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VATICANO – USA
Papa: un “ordine morale basato sulla signoria di Dio", fonda libertà e diritti dell’uomo
Ricevuto alla Casa Bianca Benedetto XVI parla al presidente Bush dei temi centrali del suo viaggio negli Usa. Riferendosi alla visita all’Onu dice che “l’esigenza di una solidarietà globale è più urgente che mai, se si vuole che tutti possano vivere in modo adeguato alla loro dignità, come fratelli e sorelle che abitano in una stessa casa”.

Washington (AsiaNews) – La democrazia, la libertà, i diritti dell’uomo e la stessa solidarietà che deve unire tutti gli esseri umani sono, alla fine, tutti collegati con il principio che esiste un “ordine morale basato sulla signoria di Dio” e che va rispettato. Temi cari alla storia degli Stati Uniti nel primo discorso pubblico pronunciato da Benedetto XVI nella sua visita negli Usa, ma anche questioni legate all’intera umanità, sia nella prospettiva del suo intervento alle Nazioni Unite, sia in quella del ruolo mondiale del Paese che lo ospita.

Democrazia, libertà e diritti umani, dunque, ma visti con quel legame con la fede che peraltro è espressamente indicato nella Costituzione americana. “Sin dagli albori della Repubblica – ha detto infatti - la ricerca di libertà dell’America è stata guidata dal convincimento che i principi che governano la vita politica e sociale sono intimamente collegati con un ordine morale, basato sulla signoria di Dio Creatore. Gli estensori dei documenti costitutivi di questa Nazione si basarono su tale convinzione, quando proclamarono la ‘verità evidente per se stessa’ che tutti gli uomini sono creati eguali e dotati di inalienabili diritti, fondati sulla legge di natura e sul Dio di questa natura”. E’ il fondamento stesso della democrazia.

E la libertà, così cara alla tradizione americana “non è solo un dono, ma anche un appello alla responsabilità personale”. “La difesa della libertà chiama a coltivare la virtù, l’autodisciplina, il sacrificio per il bene comune ed un senso di responsabilità nei confronti dei meno fortunati. Esige inoltre il coraggio di impegnarsi nella vita civile, portando nel pubblico ragionevole dibattito le proprie credenze religiose e i propri valori più profondi. In una parola, la libertà è sempre nuova. Si tratta di una sfida posta ad ogni generazione, e deve essere costantemente vinta a favore della causa del bene”. Il riferimento al superiore ordine morale, nelle parole del Papa, si è fatto ancora più esplicito a proposito della democrazia. 

Il Papa,  ha fatto riferimento ala visita che, venerdì 18, compirà alla sede dell’Onu. In tale occasione, ha detto, “spero di incoraggiare gli sforzi in atto per rendere quella istituzione una voce ancor più efficace per le legittime aspettative di tutti i popoli del mondo. A questo riguardo, nel 60mo anniversario della Dichiarazione universale dei diritti dell’uomo, l’esigenza di una solidarietà globale è più urgente che mai, se si vuole che tutti possano vivere in modo adeguato alla loro dignità, come fratelli e sorelle che abitano in una stessa casa, attorno alla mensa che la bontà di Dio ha preparato per tutti i suoi figli”.

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ZI08041509 - 15/04/2008
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Il Papa arriva a Washington e riconosce il modello positivo di laicità statunitense


Il Presidente Bush gli offre un benvenuto senza precedenti


WASHINGTON, martedì, 15 aprile 2008 (ZENIT.org).- Benedetto XVI, che ha ricevuto un'accoglienza senza precedenti negli Stati Uniti da parte del Presidente George W. Bush, ha riconosciuto il modello positivo di laicità offerto dal Paese. 

Bush, accompagnato dalla moglie Laura e da una delle figlie, è andato per la prima volta a ricevere un Capo di Stato che atterrava all'aeroporto, come aveva detto giorni fa, a causa del rispetto che merita il Papa.

Il boeing 777 dell'Alitalia, lo "Shepherd One", è atterrato alla base aerea di Andrews (Andrews Air Force Base) verso le 16.00 ora locale, le 22.00 di Roma. 

Poco prima, a bordo dell'aereo, il Papa aveva spiegato rispondendo alle domande dei giornalisti che il rapporto tra laicità dello Stato e fede negli Stati Uniti è un modello "fondamentale", da imitare anche in Europa.

Il Vescovo di Roma ha elogiato "il concetto positivo di laicità" che vi è negli Stati Uniti, perché nasce per dare "autenticità e libertà alla fede". 

Il motto della visita del Papa negli USA, che culminerà il prossimo 20 aprile e nel corso della quale visiterà Washington e New York - e in questa città la sede delle Nazioni Unite -, è "Cristo, nostra speranza".

La cerimonia di benvenuto è stata semplice, senza discorsi. Questi avranno luogo mercoledì mattina, quando Bush riceverà Benedetto XVI alla Casa Bianca nel giorno in cui il Santo Padre compirà 81 anni. 

Tra le personalità che hanno dato il benvenuto al Pontefice c'erano il Cardinale Francis E. George, presidente della Conferenza Episcopale degli Stati Uniti, l'Arcivescovo di Washington monsignor Donald William Wuerl e la nuova ambasciatrice degli Stati Uniti in Vaticano, Mary Ann Glendon.

In seguito, il Papa si è trasferito in auto dall'aeroporto della Andrews Air Force Base alla Nunziatura Apostolica di Washington, dove viene ospitato. 

Il Pontefice inizierà la giornata del suo compleanno celebrando la Messa privata nella Cappella della Nunziatura Apostolica.

Alle 10.30 riceverà il benvenuto alla Casa Bianca da parte di Bush. Dopo i discorsi, ci sarà un colloquio privato nello Studio Ovale. 

Il Papa pranzerà alle 13.00 con i Cardinali statunitensi, il Praesidium della Conferenza dei Vescovi cattolici degli Stati Uniti d'America (USCCB) e il Seguito papale nella Nunziatura Apostolica di Washington.

Alle 17.00 si dirigerà al Santuario Nazionale dell'Immacolata Concezione di Washington per presiedere la celebrazione dei Vespri e incontrare i Vescovi degli Stati Uniti.