia: quindi si sono abbracciati in un gesto di affetto fraterno.

Nazim ha chiesto infine a Benedetto XVI di pregare per lui. “Certamente lo farò - gli ha risposto il Papa - pregheremo l'uno per l'altro”.

 

ZI10060414 - 04/06/2010
Permalink: http://www.zenit.org/article-22723?l=italian

L'unità dei cristiani è possibile, afferma il Papa a Cipro

Nell'incontro ecumenico celebrato con l'Arcivescovo Chrysostomos II

 
PAPHOS, venerdì, 4 giugno 2010 (ZENIT.org).- Benedetto XVI è giunto a Cipro questo venerdì convinto che sia possibile raggiungere l'unità tra i cristiani, soprattutto con gli ortodossi, e lo ha espresso chiaramente nel suo primo incontro pubblico nell'isola del Mediterraneo.

Dopo la cerimonia di benvenuto all'aeroporto internazionale di Paphos, il Papa si è diretto subito alla chiesa di Agia Kiriaki Chrysopolitissa per partecipare a un incontro ecumenico accolto da Sua Beatitudine Chrysostomos II, Arcivescovo di Cipro, e da rappresentanti di altre confessioni cristiane, soprattutto armeni, luterani e anglicani.

Nell'incontro, celebrato all'aperto, accanto ai resti archeologici della basilica paleocristiana del IV secolo che si trovano al lato del tempio, noto anche come chiesa della Colonna di San Paolo, il Papa ha invitato a riconoscere i progressi che l'ecumenismo ha sperimentato negli ultimi anni.

“Oggi dobbiamo essere grati al Signore, il quale, mediante il suo Spirito, ci ha condotto – specie negli ultimi decenni – a riscoprire la ricca eredità apostolica condivisa da Oriente e da Occidente, e, mediante un dialogo paziente e sincero, a trovare le vie per riavvicinarci l’un l’altro, superando le controversie del passato e guardando ad un futuro migliore”, ha affermato.

Le parole del Papa sono state accolte con entusiasmo da Chrysostomos II, che quando è stato eletto per questo ministero nel novembre 2006 è diventato un grande promotore dell'unità con la Chiesa di Roma, utilizzando i buoni rapporti che ha sia con il Patriarcato di Costantinopoli che con quello di Mosca.

Giù prima di essere eletto Arcivescovo di Cipro aveva dato prova di impegno ecumenico, perché come metropolita di Paphos aveva stabilito che quella chiesa tanto amata dai ciprioti aprisse le porte alla celebrazione eucaristica della comunità cattolica e di altre confessioni.

Il Papa ha spiegato che perché i cristiani siano credibili nell'annuncio del Vangelo devono essere uniti, e ha affermato che questo è uno degli obiettivi del prossimo Sinodo dei Vescovi del Medio Oriente che si celebrerà a Roma a ottobre.

“Rifletterà sul ruolo vitale dei cristiani nella regione, li incoraggerà nella loro testimonianza al Vangelo e li aiuterà a promuovere maggior dialogo e cooperazione fra cristiani in tutta la regione”, ha annunciato.

“Significativamente, i lavori del Sinodo saranno arricchiti dalla presenza di delegati fraterni di altre Chiese e Comunità cristiane dell’area, quale segno del comune impegno al servizio della parola di Dio e della nostra apertura alla potenza della sua Grazia che riconcilia”.

Secondo il Pontefice, “l’unità di tutti i discepoli di Cristo è un dono da implorare dal Padre, nella speranza che esso rafforzi la testimonianza del Vangelo nel mondo d’oggi”.

I presenti, anche gli ortodossi, hanno accolto queste parole al termine del suo discorso gridando “Benedetto, Benedetto, Benedetto!”.

Al termine della celebrazione ecumenica, il Papa è rientrato nella sagrestia, dove ha benedetto una targa inaugurale per una nuova Casa per anziani, realizzata dalla Comunità cattolica latina a Paphos. Subito dopo si è trasferito in auto a Nicosia.

Il Papa passa la notte nella Nunziatura Apostolica di Nicosia, che si trova nella “linea verde” che separa la zona greco-cipriota dal territorio sotto occupazione turca, con la sicurezza affidata ai soldati delle Nazioni Unite.

 

ZI10060413 - 04/06/2010
Permalink: http://www.zenit.org/article-22722?l=italian

Chrysostomos II chiede aiuto al Papa per la profanazione turca delle chiese

“La nostra eredità culturale è stata implacabilmente saccheggiata”, dichiara

di Jesús Colina

PAPHOS, venerdì, 4 giugno 2010 (ZENIT.org).- Il leader della Chiesa ortodossa a Cipro ha chiesto l'aiuto di Benedetto XVI e della Chiesa cattolica perché termini la profanazione di chiese che ha luogo nella zona dell'isola occupata dalla Turchia.

Il discorso che Sua Beatitudine Chrysostomos II, Arcivescovo di Nuova Giustiniana e di tutta Cipro, ha rivolto al Papa durante l'incontro ecumenico celebrato nella chiesa di Agia Kiriaki Chrysopolitissa di Paphos è diventato un grido di aiuto per recuperare le oltre 500 chiese che si trovano sotto dominio turco dal 1974.

Non si tratta solo di chiese ortodosse: alcune appartengono alla comunità maronita o armena, e oggi sono state trasformate dagli occupanti in depositi militari, stalle, discoteche, moschee...

“La Turchia, che ci ha attaccati barbaramente e, con il potere delle sue armi, ha occupato il 37% del nostro territorio, sta procedendo – con la tolleranza del cosiddetto mondo 'civilizzato' – a implementare i suoi piani scellerati, per annettere prima i nostri territori occupati e poi tutta Cipro”, ha dichiarato.

“Nel caso della nostra isola, come ha fatto altrove, la Turchia ha implementato un piano di pulizia etnica. Ha cacciato i cristiani ortodossi dalle loro case e ha portato – e continua a portare – centinaia di migliaia di coloni dall'Anatolia, alterando così il carattere demografico di Cipro”.

“La nostra eredità culturale è stata implacabilmente saccheggiata, e i nostri monumenti cristiani vengono distrutti o venduti sui mercati dei commercianti illegali di antichità, nel tentativo di liberare l'isola da ogni traccia di tutto ciò che sia greco o cristiano”, ha a

Di fronte alla sofferenza della Chiesa ortodossa a Cipro, l'Arcivescovo ha poi detto al Papa: “Chiediamo il suo aiuto per assicurare protezione e rispetto per i nostri monumenti sacri e la nostra eredità culturale, perché i valori diacronici del nostro spirito cristiano possano prevalere. Attualmente questi valori vengono brutalmente violati dalla Turchia – un Paese desideroso di unirsi all'Unione Europea”.